Generazione investitore: ecco chi sono le matricole del mercato

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
12.4.2021
Tempo di lettura: 3'
Il 2020 ha visto riversarsi molti risparmiatori sui mercati. Si tratta della "Generation Investor", o Gen I: per lo più millennials, maschi e con una visione ottimista circa il futuro

Charles Schwab ha pubblicato il report Generation Investor, con cui presenta i risultati di un sondaggio volto a restituire l'identikit dei nuovi investitori statunitensi che nel 2020 si sono riversati sul mercato

La generazione più rappresentata sono i millennials, contando per il 55%; gli uomini sono più delle donne; a livello reddituale sono più poveri degli investitori di ieri, ma al contempo sono fiduciosi circa i mercati

C'è la generazione Z, la generazione X, la generazione Y e via dicendo. Nessuno però ha mai parlato della generazione I: la generazione investitore. A farlo per la prima volta è stata la statunitense Charles Schwab, che ha tracciato l'identikit – multi-generazionale – del nuovo investitore che abita i mercati: la nuova massa borsistica – ovvero quelli che hanno investito per la prima volta nel 2020 - cuba per il 15% del mercato "intervistato".
"Abbiamo assistito a un'enorme crescita e coinvolgimento tra i singoli investitori nell'ultimo anno a seguito di costi di negoziazione inferiori, nuovi prodotti e servizi volti a una maggiore facilità e accessibilità e le opportunità di investimento presentate dalla volatilità del mercato" ha affermato Jonathan Craig, senior vicepresidente esecutivo e responsabile dei servizi per gli investitori presso Charles Schwab, intervistato da Kiplinger. Probabilmente Craig si riferiva anche all'avvento di Robinhood e al proliferare delle sue sorelle minori che sicuramente sono stati un fattore che, nel mentre i mercati andavano al rialzo, ha attirato a Wall Street nuovi investitori. L'utilizzo di queste app e, più in generale l'apparsa sui mercati di queste persone, è stata sicuramente a vocazione millennials. Tuttavia, osservando con la lente di ingrandimento la composizione anagrafica della Gen I, questa risulta essere molto varia. L'età media è di 35 anni (13 anni più giovane dell'età media di coloro che hanno iniziato a investire prima del 2020), con i millennials che rappresentano il 55% dei nuovi investitori, ma anche le persone più anziane hanno rotto gli indugi: il 22% proviene dalla generazione X (nata nel 1965-1980), il 16% è raggruppata sotto l'ombrello della "generazione Z" e l'11% proviene dalla generazione del baby boom (nata 1946-1964). In termini di genere, invece la stragrande maggioranza della Gen I è maschile - una tendenza anche osservata negli investitori prima del 2020 - sebbene la componente femminile sia in crescita. Secondo Charles Schwab, il 40% della Gen I è di sesso femminile, rispetto al 35% delle donne che avevano già una partecipazione in borsa prima della pandemia.
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Inoltre, la Gen I guadagna quasi $20.000 in meno su base annua rispetto agli investitori pre-2020: $76.000 contro $94.000. Questo non sorprende dato che il 62% del campione è stato colpito finanziariamente dalla pandemia, rispetto a “solo” il 52% di coloro che avevano investimenti prima del 2020. Ciò nonostante, la Gen I appare più ottimista rispetto alla precedente circa l'evoluzione di mercato e le possibilità di investimento.

  • Il 43% della Gen I prevede di investire di più nel 2021, rispetto al 20% degli investitori pre-2020

  • Il 72% della Gen I è ottimista sul mercato azionario statunitense quest'anno, rispetto al solo 63% degli investitori pre-2020

  • Il 57% della Gen I pensa che il mercato azionario sarà al rialzo nel 2021 contro il 44% degli investitori pre-2020

  • Il 30% della Gen I prevede di gestire attivamente i propri portafogli nel 2021, contro il 19% degli investitori pre-2020


Infine a livello di obiettivi, il 38% degli intervistati ha elaborato una propria pianificazione fiscali. Tra gli obiettivi più ricorrenti ci sono quelli di creare un fondo per le emergenze (54%), ottenere un'ulteriore fonte di reddito (53%), risparmiare per la pensione (46%) e l'acquisto di una casa (25%).

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