Gas, legno, ferro: le materie prime hanno fatto ricchi gli hedge fund

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
24.9.2021
Tempo di lettura: 3'
Gli hedge fund che hanno investito in materie prime nell'ultimo anno hanno registrato rendimenti di oltre il 20%. Gas e elettricità hanno dato molte soddisfazioni
Le materie prime nell'ultimo anno sono state protagoniste di un rally sostenuto. Ripresa economica che ne ha trainato la domanda, congiunta a un'offerta spesso soffocata da colli di bottiglia, ne hanno fatto aumentare i prezzi. Gli hedge fund – che predire il futuro lo fanno di mestiere – lo hanno capito prima degli altri e hanno cavalcato il superciclo. In particolare gli hedge fund che si sono espansi nel gas naturale del Regno Unito e nell'elettricità tedesca hanno ottenuto grandi guadagni. Ad analizzare le performance di questi fondi speculativi è stato il Financial Times.
Il gas naturale è stato certamente una delle materie prime più performanti negli ultimi mesi. Il suo prezzo nel solo Regno Unito è passato da poco meno di 60 pence alla fine di aprile a più di 180 pence questo mese. Man Group e Systemica Investments di Leda Braga sono stati tra gli asset manager i cui portafogli più performanti sono stati ben posizionati per trarre profitto da questo rialzo del gas. "Il complesso energetico europeo è una delle tendenze più forti che ho visto negli ultimi anni, e non so nemmeno se è finita", ha detto Doug Greenig, un ex chief risk officer dell'unità AHL di Man Group che ora gestisce il fondo hedge Florin Court Capital con sede a Londra. Il suo fondo sarebbe in crescita di quasi il 20% quest'anno, la miglior performance dal 2017, anno in cui Greening aveva riposizionato il fondo su cripotovalute e altri settori di nicchia.
Non solo il gas ha reso ricchi i gestori dei fondi speculativi. Molti hanno guadagnato anche da settori più di nicchia, meno affollati, il cui prezzo segue di più i fondamentali economici.  il legname e i minerali di ferrosi, per esempio, sono saliti alle stelle nella prima metà dell'anno, spinti dai colli di bottiglia della catena di approvvigionamento e dall'aumento della domanda globale con la riapertura delle economie, per poi riassestarsi a livelli normali. Molti fondi sono stati in grado di trarre profitto sia dall'aumento che dalla caduta dei prezzi.

Gresham Investment Management è da annoverare tra i migliori hedge fund in termini di performance. Il suo fondo ACAR, che tratta circa 100 mercati alternativi di materie prime, è aumentato di circa il 43%, traendo profitto dai movimenti nei mercati europei dell'elettricità e dei crediti di carbonio, cosi come dal carbone coke e dal minerale di ferro in Cina. "Quest'anno è abbastanza eccezionale in termini di forza, consistenza e durata delle tendenze" ha detto Scott Kerson, responsabile delle strategie sistematiche di Gresham, aggiungendo "Vogliamo essere investiti in mercati in cui le decisioni di produzione e consumo sottostanti guidano il prezzo. Non vogliamo invece partecipare la corsa agli armamenti dei fondi quant”. La maggior parte degli hedge fund nel settore dei managed futures infatti utilizza algoritmi per prevedere le tendenze dei futures sulle materie prime e su altri asset. Secondo il fornitore di dati questo settore è cresciuto in dimensioni da 30 miliardi di dollari due decenni fa a più di 300 miliardi di dollari oggi,

Anche l'unità AHL di Man Group, uno dei primi pionieri dell'investimento quantistico nei mercati specializzati, ha ottenuto buoni risultati. Il suo fondo Evolution da 4,6 miliardi di dollari è aumentato di circa il 15% quest'anno. Il suo fondo Evolution Frontier, più piccolo, che commercia beni come latte, burro e valute africane, ha guadagnato circa il 35%, stando ai numeri inviati agli investitori. Il fondo Alternative Markets di Systematica da 4,8 miliardi di dollari invece è aumentato del 22,7 per cento, con guadagni provenienti anche dai crediti di carbonio dell'UE e dai minerali ferrosi cinesi. Il fondo Alternative Markets di Aspect ha guadagnato il 20 per cento, traendo profitto da materie prime come l'elettricità tedesca e il legname.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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