GameStop, è rivolta! I trader sfidano gli hedge fund

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
28.1.2021
Tempo di lettura: 3'
Piccoli investitori contro establishment finanziario. Nel braccio di ferro speculativo per contendersi GameStop & Co, a spuntarla è stato il popolo “digitale”. Ma l'euforia  - come in ogni bolla  - dura poco, mentre i social, dopo essere divenuti strumento politico, si candidano a diventare anche strumento finanziario

Il prezzo di GameStop è stato protagonista di un rally impressionante da inizio anno, guadagnando in meno di un mese il 1700%. Dietro queste cifre si nascondono le speculazioni di hedge fund (al ribasso) e trader (al rialzo)

Il fondo Melvin Capital ha chiuso ieri la sua posizione dichiarando una perdita di oltre 3 miliardi di dollari, mentre il valore di GameStop è salito sopra i 20 miliardi di dollari

Nel frattempo il titolo GameStop ha perso a inizio giornata il 60%, per poi risalire a metà giornata al -30%. Giornata da "scoppio bolla", aspettando la chiusura delle borse



1745%: non è il rendimento di Tesla e neppure il rendimento di una delle tante small-cap tech che nel corso del 2020 ha visto il suo prezzo andare alle stelle. È invece la performance registrata da GameStop, società di vendita videogiochi e sull'orlo della bancarotta, per di più in un sol mese. Né l'euforia da bolla sui mercati né tantomeno la narrativa dei tassi bassi sono sufficienti a spiegare un tale risultato. Infatti, c'è dell'altro. Pura speculazione al ribasso di alcuni hedge fund – tra cui Melvin Capital - e pura speculazione al rialzo – degli “investitori di Reddit” -, che oltre a GameStop hanno interessato società in crisi come Amc, Blackberry e Bed Bath & Beyond.


Il caso Game Stop





Da poco più di 4 dollari al picco del 28 gennaio di 496. L'incredibile rialzo di GameStop ha dell'incredibile soprattutto per come è avvenuto. Alcuni hedge fund dopo che il prezzo della società era salito a Capodanno a 12 dollari (troppo per il suo reale valore secondo gli analisti), hanno iniziato a vendere il titolo. Quello che certamente non si aspettavano è che piccoli investitori si mettessero di comune accordo per punirli. Coordinando i loro acquisti su piattaforme digitali di Reddit come Wall Street Bets e utilizzando applicazioni come Robinhood, i trader hanno ammassato le loro scommesse rialziste su GameStop. Riuscendo nell'intento. Melvin Capital, il principale hedge fund a shortare (vendere) la società di videogiochi – ieri ha dovuto chiudere la posizione, annunciando una perdita nelle tre prime tre settimane dell'anno pari a 3,75 miliardi di dollari. Una vicenda che apre a nuove prospettive, a detta di Nicolò Nunziata, strategist di Marzotto Sim: “I social stanno assumendo un potere sempre più ampio: hanno avuto la capacità di eleggere un presidente, poi di metterlo a tacere. Ora di influenzare i mercati”.


Si scrive rivolta si legge speculazione





Per Nunziata non si tratta né di solidarietà né tantomeno di rivalsa contro la spregiudicatezza degli hedge fund o di rivolta, come qualcuno ha asserito contro l'establishment. Piuttosto del semplice miraggio di guadagni da parte degli investitori di Reddit. “Se si è coscienti di disporre di una potenza di fuoco superiore all'altra parte, la si obbliga a coprire la posizione in vendita e a spingere i prezzi ancora più in alto”, spiega Nunziata, che osserva che per il movimento dei prezzi che si è verificato non c'è da escludere che tra le file dei rialzisti ci fossero anche altri hedge fund o addirittura investitori istituzionali. Al contempo la condotta dei fondi speculativi non è certo più virtuosa: anzi. “Un hedge fund che shorta (vende, nrd) una mid-cap in crisi è un comportamento discutibile, seppur ammissibile. Un conto è fare queste manovre su oro o dollaro (mercati dove la posizione del fondo non è in grado di influenzare i prezzi), un altro è vendere azioni per trenta milioni di una società che ne capitalizza 600. È una forma di capitalismo violento”.

Penny stock e società in crisi: meglio starne lontani


La domanda lecita a questo punto è se tutto ciò sia consentito farlo e quali sono le società più a rischio speculazione. “Non si profila l'aggiotaggio (i dati erano pubblici) ma si tratta di una forma di concertazione: più investitori decidono di portare avanti in modo simultaneo un'operazione al fine di avere un guadagno”, afferma Nunziata che spiega come queste manipolazioni dei prezzi sono più facili da osservare sul mercato americano, caratterizzato da public companies dove il flottante è la maggior parte della capitalizzazione. “Il profilo ideale di azioni su cui fare queste operazioni sono società che non sono sotto i riflettori del mercato e per cui influenzare il prezzo è più facile, società in crisi e le penny stock, azioni il cui prezzo è inferiore al dollaro, e che già spesso in passato sono state oggetto di manipolazione” continua Nunziata

Un quadro normativo per evitare bolle


Insomma, comportamenti non sani per il mercato che rischiano di mettere sempre più a rischio i portafogli degli investitori. Per questo è d'obbligo la definizione di un nuovo quadro normativo. Il fenomeno di pool di investitori “da concertazione” non è nuovo ma è in forte crescita e accelererà a seguito degli eventi di questi giorni. È necessaria una normativa stingente non sugli strumenti quanto sui comportamenti”. Qualcosa intanto si è iniziato a muovere con la Sec, che il 27 gennaio ha dichiarato di stare “attivamente monitorando la situazione”. Un intervento è auspicato, per evitare in futuro nuove bolle. “GameStop ha un business model non adeguato: perde soldi e li perderà, secondo le stime, per altri due anni”, spiega Nunziata.  “Il problema delle bolle è che scoppiano. In questi casi vale il detto borsistico: non panicare, ma se panichi cerca di essere il primo”.  E forse per avere il giusto market timing è già troppo tardi con il titolo di GameStop che il 28 gennaio ha aperto a -60%.

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