Frodi creditizie, cresce l'allerta: danni per 125 milioni

Rita Annunziata
29.7.2021
Tempo di lettura: 3'
Nonostante un calo del numero di casi di frodi creditizie del -32,4% nell'anno della crisi, non è giunto ancora il momento di abbassare la guardia. Ecco come difendersi dalle truffe

Secondo una nuova analisi di Crif-Mister Credit, il calo del -32,4% del numero di frodi in Italia registrato nell’anno della crisi rispecchia unicamente il crollo delle erogazioni di credito alle famiglie e la chiusura temporanea degli esercizi commerciali

Beatrice Rubini: “L’accelerazione nell’utilizzo delle carte di pagamento, il più frequente ricorso all’e-commerce e la digitalizzazione di molti processi possono determinare un innalzamento dei rischi e una nuova impennata dei casi”

Sebbene il 2020 sia stato caratterizzato da un calo dei casi rilevati di frodi creditizie (ben 21.800 per un danno stimato sui 125 milioni di euro), non è giunto ancora il momento di abbassare la guardia. Con la ripresa della normale operatività, spiega Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di Crif, sono infatti “immediatamente tornati a crescere”. Senza dimenticare come “l'accelerazione nell'utilizzo delle carte di pagamento, il più frequente ricorso all'e-commerce e la digitalizzazione di molti processi” possano “determinare un innalzamento dei rischi e una nuova impennata dei casi”, avverte l'esperta.
Stando all'ultimo aggiornamento dell'Osservatorio sulle frodi creditizie e i furti di identità a cura di Crif-Mister Credit, il calo del -32,4% del numero di frodi in Italia registrato nell'anno della crisi rispecchia infatti unicamente il crollo delle erogazioni di credito alle famiglie e la chiusura di molti esercizi commerciali per alcuni mesi legati all'emergenza epidemiologica. Parallelamente, però, l'importo medio frodato ha conosciuto un più del 21,8% sfiorando i 5.650 euro. Il maggior numero dei casi rilevati, infatti, riguarda gli importi sotto i 3.000 euro (il 17,5% da 0 a 1.500 euro e il 19,6% da 1.501 a 3.000 euro), a causa della “preponderanza delle frodi su operazioni di credito al consumo perpetrate presso le catene di distribuzione”, precisano i ricercatori in una nota. Ma ad aumentare in maniera decisa sono stati i casi con importo tra i 10mila e i 20mila euro (+9,7%, dal 10,1% del 2019 all'11,1% del totale del 2020) e quelli superiori ai 20mila euro (+68,9%). Lieve invece l'incremento per la fascia di importo tra 3.000 e 5.000 euro (+2,5%), mentre risultano in calo le fasce da 0 a 1.500 euro (-13,9%) e da 5.001 a 10.000 euro (-8,4%).
Per quanto riguarda le forme tecniche di credito maggiormente colpite da tali eventi fraudolenti si segnalano in primis i prestiti finalizzati all'acquisto di beni e servizi, che raccolgono il 48,8% dei casi e riportano un valore medio di 6.292 euro (dai 5.500 euro del 2019, +13%). Non mancano casi di frode sui prestiti personali, che guadagnano il secondo posto con il 14,4% del totale nonostante una contrazione dell'importo medio del -9,2%, mentre si riduce il numero di frodi sulle carte di credito, che scivolano al terzo posto con il 13,6% del totale (-56% sul 2019). Nel mirino anche i fidi di conto (5,8% dei casi di frode totali) e i mutui immobiliari (2,8%).

Ma qual è l'identikit delle vittime dei frodatori? Secondo lo studio nel 61,8% dei casi si tratta di uomini, crescono gli over 60 (+10,6%) e calano gli under 30 (-9,4%). Quanto alla distribuzione territoriale, si registra una maggiore incidenza dei casi in Campania (13,1% del totale, in calo del -9,3% sul 2019), Lombardia (13,1% del totale, in crescita del 3,7%) e Sicilia (10,5% del totale, in calo del -9,1%). Seguono Lazio (10,1%, -6,4%), Piemonte (8,0%, +17,9%) e Puglia (7,1%, -4,2%). Meno colpiti in assoluto il Molise (0,6%, -26,1%), il Trentino-Alto Adige (0,5%, -32,3%) e la Valle d'Aosta (0,1%, +37,4%).

“Spesso la vulnerabilità alle frodi è accresciuta da comportamenti a rischio delle vittime, ad esempio con la disinvolta pubblicazione sul web e sui social di dati anagrafici e identificativi o informazioni personali che possono essere utilizzate dalle organizzazioni criminali per ricostruire false identità”, osserva Rubini. “Per questo è indispensabile che i consumatori pongano la massima attenzione per proteggere adeguatamente la propria identità digitale, attivino un sms di allerta per controllare le transazioni con la carta di credito e sistemi che avvisano tempestivamente nel caso in cui i dati personali vengano utilizzati per chiedere un finanziamento o stiano indebitamente circolando sul web”.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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