Emergenti fra volatilità e opportunità secondo TCW

Teresa Scarale
Teresa Scarale
1.8.2018
Tempo di lettura: 3'
I prossimi mesi si preannunciano volatili per le economie emergenti. E con tassi di crescita in una certa misura divergenti, ci saranno occasioni per rendimenti più elevati

Volatilità in vista per gli emerging market, almeno nel breve periodo

I tassi di crescita saranno divergenti, ma non tantissimo. Alcune economie emergenti stanno frenando e gli Usa continuano la loro corsa

Il rafforzamento del dollaro non impatterà negativamente su queste economie, Turchia a parte

Il differenziale di crescita fra mercati emergenti e maturi è destinato ad aumentare di qui a tutto il 2019. La previsione è ulteriormente confermata da Anisha Goodly, Emerging Markets Portfolio Specialist di TCW. La divergenza sarà però meno larga del previsto, alla luce dell'espansione economica americana e del rallentamento in diverse economie emergenti, come ad esempio in America Latina.

Considerazioni specifiche


Oggi, i mercati emergenti sono meno vulnerabili rispetto al periodo del taper tantrum. I livelli dei deficit delle partite correnti e dell'inflazione sono più bassi e i deficit fiscali sono meno disastrosi che in passato. Inoltre, queste economie si trovano all'inizio della fase di metà ciclo economico, a differenza degli Stati Uniti che si trovano nelle fasi finali.

Oggi, le economie emergenti sono in grado di assorbire il graduale rialzo dei tassi Usa. L'impatto sarà maggiore per i paesi che dipendono molto dai finanziamenti esterni e che detengono un ampio stock di debito denominato in dollari. Un esmpio di paese fortemente dipendente dall'estero è la Turchia. Nel complesso, però, si può osservare che gli emergenti dispongono di bilanci solidi, maggiori riserve che possono agire da cuscinetto e tassi di cambio sottovalutati.

La coda del Drago


Si ritiene che i rischi di coda per la Cina siano diminuiti. In particolare, l'analista pensa che l'impatto dei dazi commerciali sul breve termine sarà limitato. Il motivo è che solo il 3,5% della produzione cinese viene consumato negli Usa. Detto questo, l'aumento dell'incertezza e delle barriere commerciali probabilmente danneggerà il sentiment e il capex, sia in Cina che negli Stati Uniti. Tuttavia la Cina ha gli strumenti per affrontare questa sfida, come dimostrato dai recenti annunci di misure anti-cicliche a supporto dell'economia.

Come si colloca in questo scenario l'EU


I recenti dati economici positivi in Europa potrebbero segnalare un ritorno della crescita sincronizzata. È presto per dirlo, ma se così fosse, il rafforzamento del dollaro passerebbe in secondo piano, allentando la pressione sulle divise emergenti e fornendo ulteriore supporto alla crescita economica di queste aree.

Emergenti: un portafoglio da 70 paesi


In conclusione, l'analista ritiene che i prossimi mesi saranno volatili. Alla luce di queste considerazioni, vede alcune interessanti opportunità nel debito in valuta locale, anche se questo segmento del mercato sarà probabilmente più volatile nel breve termine, a causa dei timori legati alle politiche commerciali e alla forza del dollaro. Ad ogni modo, l'approccio consigliato è di tipo graduale, dato che la volatilità permarrà per un certo tempo. Il segmento delle economie emergennti include quasi 70 paesi. Un'accorta selezione delle security e la differenziazione per singolo paese rimangono quindi di fondamentale importanza.
caporedattore

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