Elezioni, Germania in stallo: come reagiscono i mercati

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Alberto Battaglia
27.9.2021
Tempo di lettura: 5'
I socialisti sono il primo partito, ma il sottile divario con la Cdu lascia aperta la porta ad almeno due alternative: ecco quali

Non solo i socialisti, ma anche i cristiano democratici di Armin Laschet cercheranno un'alleanza di governo provando a sedurre gli stessi partiti: Verdi e liberali

I mercati hanno reagito positivamente all'esito elettorale, che ha di fatto scongiurato una coalizione di sinistra spinta: l'asse rosso-verde-rosso non avrebbe i numeri per governare

I risultati preliminari sulle elezioni federali in Germania hanno rispettato le attese dei sondaggisti, anche se il divario fra i socialisti e i cristiano democratici sembra più ridotto del previsto. Secondo le proiezioni ufficiali (pubblicate alle ore sei del 27 settembre) l'Spd di Olaf Scholz si è affermata con il 25,7% dei “secondi voti”, che stabiliscono in modo proporzionale le rappresentanze dei partiti nel Bundestag; alle sue spalle la Cdu e la Csu hanno ottenuto complessivamente il 24,1%. Non solo Scholz, ma anche il leader dei cristiano democratici, Armin Laschet ha annunciato che intraprenderà i negoziati per la formazione di un'alleanza d...

La reazione (pacata) dei mercati


I rendimenti dei bund tedeschi decennali non hanno subito particolari variazioni all'indomani dell'appuntamento elettorale, con un piccolo aumento di 0,012 punti a -0,213%. Sul fronte azionario il Dax 30 ha reagito positivamente all'esito emerso dalle proiezioni, con un rialzo dello 0,6% intorno a mezzogiorno (nel frattempo, l'Euro Stoxx 600 avanza dello 0,18%).

L'ipotesi di uno stallo politico, infatti, era già stata ampiamente prevista alla vigilia delle elezioni. Inoltre, lo scenario che avrebbe potuto agitare di più i mercati, quello di una coalizione fra socialisti, Verdi e sinistra radicale sembra ormai tramontato: il deludente risultato della Linke (4,9%) infatti, non consentirebbe agli altri due partiti di raggiungere la maggioranza, anche nel caso di un accordo. Saranno, piuttosto, gli orientamenti di liberali e Verdi a decidere il futuro corso politico della Germania, dal momento che tanto i socialisti quanto i cristiano democratici proveranno ad attirarli nel proprio progetto di governo.
“Riteniamo che i mercati azionari reagiscano positivamente perché si allontanano i timori degli investitori per un esecutivo dominato dai partiti di centro sinistra e sinistra radicale (Spd, Verdi e Die Linke)”, ha commentato Filippo Diodovich, senior market strategist presso IG, “le piazze finanziarie scontano in modo positivo anche che negli scenari più probabili per il prossimo governo sia inserito sempre il partito liberale (Fdp), ovvero la parte politica più business-friendly”.

Le alternative per il prossimo governo


I Verdi, durante la campagna, avevano già dichiarato di preferire una collaborazione con i socialisti – più vicini al partito ecologista sia sulle tematiche ambientali sia negli orientamenti di politica fiscale. Per completare la maggioranza, tuttavia, Verdi ed Spd dovrebbero convincere i liberali a sottoscrivere un programma comune e non sarà un compito facile. Il leader dell'Fdp, Christian Lindner aveva fissato il “no a nuove tasse” fra i presupposti fondamentali per la partecipazione dei liberali al governo. Un appello che potrebbe essere facilmente accolto dalla Cdu, ma non dall'Spd, che in campagna elettorale aveva promesso l'inserimento di una nuova tassa sui grandi patrimoni e l'obiettivo di inasprire le aliquote sui redditi più elevati.

Per tutte queste ragioni, trovare un compromesso in grado di unire tre partiti attorno lo stesso cancelliere non sarà un compito agevole e si prevede che i negoziati potranno durare mesi. Del resto, era già avvenuto in seguito alle precedenti elezioni tedesche, quando il governo entrò in carica a marzo, oltre cinque mesi dopo il voto.

Nel frattempo, Angela Merkel resterà in carica in un periodo assai delicato per l'economia europea. Nei prossimi mesi l'Eurozona potrebbe subire i contraccolpi della crisi energetica sulla crescita e sull'inflazione, mentre la Bce avrà iniziato a ridurre gli stimoli monetari (Pepp). Nel frattempo, la partita sulla riforma del Patto di Stabilità comincia ad entrare nel vivo e dalla Germania ci si aspetta di capire fino a che punto si spingerà il sostegno verso nuove regole più adatte a sostenere la crescita negli anni che seguiranno la crisi pandemica.

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