Elezioni in Francia, lente sui mercati in vista del secondo turno

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Alberto Battaglia
11.4.2022
Tempo di lettura: 5'
Come nel 2017, sarà ancora Macron contro Le Pen, ma con un divario che si preannuncia molto più sottile e in diminuzione

La reazione di mercato, all'indomani del primo turno che ha visto l'affermazione di Emmanuel Macron e Marine Le Pen è stata contenuta e moderatamente positiva. Nessuna sorpresa per ora, anche se il divario fra i due candidati si sta progressivamente riducendo

Secondo Didier Borowski, Head of Global Views dell'Amundi Institute, un appuntamento potenzialmente decisivo sarà il dibattito tv fra Macron e Le Pen, che sarà trasmesso il 21 aprile

Nelle prime ore di lunedì 11 aprile il vantaggio conquistato da Emmanuel Macron nel primo turno delle elezioni presidenziali francesi sembra aver rassicurato gli investitori sul suo margine di vantaggio, in vista del testa a testa con la leader della destra, Marine Le Pen.

Il Cac40 ha aperto in territorio positivo, in controtendenza rispetto all'azionario europeo; nel frattempo i rendimenti del titolo di stato francese a dieci anni non si sono mossi sensibilmente, con un minimo rialzo di 3 punti base.

Con il 97% delle schede scrutinate, il presidente in carica ha ottenuto il 27,6% dei consensi, contro il 23,4% di Le Pen e il 22% del candidato di estrema sinistra, Jean-Luc Melenchon. L'outsider della destra più anti-immigrazione, Eric Zemmour, si è fermato al 7,1% - ottenendo, comunque, più voti dei due candidati dei tradizionali partiti gollista e socialista, Pecresse e Hidalgo.

E' il segno di una politica francese molto più polarizzata rispetto al passato, spinta dal malcontento per l'aumento del costo della vita. La possibilità che una parte degli elettori anti-establishment di sinistra possano astenersi o votare Le Pen è la principale preoccupazione per Macron e per gli investitori che, alla luce degli attuali sondaggi, scommettono solo su una piccola volatilità di breve termine da qui alla tornata elettorale del 24 aprile.

Secondo Didier Borowski, Head of Global Views dell'Amundi Institute, un appuntamento potenzialmente decisivo sarà il dibattito tv fra Macron e Le Pen, che sarà trasmesso il 21 aprile. Nel 2017, questo confronto pre-elettorale vide una schiacciante vittoria per il candidato di En Marche, che, ha ricordato Borowski, si stima abbia guadagnato ben 5 punti su Le Pen.

Sondaggi, nei prossimi giorni, potrebbero alimentare volatilità sui mercati qualora il divario fra Macron e Le Pen dovesse assottigliarsi, ha affermato l'esperto di Amundi, anche se l'ipotesi di una vittoria a sorpresa della candidata del Rassemblement National non sembra essere presa veramente in considerazione.

Nel caso questa eventualità si dovesse verificare, ha precisato Borowski vi sarebbe un immediato impatto negativo sui rendimenti francesi, anche se molto dipenderà dai dettagli concreti della politica economica su cui Le Pen è stata carente. Inoltre, le elezioni legislative di giugno potrebbero essere un altro elemento in grado di costringere il nuovo presidente a fare compromessi politici con una maggioranza parlamentare di segno diverso – eventualità che, quest'anno, sembra più concreta che in passato.

L'elemento di maggior incertezza in vista del secondo turno è il destino del consistente 22% che al primo turno ha votato per la sinistra di Melenchon – il quale si è limitato ad escludere un sostegno a Le Pen, senza appoggiare apertamente Macron. Il presidente uscente, da parte sua, avrà bisogno di convincere soprattutto a sinistra, visto che I voti di Zemmour punteranno dritto verso Le Pen. Secondo l'ultima media dei sondaggi realizzata da Politico, aggiornata al 10 aprile, il testa a testa fra Macron e Le Pen vede ancora una prevalenza del presidente in carica con il 53% delle intenzioni di voto – a metà marzo Macron poteva contare su un ben più ampio 58%. Si tratta di un divario nettamente più contenuto rispetto a quello del 2017, quando Macron si impose con il 66,1%.

 
Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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