Effetto-influencer: il futuro in Borsa dopo il caso Ferragni

Rita Annunziata
15.4.2021
Tempo di lettura: 3'
L'effetto Chiara Ferragni su Piazza Affari accende il faro sul futuro degli influencer. E anche delle società quotate. Ne parliamo con Nicolò Nunziata, strategist azionario di Marzotto Investment House

Le azioni del gruppo Tod’s sono scattate al rialzo dopo l’annuncio dell’ingresso di Chiara Ferragni nel Consiglio di amministrazione della società

Nicolò Nunziata: “Una scelta estremamente razionale e ragionata. Non è da escludere che altre aziende seguano questa strada. Ma occhio al greenwashing”

Continua a risuonare l'effetto-Ferragni su Piazza Affari: dopo aver guadagnato il 14% nella serata del 9 aprile in occasione dell'annuncio dell'ingresso dell'imprenditrice digitale nel Consiglio di amministrazione di Tod's, il titolo della società guidata da Diego Della Valle ha chiuso in rialzo anche le tre successive giornate di contrattazioni. Un rally che non sorprende, dopo il doppio volo di Monnalisa e Aeffe nel mese di novembre, che segnarono rispettivamente un aumento del 23 e del 18,93%. Ma qual è il futuro degli influencer in Borsa? We Wealth ne ha parlato con Nicolò Nunziata, strategist azionario di Marzotto Investment House.
“Nel momento in cui le società devono presentare le liste per il nuovo Consiglio di amministrazione, si trovano a dover fare una serie di riflessioni”, spiega l'esperto. “Innanzitutto, per essere compliant lato esg (environmental, social, governance) devono tendenzialmente incrementare il numero di indipendenti e di donne. Poi devono trovare dei profili che siano complementari in termini di capacità e di professionalità, qualcuno che possa apportare valore, esperienza e conoscenza”. In altre parole, aggiunge, si tratta di una decisione necessariamente coerente con il messaggio e lo stile della società. “La scelta di Della Valle è stata una scelta estremamente razionale e ragionata in tal senso: si tratta di una donna, di un'indipendente e di una professionista che può rappresentare un collegamento con una clientela più giovane, anche con un impatto sul marchio di un certo tipo. Ci sono tantissimi tipi di influencer, forti in ambiti particolarmente diversi, non è da escludere che altre società seguano questa strada. Una strada molto più ragionata e ragionevole di quello che si possa pensare”, dichiara lo strategist.
“Non essendoci grandi esperienze prima, non credo che Tod's avesse aspettative particolari, non pensava a un rialzo così importante, è stata piacevolmente sorpresa. Ma, da oggi in poi, chi farà scelte del genere avrà sempre l'immagine di quel 14% legato a Chiara Ferragni”, spiega Nunziata. Occhio però anche all'effetto “greenwashing”. Sebbene lo strategist escluda una corsa all'influencer nel cda, è necessario che le aziende che decidono di intraprendere questa strada non dimentichino di mettere in atto strategie “coerenti”. “Selezionare un influencer unicamente per il proprio seguito, rischia di avere un effetto negativo. Il mercato è anche molto volubile. Se si rende conto che le decisioni sono assunte per il buon dire e senza sostanza, poi le punisce. In questo caso è stata una scelta fortunata, ma non è detto che sarà sempre così. Bisogna trovare la giusta ratio”, precisa Nunziata. Diverso, invece, è il discorso per gli investitori. “Acquistare Tod's ora sarebbe indice di una reazione speculativa. Gli investitori, specialmente quelli istituzionali, dovrebbero fare piuttosto engagement con l'azienda, chiedendo consiglieri che, come anticipato, godano di competenze complementari alla società stessa”.

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