Ebf chiede alle banche sospensione dividendi e buyback

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La lettera della Federazione bancaria europea sulle iniziative del settore bancario per contrastare gli effetti della pandemia

Banche europee, Ebf: "priorità alla solvibilità per poter finanziare l'economia"

Stop a pagamenti dividendi e buyback

Dopo le anticipazioni del Financial Times, arriva la conferma, in una nota della Federazione bancaria europea, della lettera scritta al presidente del consiglio di sorveglianza della Bce, contenente alcune iniziative del settore bancario, progettate per contrastare gli effetti dell’emergenza Coronavirus. Nella lettera, firmata dal presidente della Ebf e ad di UniCredit Jean Pierre Mustier, viene sottolineato che “tutte le istituzioni finanziarie europee stanno prendendo in considerazione l'estrema incertezza riguardante l'impatto della crisi del Coronavirus sull'economia e daranno la priorità alla solvibilità per poter finanziare l'economia”
Per il 2020, l’Ebf ritiene che le banche quotate debbano smettere di accumulare capitali per i pagamenti di dividendi e di intraprendere azioni di buyback (ndr riacquisto di azioni proprie), “al fine di preservare al massimo il capitale". Questo, per essere in grado di concedere più finanziamenti alle aziende e ai consumatori colpiti dal Coronavirus.
L’iniziativa è giunta dopo che, la Bce, di fronte all’emergenza Covid-19, aveva concesso alle banche più flessibilità in termini di capitale e misure più elastiche sul trattamento dei crediti deteriorati (Npl) al fine di "garantire che le banche vigilate continuino a svolgere il loro ruolo nel finanziare imprese e famiglie".
In merito ai dividendi del 2019, l’European banking federation afferma che “qualsiasi decisione di una banca quotata di trattenere i dividendi del 2019 in questa fase deve tener conto della percezione degli investitori sulla solvibilità del settore bancario europeo e delle aspettative degli azionisti”. Inoltre “laddove le distribuzioni di dividendi del 2019 e i buyback non fossero ancora stati votati dagli azionisti, alcune banche potrebbero decidere, per specificità nazionali o scelta individuale, che una parte o l'intero importo venga assegnato alle riserve, fino a quando non ci sarà una migliore visibilità sugli effetti di la crisi, a quel punto (ndr, i dividendi) potrebbero essere distribuiti agli azionisti” conclude la nota.

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