Draghi e i Btp: rischio giù, e il rendimento? Nella fiducia

Teresa Scarale
Teresa Scarale
8.2.2021
Tempo di lettura: 3'
Lo spread Btp-Bund veleggia sicuro verso i lidi dei 70-80 punti. I 100 sembrano un ricordo. Il motivo è l'idillio Mario Draghi – mercati: con lui al timone, l'Italia potrebbe essere diventata un paese affidabile. E il rendimento da rischio-paese? Ne abbiamo parlato con il professor Stefano Caselli dell'Università Bocconi

È stato sufficiente che il premier incaricato fosse Mario Draghi, per rassicurare il mercato dei Btp». Sui mercati obbligazionari, il costo del debito pubblico italiano continua a diminuire. E ancora diminuirà. Se e quando l'ex presidente Bce dovesse diventare premier effettivo, la discesa non si arresterà

Il rendimento sui Btp è in picchiata da quando l'ex presidente Bce ha accettato di formare il nuovo governo. Al momento il debito italiano rende da meno di zero (cinque anni) a poco più di 1,5% (cinquant'anni…). Ma nei bond prezzo e rendimento si muovono in direzione opposta

E i risparmiatori possono essere contenti. «Chi già aveva i Btp in portafoglio vede salire il loro valore. Chi, viceversa, non li possedeva, vede adesso nelle obbligazioni governative italiane un'opportunità di investimento»

Le prossime emissioni di debito costeranno molto meno delle attuali. E il risparmio che ne deriva potrà essere allocato su fronti molto più produttivi

Per anni i risparmiatori italiani hanno confidato nei tassi di rendimento delle obbligazioni sul nostro debito pubblico, sistematicamente più elevati degli altri paesi avanzati. Un segno della rischiosità relativa dell'Italia come debitore. L'Italia spendacciona, l'Italia litigiosa. Poi, è arrivato il premier incaricato Mario Draghi, e i Btp hanno cambiato volto. «Si dimostra quello che si dice da anni: lo spread dipende dalla fiducia e dalla credibilità della linea di azione di un paese» esordisce Stefano Caselli, prorettore per le attività internazionali dell'Università Bocconi. È stato sufficiente che il premier incaricato fosse Mario Draghi, per rassicurare il mercato», prosegue Caselli. Sui mercati obbligazionari, il costo del debito pubblico italiano continua a diminuire. E ancora diminuirà. Se e quando l'ex presidente Bce dovesse diventare premier effettivo, la discesa non si arresterà. «Le azioni concrete per il piano vaccinale, per arginare la pandemia, per l'implementazione del recovery fund: obiettivi chiari su questi tre fronti chiuderanno ulteriormente lo spread Btp-Bund».
Tradotto: il rendimento sui Btp è in picchiata da quando l'ex presidente Bce ha accettato di formare il nuovo governo. I nostri titoli decennali rendono circa lo 0,5%. C'è di più. La curva italiana si muove al momento inversamente a quella del resto dell'Eurozona, i cui titoli sono invece scambiati in rialzo. Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni per esempio risulta in rialzo di due punti base, a -0,42% in apertura settimanale di seduta. Commerzbank (Rainer Guntermann) in particolare ravvisa una «vulnerabilità nei titoli tedeschi a breve termine». Secondo Stefano Caselli, «il mercato vuole capire come le economie Ue useranno il recovery fund, come faranno ripartire le loro economie. Questo non dipende solo dall'Europa, ma dai singoli paesi». Le prospettive di crescita dei singoli paesi restano «diverse».

Lo spread Btp/Bund è in contrazione a 94 punti base, valore lontano nel tempo di almeno cinque anni. Il fatto che tutte (o quasi) le forze politiche italiane si siano dette concordi a supportare l'esecutivo Draghi ha rimosso l'incertezza politica italiana dallo scenario. Ciò comporta che al momento il debito italiano rende da meno di zero (cinque anni) a poco più di 1,5% (cinquant'anni…). Come sa chi investe in bond, prezzo e rendimento per questo asset sono inversamente correlati. L'ultimo Btp a dieci anni sul mercato (scadenza 1/4/2031) rende 0,9%.

E i risparmiatori? Possono essere contenti, afferma Caselli. «Chi già aveva i Btp in portafoglio vede salire il loro valore. Chi, viceversa, non li possedeva, vede adesso nelle obbligazioni governative italiane un'opportunità di investimento». Dato il trend in atto infatti, comprare titoli del debito pubblico italiano oggi significa «acquisire un asset il cui valore è destinato ad aumentare». Poi, due considerazioni. «Primo, lo spread che scende rappresenta un vantaggio clamoroso per il nostro paese. Ciò vuol dire che le prossime emissioni di debito (in sostituzione di quello esistente: il debito scade e deve essere rinnovato) costeranno molto meno delle attuali. Secondo, il risparmio che ne deriva potrà essere allocato su fronti molto più produttivi» che non il servizio del debito.

Il contesto improvvisamente chiaro ha spinto gli analisti di Morgan Stanley a prevedere che lo spread delle obbligazioni governative italiane a 10 anni potrebbe arrivare fino a 80-85 punti (gli esperti intervistati da We Wealth prevedono invece una contrazione in area 70-80). Secondo la banca d'affari lo spread dovrebbe beneficiare in via continuativa di «una dinamica di offerta netta negativa e di una strategia di finanziamento ben gestita e proattiva». Una ventata di ottimismo arriva anche da Barclays. La banca si dice «costruttiva» relativamente alla situazione politica italiana «fin dal 28 gennaio, ma a nostro avviso gli sviluppi politici ora hanno la possibilità di essere significativamente positivi per l'Italia».

Come italiani, sottolinea il docente, non dobbiamo far altro che desiderare un assottigliamento dello spread deli Btp. Questa contrazione infatti «significa che l'Italia è finalmente diventato un paese credibile». L'obiettivo dell'Italia, nell'area euro, deve essere quello di avere una politica economica solida, credibile, con un tasso di interesse allineato a quelli dei paesi core come la Germania e la Francia. Il nuovo team di governo adesso dovrà dimostrare di saper colpire gli obiettivi che si è prefissato. «Il Parlamento dovrà limitare la sua litigiosità, dar mostra di sostenere l'esecutivo. Mario Draghi potrebbe essere il premier di qualunque paese. Abbiamo in questo momento un tesoro straordinario». E non dobbiamo sprecarlo: siamo passando dall'essere il paese del rendimento “per rischio” al paese del rendimento per valore intrinseco degli asset.

Le prossime aste di Btp (a tre, sette, venti anni) si terranno giovedì 11 febbraio 2021.

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