Dollaro più forte, il mercato non crede all'inflazione Usa

Teresa Scarale
Teresa Scarale
26.10.2020
Tempo di lettura: 2'
L'imminenza delle elezioni Usa rende più forte il dollaro nei confronti dell'euro. Il mercato valutario ormai non crede in un accordo last minute sui nuovi stimoli fiscali fra Repubblicani e Democratici. Ma c'è chi non la pensa affatto così e crede che sia appena iniziato un ciclo di rafforzamento dell'euro sul dollaro
Il mercato non crede a un ritorno dell'inflazione negli Usa, o almeno degli stimoli fiscali prima del 3 novembre, data delle elezioni. Ecco perché il dollaro starebbe guadagnando terreno nei confronti dell'euro. L'andamento del cambio euro/dollaro (1,18 le ultime rilevazioni del 26/10/2020) dipende attualmente dai colloqui sulle misure anti crisi negli Stati Uniti. Ma un accordo prima dell'election day è ormai improbabile. Per questo motivo, una contestazione di Trump a un risultato elettorale per lui negativo lo rafforzerebbe.

Dollaro forte sul mercato? Un evento momentaneo


Alessandro Parravicini di Swan Asset Management Sa, durante la diretta Weekly Bell di We Wealth ritiene invece che “il dollaro da questa estate è su un sentiero di chiaro indebolimento. È probabile che con il nuovo anno la valuta statunitense si vada ulteriormente a indebolire nei confronti dell'euro, che potrebbe raggiungere un cambio di 1,25”. L'esperto prosegue dicendo che su questo influirà la svolta ultra espansiva della Fed. La Bce invece si sta mostrando più conservativa, e ciò determinerà “un apprezzamento dell'euro sul dollaro. Siamo di fronte a un nuovo ciclo di apprezzamento dell'euro”.

Poi, Parravicini fa alcune previsioni: una vittoria di Trump porterebbe l'euro a 1,25 sul dollaro abbastanza in fretta. Una vittoria di Biden con senato a maggioranza repubblicana renderebbe invece il dollaro un po' più fermo. Infine, una vittoria netta dei democratici darebbe il via a un progressivo deprezzamento.

Sul versante euro, le previsioni degli analisti lasciano intendere che Christine Lagarde rimanderà ogni decisione su eventuali ulteriori misure di allentamento quantitativo al 10 dicembre. La seconda ondata della pandemia in Europa frena il cambio euro/dollaro. Non mancano però i fattori di rafforzamento dell'euro rispetto al dollaro: un eventuale accordo last minute sugli accordi commerciali Brexit, circa il vaccino Covid-19 per il 2021 lascerebbero ancora margine per un ulteriore rialzo del cross nel prossimo anno, conclude l'esperto.

A risentire del rafforzamento del dollaro è anche l'oro, che si mantiene poco mosso sopra i 1900 dollari all'oncia.
caporedattore

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