La crisi blocca i grandi deal: atteso un rimbalzo nel 2021

Rita Annunziata
24.3.2021
Tempo di lettura: 3'
Scivolone dei grandi deal nell'anno della crisi: concluse in Italia 875 operazioni M&A per un controvalore di 36 miliardi di euro, in calo del 30,6%. Aspettative positive sul 2021

Si parla di una contrazione del numero delle operazioni di fusione e acquisizione del 19,4% (875 contro le 1.085 del 2019) e del 30,6% del controvalore complessivo (36,4 miliardi contro 52,4 miliardi)

Nella top 5 dei paesi acquirenti rientrano Stati Uniti, Francia, Cina, Regno Unito e Germania, che raccolgono il 65% delle transazioni “cross border-in” sul fronte dei volumi e il 72% in termini di controvalore

Max Fiani: “ll mercato M&A del 2020 si è chiuso con deal cross border-in annunciati per circa 30 miliardi di euro. Le aspettative, quindi, sono che il 2021 possa segnare il ritorno del mercato verso i livelli prossimi al dato del 2018 (90 miliardi)”

Dopo anni di crescita, seppur altalenante, il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni torna a scivolare bruscamente verso il basso nel 2020. Dodici mesi, secondo l'ultima analisi di Kpmg, in cui l'emergenza sanitaria ha rallentato la chiusura di operazioni già avviate e rinviato progetti allo studio. In particolare di natura “cross-border”.
Si parla di una contrazione del numero dei deal del 19,4% (875 contro i 1.085 del 2019) e del 30,6% del controvalore complessivo (36,4 miliardi contro 52,4 miliardi). Ma la flessione più acuta ha riguardato gli investimenti esteri nella Penisola, crollati del 30% in termini di volumi (da 317 nel 2019 a 220 nel 2020) e del 70% in termini di controvalori (da 18 miliardi a 5,4 miliardi). Un calo che non ha eguali nell'ultimo decennio, ma neppure negli anni post-crisi finanziaria, quando nel 2009 furono toccati i 7 miliardi. Complessivamente, dal 2011 le acquisizioni estere in Italia sono state dunque 2.072, pari a 183 miliardi di euro.

Nella top 5 dei paesi acquirenti rientrano Stati Uniti, Francia, Cina, Regno Unito e Germania, che raccolgono il 65% delle transazioni “cross border-in” sul fronte dei volumi e il 72% in termini di controvalore. Per gli Stati Uniti si contano 487 transazioni concluse nel periodo 2011-2020, dal controvalore di 45 miliardi di euro. Segue la Francia con 313 deal per un controvalore di 35 miliardi, la Cina con 116 deal per 24 miliardi, la Gran Bretagna con 251 deal per 20 miliardi e la Germania con 171 deal per 9 miliardi.
“Con l'acuirsi dell'emergenza e il lockdown imposto a partire dal mese di marzo, il numero di operazioni si è ridotto drasticamente per poi recuperare nel corso del mese di ottobre con 25 acquisizioni estere in Italia”, spiega Max Fiani, partner di Kpmg e curatore del rapporto, sottolineando come il confronto semestrale registri “una flessione sia in termini di volumi che di valori nel primo e nel secondo semestre”. In particolare, nei primi sei mesi dell'anno si registra una caduta del -82% in termini di controvalore e del -22% dei volumi rispetto al 2019, mentre negli ultimi sei mesi si parla rispettivamente del -45 e del -38%.

Non mancano però segnali di ripresa. Nei primi due mesi del 2021, infatti, si contano 53 acquisizioni di investitori esteri in Italia, contro le 19 di dicembre e le 20 di novembre. Il settore “consumer & industrial” resta il più appetibile con il 53% dei deal, seguito da “support service & infrastructure” con il 19%, “telecommunication media technology” con il 15% e “energy&utilities” con il 13%. “ll mercato M&A del 2020 si è chiuso con deal cross border-in annunciati per circa 30 miliardi di euro di controvalore. Le aspettative, quindi, sono che il 2021 possa segnare il ritorno del mercato M&A verso i livelli prossimi al dato del 2018 (90 miliardi di euro) provando ad avvicinarsi agli anni record 1999-2000-2007, caratterizzati da controvalori superiori ai 100 miliardi”, conclude Fiani.

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