Controversie finanziarie in aumento del 5,6% nel 2020

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La relazione sull'attività svolta nel 2020 dall'Arbitro per le controversie finanziarie fa emergere come queste siano aumentata nel 2020, rispetto al 2019

I picchi più significativi sono stati raggiunti a: ottobre (211), giugno (190), dicembre (175) e novembre (174)

Focus 2020 la media mensile è stata pari a 147 ricorsi

Aumentano del 5,6% i ricorsi all'Arbitro per le controversie finanziarie (Acf) nel 2020. Secondo i dati pubblicati dalla Consob nell'anno della pandemia l'Acf ha ricevuto 1.772 ricordi. Un numero in salita se si pensa che nel 2019 si erano fermati a 1.678. Salgono così a 7.113 il numero complessivo dei ricorsi trasmessi dai risparmiatori nel primo quadriennio di attività (2017 -2020). Focus 2020 la media mensile è stata pari a 147 ricorsi. I picchi più significativi sono stati raggiunti a: ottobre (211), giugno (190), dicembre (175) e novembre (174). Negli ultimi tre mesi dell'anno l'Acf ha ricevuto ben 560 ricorsi, pari a un terzo del totale, con una media di 186, decisamente superiore ai trimestri precedenti.
Se si sposta l'attenzione sulla distribuzione geografica si nota il Sud si è confermato l'area di provenienza del maggior numero di ricorsi (44,6%), seguita dal Nord (37,1%) e dal Centro (17,7%). Nel quadriennio 2017/2020 è rimasto sostanzialmente immutato il numero dei ricorsi provenienti dall'estero, pari allo 0,6% del totale. La regione che spicca per numero di ricorsi è la Puglia con 455, il 25,7% del totale. Al secondo posto, ben distaccata l'Emilia Romagna con 231 (13%) e medaglia di bronzo per la Lombardia con 205 ricorsi (11,6%). All'ultimo posto troviamo la Sardegna con solo 5 invii (0,3%). A livello provinciale il numero maggiore di controversie finanziarie arrivano da Bari (325). Al secondo posto troviamo Roma (122), seguita da Forli-Cesena (120), Milano (99) e Napoli (60).

L'analisi mostra come nel 2020 hanno trovato conferma i dati già registrati negli anni precedenti, relativamente alla tipologia di ricorrenti. I ricorsi sono stati, pressoché integralmente, trasmessi da persone fisiche (97,6%, a fronte del 2,4% di persone giuridiche). I dati mostrano però l'esistenza di un gap di genere. A fronte di un totale di 1.730 ricorsi, 1.113 sono stati quelli presentati da uomini (64,3%) e 617 da donne (35,7%). Se si analizzano i ricorrenti analizzando per fasce di età, emerge come ci sia una concentrazione riferita a tre fasce anagrafiche comprese tra i 45 e i 74 anni (45-54, 55-64, 65-74) che rappresentano il 71,1% del totale, con una prevalenza della fascia di età compresa tra i 55 e i 64 anni (25,4%). Da sottolineare anche la percentuale degli over 74 (18,4%). Si tratta di dati che, sono in linea con quelli già registratisi negli anni precedenti, e che confermano come l'età media dei risparmiatori che si rivolgono all'Acf resti piuttosto elevata.

Inoltre si nota come chi ha dovuto fare ricorso, anche nel 2020, la maggioranza dei risparmiatori (1.304 su 1.772, pari al 73,6% del totale) ha preferito avvalersi dell'assistenza di un procuratore. Anche se uno dei tratti peculiari dell'Acf  è proprio quello di consentire all'investitore retail di presentare direttamente e gratuitamente ricorso, l'assistenza di un procuratore continua a registrare un costante incremento nel corso degli anni (57% nel 2017, 60,4% nel 2018, 69% nel 2019). E più nel dettaglio si vedono coinvolti nell'84% dei casi dei legali, nell'4,5% l'Associazione dei consumatori e per l'11,4% da altre figure.

E infine il numero maggiore di ricorsi (27% del totale) si colloca, in termini di controvalore di risarcimento, nella fascia che va da 10.000 a 30.000 euro, seguita da quella più elevata che va dai 100.000 fino alla soglia massima di 500.000 euro, fascia quest'ultima nella quale è andato a confluire il 18,6% dei ricorsi. Va segnalato, a questo proposito, che sia la terza fascia (10.000 – 30.000 euro), con 414 ricorsi (329 nel 2019, 355 nel 2018 e 340 nel 2017), che quella più elevata (da 100.000 fino a 500.000 euro), con 286 ricorsi (261 nel 2019, 222 nel 2018 e 223 nel 2017), sono quelle che ricomprendono il numero più elevato di ricorsi ricevuti nell'intero primo quadriennio di attività.

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