Con tassi a zero, gli investitori si soddisfano in Cina

Teresa Scarale
Teresa Scarale
14.12.2020
Tempo di lettura: 2'
La ripresa a tempo di record della Cina è sotto gli occhi di tutti gli investitori, affranti dai tassi a zero. Dalle azioni onshore alle obbligazioni – passando per un reminbi sempre più affidabile – l'ex Celeste Impero continua a essere una terra di conquista per chi non si accontenta di portafogli esangui

L'indice delle 300 società cinesi più capitalizzate delle Borse di Shanghai e Shenzhen è cresciuto nel 2020 del 27%

900 i miliardi di reminbi accorsi nei primi 11 mesi 2020 nel mercato obbligazionario cinese

Due gli aspetti che secondo gli analisti potrebbero frenare l'appetibilità del mercato dei capitali cinese

Nell'anno del covid, Csi 300 batte S&P 500. L'indice delle 300 società cinesi più capitalizzate alle Borse di Shanghai e Shenzhen è cresciuto infatti nel 2020 del 27%, battendo il suo rivale americano di oltre 13 punti percentuali. Battaglia vinta pure sul fronte tech: il Nasdaq è andato benissimo, ma il ChiNext di più (+59%).
A gennaio i mercati cinesi dei capitali erano stati i primi a soffrire gli effetti della pandemia. Ma a distanza di meno di un anno, sono i primi a riprendersi grazie ai 150 miliardi di dollari Usa arrivati tramite i veicoli di Hong Kong. Gli analisti osservano che i severissimi lockdown della prima metà dell'anno hanno consentito all'economia cinese di funzionare «alla sua piena capacità» negli ultimi sei mesi del 2020. Il paese è dunque ora ben avanti sul sentiero di ripresa post covid, muovendosi molto più velocemente rispetto al resto del mondo.
La crescita cinese è tornata ai suoi livelli pre-pandemia. Grazie a questo, la banca centrale ha potuto evitare di tagliare i tassi e di mettere in campo i mastodontici programmi di acquisto titoli delle altre banche mondiali, come la Bce. Ciò rende il debito cinese particolarmente appetibile per gli investitori in bond. Sono infatti 900 i miliardi di reminbi accorsi nei primi 11 mesi 2020 nel mercato obbligazionario cinese. In parallelo, è aumentata la fiducia nei confronti della valuta cinese. Aspetto questo che ha rassicurato gli investitori anche sul fronte azionario. Gli acquisti esteri netti di azioni cinesi sono arrivati così a 170 miliardi di yuan, portando a oltre un miliardo di reminbi l'investimento internazionale complessivo nel Paese di Mezzo quest'anno.

La vittoria di Joe Biden sicuramente ha alimentato la corsa del listino Csi 300 (+6% a novembre), ma la crescita degli investimenti sui mercati dei capitali della Cina è proseguita anche con la presidenza Trump. Non solo. I dati mostrano che le ipo cinesi negli Usa sono state più numerose sotto Donald Trump che sotto Obama.

Non è però oro tutto quel che luccica. Come sempre quando si tratta di investimenti, gli analisti (e il buon senso) invitano a soppesare i pro e i contro di una scelta. Recentemente sono stati numerosi i bond default delle imprese statali. Inoltre, la diffusione del vaccino in tutto il mondo ridurrà il vantaggio competitivo della Cina.

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