Banche, non solo Roe. Ecco i fattori premiati dal mercato

Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri
4.12.2020
Tempo di lettura: 7'
Stando a una nuova ricerca di Excellence Consulting, il mercato finanziario italiano attribuisce un diverso valore alle banche a seconda del loro modello di business

Excellence Consulting: a parità di Roe (return on equity), il mercato valorizza di più le banche italiane specializzate rispetto a quelle generaliste

I risultati dello studio condotto dalla società di consulenza identificano nel livello di maturità digitale della banca un secondo elemento premiato dal mercato

Nel valutare le banche, il mercato finanziario italiano guarda oltre al Roe (return on equity, ndr), indice che ne misura la profittabilità. A sostenerlo è una recente ricerca condotta da Excellence Consulting, che incoraggia a valutare i potenziali effetti della crisi innescata dalla pandemia sulle banche, fornendo una “nuova chiave di lettura” e cercando di uscire dalla “trappola del Roe”, come sottolineato da Maurizio Primanni, ceo Excellence Consulting.
Dall'Osservatorio “Banca Impresa 2030” in seno a Liuc, è emerso infatti che in Europa sarebbero a rischio il 30% dei bancari in quanto il loro costo non sarebbe sostenibile data la profittabilità attuale delle banche espressa dal loro Roe. Inoltre, guardando alla classifica stilata dall'Osservatorio, nel primo semestre 2020, l'Italia occupa una delle ultime posizioni se si guarda al Roe delle banche, pari in media allo 0,3%.

Stando allo studio della società di consulenza, che ha analizzato i bilanci delle principali banche italiane quotate, dal 2017 al primo semestre 2020, il valore di mercato delle banche quotate, dal quale dipende il rendimento totale per gli azionisti, non è variato solo in relazione al loro Roe. In particolare, sono due gli elementi chiave che a detta di Excellence Consulting hanno influito sulle valutazioni.

Il primo riguarda il livello di specializzazione della banca, con l'indicatore Price/Book Value (Prezzo/Valore di Libro, ndr) che, nel periodo in esame, per le banche specializzate (banche reti di consulenti) quotate è pari a 9,5 volte quello delle banche generaliste, indipendentemente dall'andamento del Roe dei singoli player. Il best performer tra le specializzate è Fineco. Considerando i valori medi a fine 2017, 2018, 2019 e primo semestre 2020, la banca multicanale ha registrato un P/BV pari a 5,49, un dato di gran lunga superiore dello 0,66 registrato da Intesa San Paolo, che ha ottenuto il miglior risultato tra le banche generaliste. Questo anche se quest'ultima è stata capace di distribuire dividendi in misura largamente maggiore rispetto a tutte le altre banche, con i dividendi/prezzo di mercato al 2018 per Intesa San Paolo pari al 10,2% contro il 3,5% di Fineco. Inoltre, la ricerca evidenzia come il rapporto dividendi/prezzo medio negli anni 2017 e 2018, per le banche specialiste quotate sia stato rispettivamente del 4,9% e 7,6%, mentre per le banche generaliste del 2,4% e 3,6%.

“Anche a seguito del dispiegarsi sui mercati degli effetti della crisi Covid-19, le banche reti di consulenti finanziari quotate in media sono riuscite a mantenere meglio il loro valore di mercato” sottolinea il report. Fatto 100 il valore a gennaio 2018, al primo semestre 2020, le banche specializzate (tra cui Mediolanum, Fineco, Banca Generali e Azimut) hanno registrato un valore di 108  rispetto al valore di 60 conseguito dalle banche generaliste (tra cui Intesa San Paolo, Unicredit, Banco Bpm e Ubi Banca).

Il secondo elemento premiato dal mercato individuato nel report è il livello di maturità digitale della banca. Ad esempio, tra le banche specializzate, Fineco o Banca Generali, malgrado dividendi non superiori ai competitor diretti (Mediolanum e Azimut), sono riusciti ad ottenere migliori valorizzazioni del mercato.

“In questi giorni si è riaperto il tema del risiko bancario, perchè le banche stanno cercando di unire le forze per sopravvivere. Sembra che la giusta ricetta sia fondersi o tagliare filiali/personale. Tuttavia, i nostri risultati indicano che una visione più strategica, che valorizzi alcuni aspetti del modello di business e la specializzazione sui business che creano più valore, può rappresentare una soluzione efficace” ha evidenziato Primanni, intervistato da We Wealth.
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Maurizio Primanni, ceo Excellence Consulting

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