Banche d'affari: l'm&a spinge le commissioni oltre i 100 miliardi

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
4.10.2021
Tempo di lettura: 3'
Le banche d'investimento stanno incassando somme record, con commissioni che hanno superato i 100 miliardi di dollari nei primi nove mesi dell'anno grazie ad un'ondata di operazioni di m&a

Come riporta il Financial Times le commissioni a livello globale per le banche d'investimento ammontano quest'anno a 120 miliardi di dollari

Goldman Sachs e JPMorgan contano per quasi il 15% delle commissioni incassate dalle banche d'investimento a livello globale

Gli introiti legati alle commissioni legate all'attività di m&a sono aumentati rispetto allo scorso anno del 48%

Il 2021 per le banche di Wall Street è stato, finora, un anno molto generoso. L'ondata di operazioni di acquisizioni e fusioni hanno infatti portato le commissioni delle banche d'investimento oltre i 100 miliardi di dollari. I mercati azionari caldi hanno fatto il resto. Secondo Refinitiv sono attribuibili a queste due voci 60,6 miliardi di dollari. I restanti 52 sono frutto dell'attività creditizia, esplosa come le aziende in difficoltà si sono affrettate ad approfittare dei tassi d'interesse ai minimi storici.
Ad accaparrarsi la maggior parte dei 112,6 miliardi di dollari in commissioni guadagnati finora quest'anno sono state, come da tradizione, le grandi banche americane, guidate in particolare da JPMorgan Chase e Goldman Sachs. Si stima che le due banche di Wall Street abbiano incassato un totale di 18 miliardi di dollari in commissioni. Questi istituiti hanno beneficiato di una robusta ripresa dell'attività m&a fin dai primi giorni della pandemia, con commissioni di dealmaking in aumento del 46% nell'anno in corso. A livello globale il valore totale delle transazioni è aumentato del 98% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e supera già il record di sei anni fa con 4,3 miliardi di dollari di transazioni concordate finora. Il dealmaking statunitense, che ha raggiunto un record di 1,95 miliardi di dollari nei primi tre trimestri, rappresenta quasi la metà dell'attività m&a globale.

La più grande operazione nel terzo trimestre è stata una transazione transfrontaliera da 29 miliardi di dollari tra il gruppo di pagamenti Square e il fornitore australiano "compra ora, paga dopo" Afterpay. Segue altre grandi operazioni del primo semestre, quali quella tra WarnerMedia e Discovery e l'acquisizione di Kansas City Southern da parte di Canadian Pacific per 31 miliardi di dollari.

Gli accordi di private equity hanno spinto l'attività globale di m&a a un livello mai raggiunto prima, arrivando a rappresentare il 32% delle operazioni di acquisizione e fusione. Come le aziende hanno cercato in tutti i modi di investire le enormi quantità di denaro che hanno accumulato, i gruppi di buyout hanno chiuso ad oggi accordi per un valore di 818,4 miliardi di dollari, una cifra record. Tra le operazioni più importanti c'è stata quella da 34 miliardi di dollari dell'azienda statunitense di forniture mediche Medline da parte di un consorzio di gruppi di private equity, tra cui Blackstone, Carlyle e Hellman & Friedman, che ha segnato il ritorno delle operazioni di gruppo, cadute in disgrazia dopo la crisi finanziaria del 2008.

Considerando la sola Europa il peso del private equity sull'attività di m&a ha raggiunto il 40%, una cifra senza precedenti. Diverse sono state le aste finite per essere delle vere e proprie guerre d'offerta per aggiudicarsi le società più attraenti. Una di queste è quella tra Clayton, Dubilier and Rice e Fortress Investment Group per l'acquisizione della britannica Wm Morrisons', che si concluderà questa questa settimana.

Infine, nonostante le recenti sottoperformance abbiano smorzato l'entusiasmo degli investitori, le società di acquisizione a scopo speciale negli ultimi mesi, quest'anno hanno rappresentato il 13% delle operazioni globali di m&a globali: 272 accordi per un valore di 545,3 miliardi di dollari.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.
La redazione vi consiglia altri articoli

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti