Il 2021 del settore dei servizi finanziari tra fusioni e acquisizioni

Rita Annunziata
29.12.2021
Tempo di lettura: 5'
Finalizzate 67 operazioni di fusioni e acquisizioni per 16,8 miliardi di euro. Giuseppe Latorre, partner di Kpmg: “Il settore tornerà protagonista indiscusso del mercato nel 2022”

Continuano gli investimenti dei principali istituti bancari nei capitali di società che gestiscono piattaforme fintech, a partire da Valsabbina che ha acquisito partecipazioni in Prestiamoci, Business Innovation Lab e CardoAI

Quanto al settore assicurativo, si ricorda l’operazione che ha visto il gruppo Intesa Sanpaolo rilevare l’80% di AvivaVita da Aviva Plc per 453 milioni di euro e di Cargeas Assicurazioni da Bnp Paribas per 390 milioni di euro

Latorre, Kpmg: “Le aspettative verso un'ulteriore spinta al consolidamento bancario, ci fanno essere ottimisti in particolare per il settore financial services che nel 2022 dovrebbe tornare protagonista indiscusso del mercato”

Il settore dei servizi finanziari si appresta a chiudere un anno positivo per le operazioni di fusione e acquisizione in Italia. Preparandosi a tornare “protagonista indiscusso del mercato” nel 2022. Almeno nelle stime di Giuseppe Latorre, partner di Kpmg. Secondo un nuovo rapporto del network globale di servizi professionali per le imprese, negli ultimi 12 mesi sono stati finalizzati 67 deal per 16,8 miliardi di euro. Entro la fine dell'anno è atteso il completamento dell'operazione di integrazione tra Nexi, Nets e Sia con la creazione di un player paytech dalla capitalizzazione superiore ai 15 miliardi di euro pronto a guadagnarsi una posizione da leader nel panorama europeo.
Continuano anche gli investimenti dei principali istituti bancari nei capitali di società che gestiscono piattaforme fintech, a partire da Valsabbina che ha acquisito partecipazioni in Prestiamoci, Business Innovation Lab e CardoAI. Quanto al settore assicurativo, si cita l'opa di Cattolica Assicurazione da parte di Assicurazioni Generali (che ha acquisito anche il business assicurativo di Axa Insurance in Grecia per 165 milioni di euro) ma anche l'operazione che ha visto il gruppo Intesa Sanpaolo rilevare l'80% di AvivaVita da Aviva Plc per 453 milioni di euro e di Cargeas Assicurazioni da Bnp Paribas per 390 milioni di euro.
“Il settore dei financial services mostra una chiara tendenza al consolidamento in ambito bancario, con ulteriori forti attese per il 2022”, osserva Latorre. “Basti guardare alle recenti offerte presentate da CR Bolzano su Civibank, l'offerta di Bper su Carige e le aspettative sulla nascita del cosiddetto terzo polo, un'importante tendenza al consolidamento in ambito assicurativo, fra i più redditizi in Europa, e un significativo dinamismo nel settore dei pagamenti che vede in Nexi un consolidatore a livello domestico ed europeo”. Guardando in generale alle operazioni di fusione e acquisizione nella Penisola, continua Latorre, nel 2021 il sistema Italia torna centrale a livello globale, sia per gli operatori industriali che per quelli finanziari.

“La stabilità e credibilità dell'attuale esecutivo, la gestione della crisi pandemica, la fortissima ripresa delle attività manifatturiere, i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza creano un momento unico per il sistema Italia nel suo complesso, confermato dalla ripresa delle operazioni e delle valutazioni implicite offerte”, aggiunge. Sottolineando infine come “la risoluzione di diverse situazioni problematiche in ambito bancario, la profonda pulizia degli attivi effettuata dal nostro sistema creditizio” e le diverse operazioni di M&A finalizzate nel settore finanziario generano ottimismo in particolare per il settore financial services che, come anticipato in apertura, “nel 2022 dovrebbe tornare protagonista indiscusso del mercato”.

Complessivamente, secondo lo studio di Kpmg, nel 2021 sono state chiuse 1.093 operazioni per un controvalore che sfiora i 96 miliardi di euro. Al punto che si parla del miglior anno dalla crisi finanziaria del 2008. Guardando alle operazioni cross border, si contano 329 operazioni estero su Italia (+51% rispetto al 2020) per 15,4 miliardi di euro di controvalore (+169%) e 193 operazioni Italia su estero per 56 miliardi. In crescita anche le operazioni domestiche, pari a 571 (+12% sul 2020) per 24 miliardi di euro di controvalore (+48%). Tra queste, l'acquisizione e la relativa fusione di Sia in Nexi per 4,5 miliardi di euro che segue l'operazione completata con Nets nel mese di luglio. Per non dimenticare le due offerte pubbliche di acquisto di Andrea Pignataro tramite Ion Investments su Cerved e Cedacri, per un investimento che supera i 3 miliardi di euro. In termini settoriali, a fare da padroni sono l'industrial e consumer markets che rappresentano rispettivamente il 29% e il 19% del mercato in termini di controvalore. Ai settori Tmt e financial services, invece, spetta il 22 e il 18% della torta. Per il 2022, invece, la pipeline di operazioni annunciate ma non finalizzate sfiora i 40 miliardi di controvalore.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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