2021: altolà alle previsioni. Si riparte dai fondamentali

Gloria Grigolon
Gloria Grigolon
21.12.2020
Tempo di lettura: 3'
Le previsioni hanno vita breve, specie di fronte a eventi inaspettati come una pandemia. Il 2020 questo l'ha insegnato a spese di tutti, investitori compresi. Approccio attivo e attenzione ai fondamentale sono quindi le carte per entrare in un 2021 ancora inesplorato. Da dove partire?
Avvio dei lavori 2021 in chiaroscuro, con gli investitori tornati a dare peso ai fondamentali, ai cambiamenti strutturali e a quelle società che presentano vantaggi durevoli sul medio-lungo periodo.

Previsioni 2021: 3 fattori fondamentali


Se si guarda alle prospettive economiche, “tre sono i fattori da sottolineare” hanno sottolineato da Invesco: “l'impatto e la durata dei continui lockdown e del conseguente danno alle economie; la scala e la struttura delle politiche di stimolo economico attuate durante la crisi sanitaria; la rapidità e l'efficacia dello sviluppo e della distribuzione in tutto il mondo di un vaccino efficace per combattere la pandemia”.

Uno sforzo da 12 mila miliardi di dollari


L'implementazione di soluzione fiscali e monetarie ampiamente accomodanti, varate per far fronte ad una situazione drammatica, hanno raggiunto l'iperbolica cifra di 12 mila miliardi di dollari in tutto il mondo, uno sforzo sincrono senza precedenti. Tale ammontare di liquidità sarà, come sottolineato dagli esperti di Invesco, alla base della ripresa 2021, che dovrebbe mostrare una forza superiore a quella della fase post crisi 2008. “Dieci anni fa, banche e famiglie dovettero risanare i bilanci raccogliendo capitali e/o riducendo i debiti e pertanto non poterono sfruttare i bassi tassi d'interesse per ampliare l'indebitamento e la spesa. Questa volta non esiste tale problema”.

L'assenza di restrizioni sul fronte monetario spiega in parte l'esuberanza mostrata dai mercati azionari, che nel 2020 hanno inanellato una serie di record storici, toccando contestualmente nuovi picchi di volatilità (ai massimi da 12 anni).

Le dinamiche europee: value o growth?


La crisi da coronavirus è andata a toccare principalmente le economie più legate ai servizi che alla produzione manifatturiera e le popolazioni di età più avanzata. A livello di quadro economico generale, il 2021 potrebbe vedere un primo trimestre “debole nell'emisfero settentrionale, seguito da rimbalzi relativamente forti nel secondo e terzo trimestre”, specie nel caso di disponibilità di vaccino diffuse. Per le economie più sviluppate, le fasi di ripresa 2021 saranno sostenute da politiche di stimolo monetario e fiscale su ampia scala.

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Sul fronte azionario europeo, la partita si gioca anzitutto sulla prevalenza di realtà value rispetto a quelle growth: “la fascia value, sostanzialmente dominata da aziende cicliche, è rimasta arretrata per gran parte dell'anno. La recente stagione degli utili ci offre però qualche segnale incoraggiante”. Poiché i ciclici partono da una base molto più bassa rispetto ai titoli non ciclici, “il potenziale di sovraperformance è alquanto significativo. E i dati lo confermano: il trailing EPS dei titoli ciclici è infatti di oltre il 50% inferiore al picco del 2007. Al contempo, l'EPS dei difensivi è attualmente di oltre il 30% superiore allo stesso punto iniziale”.

Investire in Asia: il fattore export


Sul fronte asiatico, l'oriente ha indubbiamente contenuto meglio l'epidemia, “ma nel 2021 avrà probabilmente difficoltà a far virare in positivo l'economia”, in un quadro in cui il volume delle esportazioni asiatiche sarà meno esuberante che in una tipica fase di ripresa.

“Siamo convinti che i consumatori asiatici assumeranno un ruolo di primo piano nell'alimentare la crescita nel 2021. Il fatto che la crisi Covid-19 sia sotto controllo, consentirà prevedibilmente ai consumatori cinesi di riprendere le attività offline gravemente penalizzate dalla pandemia”.
La crescita dei consumi sarà inoltre alimentata da alcuni “propulsori strutturali” quali digitalizzazione, premiumization, urbanizzazione, nuove esperienze e benessere.

Prospettive di crescita in Cina e Giappone


Valutazione a parte per economie quali Cina e Giappone, che dovrebbero riportare “una buona crescita della domanda interna”, in un contesto dove i governi regionali in tutta l'area stanno contribuendo a promuovere i consumi con misure politiche. “In prospettiva, la ripresa del settore dei servizi in tutto il mondo dipenderà essenzialmente dallo sviluppo di un vaccino efficace” che abbassi il livello di paura, ripristinando viaggi e spostamenti.

“Secondo le nostre previsioni, in Cina le dimensioni del mercato dei consumi raddoppieranno entro il 2030, mentre il resto dell'Asia diventerà anch'esso un terreno fertile per la crescita dei consumi, grazie al profilo demografico favorevole e al miglioramento delle infrastrutture”.

 

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