14.000 miliardi di dollari non bastano: serve una patrimoniale

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Dal 2020 fino a inizio 2021 i diversi governi del mondo hanno stanziato 14mila miliardi di dollari per contrastare la pandemia, ma non basta

Nei prossimi mesi saranno ancora necessari maggiori investimenti in diversi settori e si dovranno trovare le risorse

Per questo diversi paesi stanno pensando di aumentare le tasse

I 14mila miliardi di dollari messi in campo da tutti i paesi del mondo per contrastare il Covid-19 non bastano. Lo scoppio della pandemia nel 2020 ha fatto sì che diversi paesi concedessero aiuti fiscali per aiutare il tessuto economico nazionale. L'Italia è uno di questi. E secondo i dati raccolti dall'Ocse il nostro Paese è stata la nazione che ha introdotto uno dei numeri più elevati di misure a sostegno alle imprese e alle famiglie. Ma tutto questo non basta. Un po' perché la coperta, nel caso dell'Italia, è troppo corta e dunque i vari sostegni non coprono le esigenze imprenditoriali e un po' perché i metodi di distribuzione delle risorse si sono dovuti cambiare in corso d'opera.
Secondo il Fondo monetario internazionale “saranno ancora necessari maggiori investimenti nell'assistenza sanitaria, nell'istruzione e in altri servizi pubblici di base, e ciò avrà un costo. Con l'aumento della disuguaglianza e l'aumento del debito pubblico, i paesi dovranno trovare approcci innovativi per raccogliere i soldi per pagare tutto”.

Per questo, diversi governi stanno iniziando a concentrarsi sulla mobilitazione delle entrate da società e individui che possono permettersi di pagare al meglio (patrimoniale). L'idea di tassare i più ricchi non è però stata accolta positivamente, anche perché ci sono economisti che sostengono come questo non sia il momento giusto per aumentare le tasse. L'Fmi ha però fatto un sondaggio su 2.500 residenti negli Stati Uniti scoprendo che la pandemia e le sue conseguenze economiche negative possono portare a opinioni più favorevoli sulla tassazione progressiva.

Il risultato chiave della ricerca è che gli intervistati che hanno subito una malattia grave o la perdita del lavoro a causa della pandemia, o conoscono personalmente che è stato colpito da questa situazione, sono più a favorevoli ad una tassazione progressiva, rispetto agli altri intervistati nel campione.



Ma attenzione perché i risultati del sondaggio devono essere interpretati con cautela. Questi mostrano che le persone direttamente danneggiate dalla pandemia “tendono ad essere i più forti sostenitori del sostegno statale di coloro che ne hanno bisogno e che questo effetto è più pronunciato per coloro che in precedenza avevano opinioni sfavorevoli sulla tassazione progressiva. Tuttavia, non è chiaro quanto saranno fortemente sostenute tali opinioni, o quanto a lungo dureranno”, sottolinea l'Fmi. Anche perché, ci sono altri fattori che possono simultaneamente causare un cambiamento negli atteggiamenti. Ad esempio, le epidemie del passato sono state seguite da una fiducia più debole nel governo. “Ma nel complesso, questi risultati suggeriscono che il sentimento pubblico potrebbe spostarsi a favore di una tassazione più progressiva”, conclude la ricerca.

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