Transizione: opportunità per le pmi a vocazione internazionale

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Nicola Paronzini
21.10.2021
Tempo di lettura: 3'
I nuovi finanziamenti agevolati per l'internazionalizzazione a valere sul fondo 394 puntano alla transizione ecologica e digitale delle pmi. Cosa devono fare le imprese per cogliere tutte le opportunità della transizione
Uno dei primi risultati del Pnrr è l'intervento dedicato alla “Transizione digitale ed ecologica delle pmi con vocazione internazionale”. Il fondo 394/81 come da circolare 1/Pnrr/394/2021 dedica risorse per il rafforzamento della competitività internazionale delle pmi italiane sostenendone la transizione digitale ed ecologica.
È uno strumento dedicato alle sole pmi:

  • costituite in forma di società di capitali;

  • che abbiano depositato presso il registro delle imprese almeno due bilanci relativi a due esercizi completi;

  • che abbiano un fatturato “estero” la cui media, negli ultimi due esercizi, sia almeno pari al 20% del fatturato aziendale totale (o almeno pari al 10% del fatturato dell'ultimo esercizio);

  • che, alla data della domanda, non siano sottoposte a procedure concorsuali (e che non ne abbiano fatto domanda di ammissione)

  • che non abbiano uno “scoring” A5;


In particolare trattasi di un finanziamento a tasso agevolato in regime “de minimis” con co-finanziamento a fondo perduto in regime di “Temporary framework”. Il suo obiettivo è sostenere gli investimenti volti a favorire la transizione digitale (almeno il 50% del totale del finanziamento) ed ecologica delle pmi e promuoverne la competitività sui mercati esteri.
Le caratteristiche principali sono le seguenti:

1. Importo massimo finanziabile: fino a 300mila euro, ma comunque non superiore al 25% dei ricavi medi risultati dagli ultimi due bilanci approvati e depositati dall'impresa.
2. Quota massima a fondo perduto: fino al 40% per le pmi del Sud (imprese con almeno una sede operativa, da almeno 6 mesi, in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), fino al 25% per le restanti pmi. La quota di co-finanziamento a fondo perduto è concessa in ogni caso nei limiti dell'importo massimo complessivo di agevolazione in regime di Temporary framework per impresa.
3. Durata del finanziamento: 6 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.
4. Attività escluse:

a. attività connesse ai combustibili fossili;
b. attività del sistema di scambio di quote di emissione (Ets) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento;
c. attività connesse alle discariche di rifiuti e agli inceneritori;
d. attività connesse agli impianti di trattamento meccanico biologico;
e. attività nel cui ambito lo smaltimento, a lungo termine, dei rifiuti potrebbe causare danni ambientali;
f. tutte le attività dei settori agricoltura, silvicoltura e pesca;
g. attività dei “mattatoi”;
h. le attività del settore bancario e finanziario.

5. Tasso agevolato: pari al 10% del tasso di riferimento Ue per tutta la durata del finanziamento (attualmente è pari allo 0,55% e di conseguenza il tasso agevolato è pari allo 0,055%);
6. Destinazione risorse ottenute: esse dovranno essere destinate per una quota almeno pari al 50% a investimenti per la transizione digitale e per la restante quota a investimenti per la transizione ecologica e la competitività internazionale.
7. Fiere e mostre all'estero: oltre al focus sulla transizione digitale ed ecologica, il fondo 394 prevede sostegni per la partecipazione di pmi a fiere e mostre internazionali, anche in Italia, e missioni di sistema, oltre che per lo sviluppo del commercio elettronico delle pmi in Paesi esteri; almeno il 30% del finanziamento deve essere destinato a spese digitali connesse all'evento, vincolo che cade solo nel caso che l'evento stesso non sia a tema digital o ecologico; l'importo massimo del finanziamento è pari a 150 mila euro e non può comunque superare il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati. Il periodo di rimborso è di 4 anni, con 1 anno di pre-ammortamento.
8. Commercio elettronico in Paesi esteri: il fondo, inoltre, punta a sostenere le pmi, costruire in forma di società di capitali, nello sviluppo del loro commercio elettronico in Paesi esteri. A tale fine, si mette a disposizione un finanziamento agevolato per la creazione o il miglioramento di una piattaforma propria di e-commerce o l'accesso a una piattaforma di terzi (market place) per la commercializzazione di beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano. L'importo finanziabile va da 10 mila euro fino a un massimo di 300 mila per una piattaforma propria e fino a un massimo di 200 mila per market place, senza comunque superare il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati. La durata del finanziamento è di 4 anni con 1 anno di pre-ammortamento.

È importante ricordare che le pmi richiedenti il finanziamento devono rispettare anche il principio di non arrecare un danno significativo ai sei obiettivi ambientali indicati di seguito e, di conseguenza:

1. non emettere gas serra;
2. non peggiorare gli effetti negativi del clima attuale e di quello futuro;
3. non arrecare danni all'uso sostenibile delle acque e delle risorse marine e sotterranee;
4. non creare inefficienze nell'uso dei materiali o nell'uso (diretto e/o indiretto) di risorse naturali aumentando la produzione dei rifiuti e se il loro smaltimento creasse danni ambientali a lungo termine;
5. non creare aumento dell'inquinamento;
6. non creare danni alla protezione e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

Modalità di richiesta


Per poter presentare la domanda per accedere alle agevolazioni, le imprese devono prima di tutto registrarsi al portale. A partire dalle ore 09.00 del 21 ottobre 2021 le imprese potranno caricare la pre-compilazione delle richieste, fino al caricamento del modulo di domanda firmato digitalmente, comprensivo di eventuale documentazione da allegare.

Per poter accedere al portale è necessario acquisire una posizione nella coda virtuale e, una volta ammessi all'interno del portale, si avrà a disposizione un periodo determinato di tempo per poter compilare la pratica, dopo di che l'utente verrà rimesso in coda.

Il portale resterà aperto per la Pre-apertura dalle ore 09.00 alle ore 19.00 dal lunedì al sabato, fino alle ore 19.00 del 27 ottobre 2021. Nella fase di pre-apertura, gli utenti ancora in coda alle ore 19.00 manterranno la posizione acquisita e potranno accedere a partire dalle ore 09.00 del giorno successivo (domenica esclusa).

Le imprese interessate devono tenere a mente che a partire dalle ore 13.00 del 27 ottobre non sarà possibile acquisire una nuova posizione nella coda virtuale, fino allo smaltimento della coda. La posizione in coda eventualmente acquisita e non utilizzata, non sarà usufruibile per la successiva fase di apertura del portale. Dovrà pertanto essere acquisita una nuova posizione in coda a partire dalle ore 09.30 del 28 ottobre.

Dalle ore 09.30 del 28 ottobre 2021 sarà possibile accedere al portale per la sottomissione dei moduli di domanda precaricati oppure per compilare una nuova richiesta. Ogni pmi potrà presentare una richiesta soltanto e nel caso in cui avesse già creato una bozza di richiesta di finanziamento, l'eventuale creazione di una nuova bozza sostituirà la precedente.

Per poter accedere al portale è necessario acquisire una posizione nella coda virtuale, con le stesse modalità indicate per l'accesso alla pre-apertura del portale. Da ricordare che questa operazione non può essere effettuata prima delle ore 9.30 del 28 ottobre.

Il portale resterà aperto dalle ore 09.00 (fatto salvo l'orario di apertura del 28 ottobre) alle ore 19.00, dal lunedì al venerdì, fino alle ore 18.00 del 3 dicembre 2021, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse complessive disponibili.

Nel caso in cui le domande provenienti da pmi non aventi sede operativa nel Mezzogiorno eccedano le risorse disponibili, potrà essere prevista una chiusura per questa categoria di imprese.

È importante ricordare che le spese devono essere sostenute (fa fede la data di effettivo pagamento tramite il conto corrente dedicato) entro 24 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento e che l'impresa richiedente deve conservare, in originale, sino al 2026 e, comunque, fino all'integrale rimborso del finanziamento:

  • documentazione bancaria attestante il pagamento degli importi finanziati e le relative fatture;

  • documentazione relativa al rispetto del protocollo Dnsh (che prevede che le aziende non provochino disastri ambientali - Do not significant harm)

  • contratti di fornitura stipulati;

  • ogni altra documentazione inerente l'intervento.

Opinione personale dell’autore
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Dottore commercialista, titolare dello studio Paronzini, amministratore di Pgn Services srl; già
professore a contratto (diritto del turismo) all'Università Iulm di Milano e (diritto del turismo e
diritto dei beni culturali) all'Upo, sedi di Novara e Domodossola. Attivo nel diritto tributario e in
materia contabile per pmi, agricoltura e terzo settore; revisore contabile, iscritto all’elenco nazionale
dei componenti dell’Organismo di valutazione della performance, abilitato per la consulenza nelle
crisi di sovraindebitamento.

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