Reati fiscali: quando la responsabilità ricade anche sul consulente?

Nicola Dimitri
15.6.2022
Tempo di lettura: '
Sussiste una responsabilità aggravata a carico del professionista che prestando consulenza cura la predisposizione di schemi fraudolenti a favore del cliente

La responsabilità si estende ad ogni genere di professionista, ricadendo in detta ampia categoria tutti coloro che di fatto sono coinvolti nell'esercizio dell'attività di consulenza fiscale, avvocati commercialisti, intermediari finanziari o bancari

L’aggravante si configura se il fatto di reato è commesso nell'esercizio dell'attività di consulenza fiscale

Sussiste una responsabilità aggravata a carico del professionista che presta consulenza nella predisposizione degli schemi fraudolenti a favore del cliente.

Anzi, le pene sono aumentate delle metà se l’attività è svolta da un professionista o da un intermediario finanziario o bancario attraverso l'elaborazione o la commercializzazione di modelli di evasione fiscale.

Così recita il 3 comma dell’art. 13 bis, D.l. 74/2000, il quale configura una specifica aggravante a carico del professionista che è responsabile se, attraverso la consulenza prestata al proprio cliente, supporta quest’ultimo nell’attuazione di un sistema fraudolento.

Sul punto si è recentemente spesa la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23095 del 2022, nelle cui motivazioni ha affermato che la succitata disposizione, di cui al DLgs. n. 74 del 2000, prevede l’aumento della metà della pena se il reato è commesso dal concorrente nell'esercizio dell'attività di consulenza fiscale svolta da un professionista o da un intermediario finanziario o bancario.

Ebbene, come sottolineano i giudici di legittimità, l’aggravante si configura se il fatto di reato commesso nell'esercizio dell'attività di consulenza fiscale è posto in essere da un "professionista".

Siffatta circostanza non è di poco conto. La Corte di Cassazione fa un riferimento generico alla figura del "professionista" con ciò estendendo, potenzialmente, detta responsabilità, a qualunque soggetto e a qualunque attività professionale che legittimamente involga la consulenza fiscale

Non è un caso se nella sentenza in commento i giudici richiamano un’altra precedente pronuncia Cass. Sez. 3, n. 36212 del 3.4.2019, in cui la giurisprudenza penale di legittimità ha affermato che è doveroso attribuire alla nozione di professionista, in assenza di richiami specifici, un significato sostanziale, ricomprendendovi cioè chiunque svolga attività di consulenza fiscale nell'esercizio della sua professione (dunque commercialisti, avvocati, consulenti finanziari e bancari e così via).

Venendo al caso oggetto di sentenza, i giudici di legittimità si sono pronunciati sulla responsabilità di un commercialista ritenuto responsabile di aver operato in modo continuativo, e per un lasso importante di tempo, in favore di un determinato meccanismo fraudolento posto in essere a favore del proprio cliente che operava attraverso scatole vuote. 

La conclusione che si può trarre da questa pronuncia, che prende le mosse dal dato normativo di cui all’art. 13 bis del Dl. 74/2000, è che non solo vi è una responsabilità aggravata in capo al professionista che consapevolmente, per certi versi, supporta o foraggia attraverso la sua competenza schemi fraudolenti, ma che detta responsabilità si estende ad ogni genere di professionista, ricadendo in detta ampia categoria tutti coloro che di fatto sono coinvolti nell'esercizio dell'attività di consulenza fiscale.

Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti