Pmi agricole e investimenti: focus sugli incentivi

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Nicola Paronzini
26.11.2021
Tempo di lettura: 3'
Dal fondo per gli investimenti innovativi delle imprese agricole al credito di imposta su alcuni investimenti in beni strumentali nuovi che è stato prorogato anche al 2022. Ma anche la nuova Sabatini, il credito d'imposta per il Mezzogiorno e gli ecobonus per i veicoli commerciali. Ecco le principali agevolazioni per gli imprenditori agricoli
In questi ultimi tempi anche per le pmi agricole, la cosiddetta “agricoltura 4.0” può rappresentare un grande incentivo agli investimenti. Infatti, con la pubblicazione del Dm 30 luglio. 2021 è stato attivato il fondo per gli investimenti innovativi delle imprese agricole istituito dall'articolo 1, comma 123, legge 160/2019 (legge di Bilancio 2020) con una dotazione di 5 milioni di euro.

Questa misura agevolativa, che prevede la concessione di contributi a fondo perduto, entro un limite di 20mila euro a beneficiario, in misura variabile tra il 30 e il 40% delle spese ammissibili sostenute, è anche legata in particolare alla possibilità di cumulo con altri aiuti di Stato, anche in regime “de minimis” nei limiti dell'articolo 8 del Regolamento (Ue) n. 702/2014 (Regolamento Aber).

L'agevolazione è rivolta alle pmi agricole attive nel settore della produzione primaria, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e aventi sede legale o un'unità locale ubicata in Italia.

In particolare gli investimenti agevolabili sono riferibili ai seguenti beni:

  • beni materiali strumentali ordinari, con riconoscimento di un contributo a fondo perduto del 30%;

  • beni materiali strumentali 4.0, compresi nell'allegato A annesso alla legge 232/2016 e riportati nell'allegato 1 del Dm, con riconoscimento di un contributo a fondo perduto del 40%;

  • beni immateriali strumentali 4.0 (software, sistemi, piattaforme e applicazioni), compresi nell'allegato B annesso alla legge 232/2016 e riportati nell'allegato 2 del Dm, con riconoscimento di un contributo a fondo perduto del 40%.


Si ricorda che gli acquisiti devono essere effettuati da soggetti terzi privi di relazioni con l'impresa e a normali condizioni di mercato, che è possibile la locazione finanziaria; che l'agevolazione non potrà essere utilizzata per l'acquisto di beni usati; che il valore minimo dell'investimento è di 500 euro per ciascun bene unitario e che l'investimento minimo complessivo dovrà essere pari ad almeno 5 mila euro.

Il beneficiario, inoltre dovrà:

  • effettuare i pagamenti esclusivamente attraverso conti correnti intestati all'impresa beneficiaria e con modalità che consentano la piena tracciabilità e l'immediata riconducibilità dello stesso alla relativa fattura;

  • avviare l'investimento successivamente alla presentazione della domanda di contributo e dovrà perfezionarlo entro 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione;

  • mantenere l'investimento nel territorio della regione di ubicazione della sede legale o unità locale, per almeno 3 anni dalla data di erogazione del saldo del contributo o, se successiva, di installazione dell'ultimo bene agevolato, fatti salvi i casi di sostituzione per obsolescenza o inutilizzo da comunicare al Mise;

  • non delocalizzare l'attività economica interessata dall'investimento in Stati non appartenenti all'Ue, ad eccezione degli Stati dello See, nei successivi 5 anni dalla data di ultimazione dell'investimento.

Si aggiunge che in agricoltura la legge di bilancio 2021 ha previsto un credito di imposta, che per alcuni investimenti in beni strumentali nuovi è stato prorogato anche al 2022; è importante sottolineare che tra i beneficiari rientrano anche i cosiddetti “contoterzisti” e le imprese agricole, anche individuali, che si avvalgono del regime forfettario, soggetti che erano stati invece esclusi dalle precedenti disposizioni del super e iperammortamento.

Agli imprenditori agricoli, inoltre, è stata concessa la cumulabilità con altre agevolazioni in materia quali: la nuova Sabatini, il credito d'imposta per il Mezzogiorno, gli ecobonus per veicoli commerciali.

In particolare la legge Sabatini - la quale, nell'ultima rivisitazione ha l'obiettivo quello di incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi ordinari e in tecnologia 4.0. - prevede infatti, il sostegno alle imprese che richiedono finanziamenti bancari per investimenti in beni strumentali nuovi, macchinari, impianti, attrezzature di fabbrica a uso produttivo e tecnologie digitali. Il Ministero, a fronte della concessione di un finanziamento (bancario o in leasing finanziario), di durata massima di 5 anni e di importo compreso tra 20 mila euro e 4 milioni di euro, concede un contributo pari all'ammontare complessivo degli interessi calcolati, in via convenzionale, sul predetto finanziamento al tasso annuo del:

  • 2,75% per la realizzazione di investimenti “ordinari”;

  • 3,575% per la realizzazione di investimenti in “tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti" (investimenti 4.0).
    Il credito del Mezzogiorno, invece, supporta l'acquisto di macchine agricole: la legge di bilancio 2021, proroga con i commi 171-172 le disposizioni per il credito d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno, di cui all'art. 1 commi 98 e seguenti, della legge di Stabilità 2016, fino al 31 dicembre 2022.


Il credito del Mezzogiorno, invece, supporta l'acquisto di macchine agricole: la legge di bilancio 2021, proroga con i commi 171-172 le disposizioni per il credito d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno, di cui all'art. 1 commi 98 e seguenti, della legge di Stabilità 2016, fino al 31 dicembre 2022.
Il credito del Mezzogiorno è la disciplina del credito d'imposta in favore delle imprese che acquisiscono, anche tramite leasing, beni strumentali nuovi (macchinari, impianti e attrezzature varie) destinati a strutture produttive nelle “zone assistite” ubicate nelle regioni del Mezzogiorno quali Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.
Questo “credito” può essere cumulato sia con la misura del credito d'imposta 2021 sia con la nuova Sabatini.
Si ricordano, infine, che le misure di correlazione tra tecnologia e mondo dell'agricoltura sono identificate in tre aree:

  • Tecnologia per l'agricoltura di precisione in grado di gestire le lavorazioni su base spazio-temporale: la misura e l'interpretazione della variabilità spazio-temporale è associata a tutti gli aspetti della produzione agraria, tramite l'acquisizione di dati ambientali negli agro-ecosistemi e l'elaborazione degli stessi. A tal proposito possiamo parlare dei sistemi di geolocalizzazione, grazie ai quali è possibile avere immagini aeree dello stato di crescita delle colture, valutazioni topografiche del terreno, analisi in tempo reale sulla fertilità del suolo e così via.

  • Automazione dei processi attraverso l'applicazione dei concetti di robotica e tecnologie abilitanti. L'introduzione di sensori intelligenti e la corretta interpretazione degli output, oltre a consentire il monitoraggio delle grandezze, permettono al sistema di controllo di intervenire nel momento e nella maniera migliore, favorendo la manutenzione predittiva.

  • Tecnologie per la trasmissione e per l'elaborazione dei dati raccolti dalle macchine durante le lavorazioni programmate. La raccolta dei dati in real time permette che questi possano essere collezionati, processati, analizzati e comunicati verso l'esterno al fine di asservire all'ottimizzazione e alla pianificazione delle attività dell'intera azienda agricola.

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Dottore commercialista, titolare dello studio Paronzini, amministratore di Pgn Services srl; già
professore a contratto (diritto del turismo) all'Università Iulm di Milano e (diritto del turismo e
diritto dei beni culturali) all'Upo, sedi di Novara e Domodossola. Attivo nel diritto tributario e in
materia contabile per pmi, agricoltura e terzo settore; revisore contabile, iscritto all’elenco nazionale
dei componenti dell’Organismo di valutazione della performance, abilitato per la consulenza nelle
crisi di sovraindebitamento.

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