Manovra, in pancia 120 miliardi di fondi Ue: verso il dl ristori ter

Rita Annunziata
19.11.2020
Tempo di lettura: 3'
Sarà la prima legge di bilancio a essere coperta da fondi europei, per un totale di 120 miliardi in tre anni. Ecco come saranno distribuiti. Intanto, si lavora al decreto ristori “ter”

Previsto un fondo presso il Ministero dell'Economia e delle finanze dalla dotazione di 34,775 miliardi per il 2021, 41,3 miliardi per il 2022 e 44,573 miliardi per il 2023

La manovra include sette miliardi in due anni per la decontribuzione del 30% nel Mezzogiorno, che coinvolgerà circa 500mila aziende e 2,9 milioni di lavoratori, ma anche 24 miliardi in cinque anni al piano “Transizione 4.0” per l'innovazione

Le misure espansive del primo decreto ristori hanno sfiorato i 5,3 miliardi, accompagnati da ulteriori 2,6 miliardi del decreto ristori bis, per un impatto totale sull'indebitamento netto della pubblica amministrazione di 4,9 miliardi

Mentre continua il dibattito europeo sulla Recovery and resilience facility, dopo la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella serata di mercoledì, il disegno di legge di bilancio approda alla Camera. La manovra, composta da 229 articoli, vale 38 miliardi ed è la prima a beneficiare dei fondi europei in dirittura d'arrivo il prossimo anno. Per questa ragione la versione finale del provvedimento prevede un fondo presso il Ministero dell'Economia e delle finanze dalla dotazione di 34,775 miliardi per il 2021, 41,3 miliardi per il 2022 e 44,573 miliardi per il 2023, per un totale nel triennio di 120,648 miliardi.
Le risorse saranno versate su due conti correnti infruttiferi aperti presso la tesoreria centrale dello Stato: uno dedicato ai progetti finanziati attraverso i contributi a fondo perduto e uno ai progetti finanziati mediante prestiti. Nei tre anni, precisa Il Sole 24 ore, 104,471 miliardi porteranno l'etichetta del Recovery fund, tra sussidi e prestiti, e 14,7 miliardi del React Eu, il programma comunitario focalizzato su occupazione e piccole e medie imprese. Tra i principali capitoli di spesa emergono sette miliardi in due anni per la decontribuzione del 30% nel Mezzogiorno, che coinvolgerà circa 500mila aziende e 2,9 milioni di lavoratori, ma anche 24 miliardi in cinque anni al piano “Transizione 4.0” per l'innovazione. Sale poi a otto miliardi la quota del fondo per la riforma fiscale dal 2022, mentre si contrae a 3,8 miliardi (dai 4 miliardi delle precedenti bozze) quella relativa ai sostegni per le attività produttive maggiormente colpite dall'emergenza epidemiologica.

Il decreto ristori ter da oltre un miliardo


Intanto, fonti dell'esecutivo rivelano che dovrebbe approdare sul tavolo dei Consiglio dei ministri anche il decreto ristori “ter”, per un valore compreso tra 1 e 1,5 miliardi di euro. L'obiettivo è ampliare la lista dei codici Ateco includendo le nuove aziende coinvolte nella geografia delle restrizioni e sfruttare risorse già stanziate durante il corso dell'anno ma non utilizzate per altri interventi anti-covid. Come rivela un'analisi dell'Osservatorio sui conti pubblici italiani, le misure espansive del primo decreto ristori hanno già sfiorato i 5,3 miliardi, accompagnati da ulteriori 2,6 miliardi del decreto ristori bis, per un impatto sull'indebitamento netto della pubblica amministrazione di 3,3 miliardi nel primo caso e di 1,6 miliardi nel secondo. Si parla dunque di un totale di 4,9 miliardi, pari allo 0,3% del prodotto interno lordo nazionale.

Le principali misure del dl ristori e del dl ristori bis


I principali settori di intervento, “tutti attraverso benefici una tantum relativi al periodo delle restrizioni che si estendono fino al tre dicembre”, precisano i ricercatori, sono:

  • 2,5 miliardi dal decreto ristori e un miliardo dal decreto ristori bis per le indennità a favore dei lavoratori autonomi

  • 777 milioni dal decreto ristori e 867 dal decreto ristori bis per la sospensione dei versamenti dell'iva, di acconti e addizionali Irpef e dei contributi sociali a favore delle attività più colpite e delle filiere agricola e ittica;

  • 550 milioni dal decreto ristori a sostegno dei lavoratori del turismo, dello sport e dello spettacolo;

  • 400 milioni dal decreto ristori per le agenzie di viaggi e i tour operator;

  • 340 milioni dal decreto ristori bis per le regioni più colpite dalle misure di contenimento dei contagi


Per non dimenticare poi l'estensione della Cassa integrazione per 583 milioni di euro e del reddito di emergenza per 452 milioni. “Fortunatamente, la ripresa nel terzo trimestre è stata abbastanza sostenuta (+16,1% sul trimestre precedente) e le previsioni di crescita per il 2020 (-9,0%) potrebbero essere confermate anche in presenza di una contrazione rilevante del pil nel quarto trimestre – spiegano i ricercatori dell'Osservatorio Cpi – Rimarrebbe però un'eredità negativa per il 2021, che potrebbe essere aggravata da un andamento non ancora sotto controllo dell'epidemia”.

Lo tsunami del debito globale


Intanto, lo tsunami covid continua a pesare sull'economia mondiale. Secondo gli ultimi dati dell'Institute of international finance diffusi dal Financial Times, il debito globale è cresciuto a un ritmo senza precedenti nei primi nove mesi dell'anno, raggiungendo i 15mila miliardi di dollari e avviandosi verso gli oltre 277mila miliardi nel 2020. A essere colpiti soprattutto i mercati emergenti, dove si parla di una crescita di 26 punti percentuali, fino a raggiungere il 250% del pil. Nelle economie avanzate, invece, il balzo atteso è di oltre 50 punti percentuali. Solo negli Stati Uniti i livelli di indebitamento potrebbero toccare gli 80mila miliardi di dollari, pari a 9mila miliardi di dollari in più rispetto alla fine del 2019.

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