Le PMI del Sud tornano a crescere

Livia Caivano
Livia Caivano
5.4.2018
Tempo di lettura: 3'
Secondo un rapporto di Confindustria in collaborazione con Cerved, le PMI del Sud Italia hanno ricominciato nel 2016 a crescere e a investire. C'è un grande potenziale ma è necessario agevolare l'accesso ai finanziamenti

La ripresa dell'economia italiana non è vera crescita senza la ripresa del Meridione

Nel 4 rapporto PMI Mezzogiorno arrivano primi segnali di crescita anche al Sud

Crescono i fatturati, gli investimenti e il numero delle PMI oltre la media nazionale

Per mantenere il trend positivo è necessario agevolare l'accesso a finanziamenti e fondi europei

Segnali positivi di risveglio dell'economia meridionale giungono dalla 4° edizione del rapporto PMI Mezzogiorno. Lo studio, a cura di Confindustria e Cerved con la collaborazione di SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno), indica una ripresa degli investimenti al Sud.

 

Le PMI del Sud crescono a ritmi superiori rispetto alla media italiana


Il rapporto analizza un campione di circa 26mila PMI con fatturato di oltre 130miliardi di euro e un valore aggiunto di quasi 30 miliardi di euro, pari quasi al 10% del PIL dell'intero meridione. Un tessuto imprenditoriale che pare tornato a crescere dopo la severa flessione del periodo 2007-2014 (un arco di tempo nel quale le piccole e medie imprese sono diminuite del 14%), con ritmi anche superiori a quelli nazionali (+4,1% contro +3,6% nel 2016).

Positivi i numeri riguardanti nascite e cessazioni: il numero di PMI uscite dal mercato è tornato ai livelli fisiologici (fallimenti in calo del 25% tra il 2016 e il 2017). La natalità si riscopre elevatae tocca un nuovo record con la registrazione di 35mila nuove imprese. Aumentano poi i fatturati che tornano a livelli pre-crisi (vicini a +3).

 

Investimenti in crescita


Segnali positivi anche sul fronte degli investimenti che accelerano con immobilizzazioni materiali al di sopra della media nazionale (+7,8% con picchi del +10% in Campania, Puglia e Sicilia). Sempre secondo il Rapporto, con fondamentali più solidi le PMI del Sud potrebbero portare il loro indebitamento fino a 10 miliardi di euro, mantenendo un livello di rischio molto contenuto. Un incremento sicuramente importante che se trasformato in investimenti potrebbe dare la spinta definitiva alla capacità produttiva del meridione.

 

Parola d'ordine: industria 4.0


Il potenziale dell'industria del Mezzogiorno sta tutto nell'alta automazione: secondo il rapporto anche al Sud Industria 4.0 è l'occasione da sfruttare per l'irrobustimento del tessuto produttivo. Tra le imprese prese in esame, sono quelle industriali ad aver pagato i costi maggiori della crisi ma mostrano ora finalmente i più significativi segnali di vitalità. Le PMI di capitali tra il 2007 e il 2014 si sono ridotte da 6.330 a 5.000 unità (-20%, il doppio della nazionale). Nel 2015 il numero di PMI industriali cresce dello 0,7% e così il fatturato che registra +4,8% nel 2016, quasi il doppio del complesso delle PMI dell'area.

Secondo le previsioni del rapporto di Confindustria e Cerved, il trend rimarrà positivo nel 2018 e nel 2019 e i fatturati delle PMI di capitali del Meridione continueranno a crescere con ritmi vicini a quelli del resto del Paese, ma con margini comunque più bassi della media nazionale, a conferma dei deficit strutturali sui quali si auspica il nuovo Governo vada a intervenire.

 

Le sfide da affrontare


E' necessario migliorare l'accesso ai finanziamenti e ai fondi nazionali e europei. Secondo il rapporto, imprescindibile è il sostegno alle PMI di capitali mediante la semplificazione dell'accesso alle fonti di finanziamento, anche non bancario e coordinare l'utilizzo di credito, finanza e strumenti di incentivazione.

La velocità con cui il tessuto imprenditoriale del Sud cerca di uscire dalla crisi è positiva ma da sola non è sufficiente a consolidare la crescita.

 

‘Senza sud declino certo per l'Italia'


Lo studio Confindustria-Cerved introduce una nota positiva in una situazione che rimane tuttavia assai problematica. Lo scorso 23 marzo, presentando il suo nuovo rapporto sulle economie territoriali, l'ufficio studi della Confcommercio aveva ricordato che nella classifica della crescita economica in Europa nel periodo 2014 - 2017 l'Italia si posiziona venticinquesima su un totale di 27 Paesi dell'Unione: l'economia è in ripresa ma non cresce allo stesso ritmo dei cugini europei e il tasto dolente, riguarda, appunto, il Mezzogiorno d'Italia, nettamente indietro rispetto al resto del Paese - sottolineava Confcommercio - in fatto accessibilità territoriale, burocrazia e legalità. Dal Rapporto emergeva che il ‘problema Italia' è ancora legato a doppio filo all'arretramento strutturale del Sud, un'area che riguarda ancora oltre un terzo della popolazione e circa un quarto del PIL.

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