Le compagnie italiane chiedono di accelerare la revisione di Solvency II

Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini
2.10.2018
Tempo di lettura: 2'
Le assicurazioni puntano su una revisione della Solvency II per riuscire a contare sugli ammortizzatori anti-spread

Le società di assicurazione sono i maggiori acquirenti di Btp e subiscono, di conseguenza, gli effetti dei recenti sali e scendi dello spread

La revisione della Solvency II potrebbe dunque andare a risolvere molte problematiche operative legate alla eccessiva volatilità dei mercati

Le assicurazioni italiane chiedono di accelerare la revisione di Solvency II - la normativa prudenziale del settore in vigore in tutta Europa - per poter effettivamente contare sugli ammortizzatori anti-spread che attualmente, invece, funzionano assai male. L'aggiornamento della disciplina è previsto per il 2020 ma - ha detto la presidente dell'Ania (associazione di categoria) Maria Bianca Farina intervenendo ad una conferenza promossa dall'Ivass, authority del settore - occorre intervenire molto prima perché il meccanismo ideato al fine di attutire la volatilità eccessiva dei mercati (il cosiddetto volatility adjustment) sta funzionando ad intermittenza e non è in grado di realizzare un'efficace protezione.

Le compagnie della penisola sono tradizionalmente grandi acquirenti di Btp – ne possiedono nel complesso oltre 350 miliardi - ed ogni volta che sale lo spread, come in questi mesi per effetto delle incertezze suscitate dal nuovo Governo, se ne preoccupano di conseguenza. Sostanzialmente per due motivi: l'aumento dei tassi di mercato sui titoli del debito pubblico nazionale ha effetto sui loro conti perché abbassa il valore contabile dei prezzi sui medesimi titoli; riduce i fondi propri disponibili per coprire il loro requisito di capitale, il cosiddetto SCR ratio. Ma, mentre sul primo problema si può in qualche modo intervenire a livello nazionale per sterilizzare le minusvalenze sui titoli - ciò che è stato fatto già nel 2011 - sul secondo occorre trovare un accordo con i regolatori europei. In primo luogo, con l'Eiopa (l'authority di vigilanza continentale sulle assicurazioni) il cui presidente, Gabriel Bernardino, era in prima era in prima fila ad ascoltare i rilievi dell'Ania.

“Il caso dell'Italia è emblematico - ha detto Farina - in agosto sono scattati 60 punti percentuali di Solvency II per le compagnie italiane a fronte di 15pp per le compagnie europee. Il differenziale si spiega appunto con il mancato funzionamento del volatility adjustment che non è in grado, con il suo attuale funzionamento, di depurare correttamente l'incremento anomalo degli spread. Tra l'altro la data di riferimento per far scattare l'ombrello protettivo è quella dell'ultimo giorno del mese mentre gli italiani vorrebbero quanto meno che si prendesse in considerazione il giorno del mese in cui lo spread è ai massimi per riflettere correttamente il trend di mercato. Ma non c'è soltanto il il volatility adjustment. La normativa di Solvency prevede anche un altro meccanismo anticiclico, il matching adjustment con il quale gli eccessi di volatilità possono non essere presi in considerazione se gli attivi sono interamente correlati alle passività che gli assicuratori debbono pagare. Il ragionamento è semplice. Se io devo pagare un capitale al cliente nel momento in cui scadono Btp è indifferente che mi preoccupi delle oscillazioni dei prezzi nel corso della loro vita, tanto il prezzo di rimborso alla fine sarà il medesimo. Tutto giusto però il meccanismo può funzionare soltanto se c'è certezza che i consumatori non escano anzitempo dal programma, cioè che non decidano di riscattare le polizza in anticipo. E poichè questo non è possibile per la gran parte delle gestioni separate italiane - i contratti vita più diffusi dove sono investiti capitali assicurativi per 700 miliardi - il matching adjustment non è stato utilizzato da alcuna compagnia della penisola. Anche in questo caso qualche modifica potrebbe essere presa in considerazione per rendere lo strumento più flessibile.

L'Ivass concorda con la sostanza delle richieste delle compagnie. “Il volatility adjustment non sta funzionando come dovrebbe - ha detto il suo presidente Salvatore Rossi – l'evidenza da noi ha messo in luce i limiti ed è nostra intenzione collaborare attivamente con l'Eiopa e la Commissione europea per il loro superamento”. Bernardino, in platea, prendeva appunti.

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