Gli investimenti sostenibili ai test delle nuove regole Ue

Luca Zitiello
Luca Zitiello
17.2.2021
Tempo di lettura: 3'
La Sustainable Finance Disclosure Regulation (Sfdr) del 2019 definisce l'obbligo di trasparenza per gli intermediari e si applicherà dal 10 marzo. Nel 2020 è arrivato anche il regolamento 852 sulla tanto attesa tassonomia Ue degli investimenti Esg. Strumenti fondamentali per rendere il mercato più competitivo




Nell'Unione Europea è in atto un importante processo normativo volto a promuovere, mediante la predisposizione di una disciplina ad hoc, gli investimenti esg, acronimo che sta per Environmental, Social and Governance. Il tutto muove dalla consapevolezza che la sostenibilità sia un fattore importante per aumentare la competitività a lungo termine dell'economia dell'Ue.







Le prima tappe di questo percorso risalgono al Trattato di Parigi del dicembre 2015 firmato da 195 Paesi sul cambiamento climatico e dall'Agenda 2030 delle Nazioni Unite incentrata su 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile. Ha fatto seguito il rapporto finale del gruppo di esperti di alto livello (Hleg) del 31 gennaio 2018 da cui risultano due imperativi: migliorare il collegamento tra contenuto della finanza e crescita sostenibile e consolidare la stabilità finanziaria integrando i fattori Esg nel processo decisionale degli investimenti. La Commissione Europea ha pubblicato l'8 marzo 2018 un Action Plan per finanziare la crescita sostenibile: esso comprende dieci azioni chiave tra cui quella di istituire un sistema unificato a livello europeo di classificazione delle attività sostenibili, la tanto attesa tassonomia. A maggio del 2018 sono state pubblicate le prime proposte legislative della Commissione mediante un pacchetto di misure sulla finanza sostenibile volto a stabilire un sistema europeo uniforme di classifi- cazione delle attività economiche sostenibili, a migliorare i requisiti di trasparenza su come gli investitori istituzionali possano integrare i fattori Esg nei processi di gestione del rischio e a creare una nuova categoria di indici oggettivi di riferimento che aiutino gli investitori a misurare l'incidenza di prodotti inquinanti nei loro investimenti. Nel 2019 sono state emanate, e poi successivamente aggiornate, le nuove bozze di integrazione dei regolamenti delegati di Mifid 2 e di Idd. In particolare, è stata rilasciata la proposta di modifica del regolamento delegato 565 del 2017 per l'integrazione dei fattori Esg nella prestazione dei servizi di consulenza e di gestione patrimoniale individuale. Le preferenze Esg entrano così nelle informazioni da richiedere al cliente ai fini della sua profilazione, nella definizione dei suoi obiettivi di investimento, nella valutazione detta di “best of”, che gli intermediari devono effettuare nell'allocazione dei prodotti finanziari al cliente e nella valutazione e nel report di adeguatezza. Analoghe proposte di modifiche sono state emesse con riguardo alla disciplina Idd ed ai regolamenti comunitari 2358 e 2359 del 2017.







Il 22 marzo 2019 è stato raggiunto di un accordo politico con l'approvazione di un testo finale di compromesso tra il Parlamento ed il Consiglio europeo sulla regolamentazione di trasparenza che ha recepito i principi sugli investimenti sostenibili, che passa sotto il nome di Disclosure Regulation che poi ha dato luogo al Regolamento 2088 del 2019, il Sustainable Finance Disclosure Regulation (Sfdr). Nel 2020 è stato finalmente approvato il Regolamento che definisce la tassonomia, l'852. Il 23 aprile 2020 sono stati messi in pubblica consultazione dalle Esas gli Rts sulla disclosure dei fattori Esg e il 3 novembre 2020 l'Eba ha aperto la consultazione sull'inserimento dei rischi Esg nella governance, nel risk management e nella vigilanza degli enti creditizi e delle imprese di investimento. Il citato Regolamento Sfdr introduce nel quadro normativo europeo la definizione di investimento sostenibile, di consulente finanziario e quella di prodotto finanziario che, diversamente da quella di Mifid2 (strumenti finanziari e ogni altra forma di investimento avente natura finanziaria), è volta a comprendere tutti i casi di gestione individuale di portafoglio, di gestione collettiva, di gestione assicurativa e previdenziale. Il Regolamento Sfdr infatti si concentra sui servizi che maggiormente possono influenzare gli investimenti in ambito Esg, ossia quello di consulenza e quello di gestione patrimoniale inteso in senso lato e si focalizza su questi per declinare gli obblighi di trasparenza nei confronti degli investitori. Si introduce così una disciplina specifica di trasparenza relativa ai rischi e ai fattori di sostenibilità nell'ambito, oltre che dei servizi di gestione di portafogli o consulenza, della gestione collettiva, della gestione di fondi pensione e di quella assicurativa. Gli intermediari pubblicano sui propri siti web informazioni relative alle politiche adottate per l'integrazione dei rischi di sostenibilità nei loro processi decisionali di investimento e possono decidere se prendere o meno in considerazione i fattori e i rischi di sostenibilità attraverso un meccanismo comply or explain. Il Regolamento Sfdr impone di includere nei propri documenti di informativa precontrattuale informazioni relative a come i rischi di sostenibilità sono integrati nelle decisioni di investimento e nella loro consulenza in materia di investimenti o di assicurazioni e di come la valutazione dei probabili effetti dei rischi di sostenibilità impatti sul rendimento dei prodotti finanziari offerti in consulenza o gestione. L'informativa precontrattuale dovrà contenere tali indicazioni se l'intermediario abbia deciso di prendere in considerazione i fattori e i rischi di sostenibilità (comply) oppure se l'intermediario, invece, non ritiene rilevanti tali rischi di sostenibilità, dovrà fornire una spiegazione chiara e concisa al riguardo (explain). Pur contenendo varie declinazioni temporali, il Regolamento Sfdr si applicherà a decorrere dal 10 marzo con molte azioni da intraprendere per gli intermediari e i partecipanti al mercato per trovarsi pronti, ma soprattutto fare di ciò un segno distintivo in termini di maggiore competitività.



(articolo tratto dal magazine We Wealth di febbraio 2021)
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Si è laureato con lode in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Firenze. Nel 2006, ha fondato Zitiello Associati, studio specializzato nel diritto del mercato finanziario, bancario ed assicurativo.
Membro del Collegio dei Probiviri in AIPB, Assosim, Assofiduciaria ed Assilea, Luca Zitiello è iscritto al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Milano e ammesso a patrocinare di fronte alla Suprema Corte di Cassazione.

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