Fattura elettronica anche per i forfetari: cosa cambia da luglio?

foto digitale - Nicola Dimitri
Nicola Dimitri
26.4.2022
Tempo di lettura: 3'
Per agevolare la lotta all'evasione il percorso verso l'e-fattura investe sempre più categorie di contribuenti

L’obbligo della fatturazione elettronica investe anche gli operatori economici di più piccole dimensioni

I forfetari che superano la soglia di 25 mila euro dovranno emettere fattura elettronica

Il rapporto tra digitalizzazione e fisco è sempre più integrato. In particolare, per quanto concerne la fattura elettronica.
A partire dal 1° luglio 2022, infatti, stando a quanto previsto nel decreto di attuazione del Pnnr, approvato lo scorso 21 aprile, i contribuenti che aderiscono al regime cd. forfetario dovranno emettere la fattura elettronica.
Se nel 2015 le fatture elettroniche furono rese obbligatorie solo per le operazioni verso la Pubblica amministrazione, e nel 2019 venne introdotto l'obbligo di emettere l'e-fattura nelle operazioni tra privati, a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, dal prossimo luglio, l'obbligo si estende anche ai forfetari, ai soggetti in regime di vantaggio e alle associazioni sportive dilettantistiche.

L'obbligo investe i soggetti che dichiarano compensi e ricavi per una soglia superiore a 25 mila euro. Tuttavia, quest'obbligo potrebbe venire meno a partire dal 2024, estendendosi a tutti i contribuenti che ricadono nel regime forfetario.

Per il terzo trimestre 2022, inoltre, non dovrebbero essere applicate sanzioni nel caso in cui la fattura elettronica sia emessa tardivamente, ovvero entro il mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione. La sanzione per tardiva fatturazione di operazioni non soggette a imposta è punita con sanzione amministrativa compresa tra il cinque ed il dieci per cento dei corrispettivi non documentati o non registrati, riducibile a un importo compreso tra 250 e 2.000 euro, per il caso in cui la violazione non rilevi ai fini della determinazione del reddito.
Possono perciò dirsi esenti dall'obbligo in parola, i soggetti che sono tenuti all'invio dei dati al Sistema tessera sanitaria (Ts), i soggetti che effettuano prestazioni sanitarie verso persone fisiche.

L'allargamento del bacino dei soggetti interessati dall'obbligo risponde all'esigenza di telematizzare il fisco, al fine di agevolare i rapporti con i contribuenti e intensificare la lotta all'evasione.

In questo senso, si inserisce la scelta di anticipare al 30 giugno 2022 l'entrata in vigore delle sanzioni per i soggetti esercenti e i professionisti che decidono di rifiutare pagamenti con il Pos. La sanzione che verrà applicata corrisponde a 30 euro per ogni transazione, aumentata del 4% del valore della stessa
Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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