Decreto semplificazioni: tagli a burocrazia e digitalizzazione PA

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Le due direttrici fondamentali su cui si muove il decreto semplificazioni sono la semplificazione burocratica e la digitalizzazione. Quale la prossima riforma da attuare? Quella strutturale del sistema fiscale

Il decreto, licenziato con la oramai consueta formula “salvo intese”, per le verifiche tecniche, entrerà in vigore con la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale attesa nei prossimi giorni. Dovrà poi essere convertito in legge entro 60 giorni dalla sua pubblicazione

Conte: “Un Decreto che finalmente semplifica, velocizza e digitalizza i procedimenti amministrativi e sblocca i cantieri e gli appalti. Avremo uno Stato amico per le imprese. Una riforma di cui l'Italia ha in questo momento bisogno”

La semplificazione burocratica per la realizzazione di grandi opere pubbliche e la digitalizzazione della pubblica amministrazione. Queste le due direttrici fondamentali su cui si muove il decreto semplificazioni, il cui testo è stato approvato dal Consiglio di ministri nella notte tra il 6 e il 7 luglio, ed è stato poi presentato da Giuseppe Conte, presidente del Consiglio dei ministri, nella conferenza stampa che si è tenuta la mattina seguente.
Due lacci che fino ad ora hanno imbrigliato lo sviluppo economico del Paese. L'esperienza del lockdown e la conseguente crisi economica che ne è seguita hanno reso non ulteriormente prorogabile la discussione su questi grandi temi. Discussione che ha recepito la richiesta corale di intervento avanzata da tutte le parti sociali intervenute nel confronto che si è tenuto a Villa Pamphilj nel corso degli Stati Generali.
Il decreto semplificazioni è un provvedimento che nelle intenzioni ha l'obiettivo di sollecitare l'economia interna, favorire l'occupazione e rendere più competitivo il sistema Paese. Rappresenta la base del recovery plan, un più ampio piano di misure per il rilancio del Paese che contiene riforme e interventi per i quali saranno chiesti finanziamenti all'Europa.

Secondo le anticipazioni disponibili, il decreto interviene, in particolare, in quattro ambiti principali:

  • semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia

  • semplificazioni procedimentali e responsabilità

  • misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell'amministrazione digitale

  • semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy.


Con specifico riferimento alle imprese si prevede la semplificazione e la velocizzazione dei lavori sulle infrastrutture di rete per le comunicazioni elettroniche e la banda larga; l'aumento dell'importo di erogazione in un'unica soluzione della “nuova Sabatini” (contributi alle imprese per il rimborso di prestiti destinati a investimenti in beni strumentali) e la semplificazione del medesimo incentivo per le imprese del Mezzogiorno; la semplificazione delle procedure per la cancellazione dal registro delle imprese e per lo scioglimento degli enti cooperativi; il rafforzamento del sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici, la semplificazione delle attività del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e quella delle erogazioni dei contributi pubblici nel settore dell'agricoltura; la possibilità per le società per azioni quotate di prevedere aumenti di capitale in deroga rispetto alla disciplina del codice civile.

Il decreto, licenziato con la oramai consueta formula “salvo intese”, per le verifiche tecniche, entrerà in vigore con la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale attesa nei prossimi giorni. Dovrà poi essere convertito in legge entro 60 giorni dalla sua pubblicazione.

La riforma in atto è necessaria e urgente si inserisce in un piano di azione finalizzato alla ripresa dell'economia e che porterà il nostro Paese ad un livello adeguato di efficienza. Quale la prossima riforma da attuare? Quella strutturale del sistema fiscale.

 
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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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