Decreto Fisco-Lavoro: le novità che riguardano imprese e professionisti

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Nicola Dimitri
15.12.2021
Tempo di lettura: 3'
Dalla stretta sull'esenzione Imu, al nuovo regime Patent Box fino alla proroga Irap e alla modifica della disciplina Iva per le organizzazioni non profit. Queste sono alcune delle misure introdotte dal decreto Fisco-Lavoro

Sono molte le novità fiscali contenute nel decreto Fisco-Lavoro che interessano professionisti e imprese

Il restringimento del campo di applicazione dell’esenzione Imu inciderà in modo particolare sui nuclei familiari i cui componenti hanno dimora abituale e residenza in comuni diversi

Con la recente approvazione del decreto cd. Fisco-Lavoro, prende corpo la manovra di bilancio, la cui Legge 2022 è attualmente in discussione al Senato. Ebbene, tra gli interventi previsti dal provvedimento sono numerosi quelli che avranno una ricaduta in ambito fiscale per imprese e professionisti.
In prima battuta, occorre annoverare il differimento all'anno prossimo (segnatamente al 31 gennaio 2022), del termine per regolarizzare i versamenti Irap. La previsione, pertanto, fa slittare di due mesi il termine (precedentemente previsto al 30 novembre 2021) per i versamenti, senza l'applicazione di sanzioni e interessi.
Il decreto incide anche sui termini previsti per il pagamento delle cartelle. Sul punto, è esteso a 180 giorni dalla notifica (120 in più rispetto ai termini ordinariamente previsti) il termine per il pagamento spontaneo - e senza interessi di mora - delle somme notificate nelle cartelle di pagamento, nel periodo tra il 1° settembre 2021 al 31 dicembre 2021. Detta circostanza comporta che, fino allo spirare del termine dei 180 giorni, non potrà essere eseguita l'attività di recupero coattivo delle somme.
Si osserva, però, che si tratta di un'eccezione: a partire da gennaio 2022, infatti, per le cartelle di pagamento viene ripristinato il termine ordinario di 60 giorni dalla notifica.

Modifiche involgono anche la disciplina sull'utilizzo del contante (in particolare, è ridotta da duemila a mille euro la soglia per l'utilizzo del denaro liquido) e il restringimento del campo di applicazione dell'esenzione Imu. Su quest'ultimo aspetto, è confermato che l'esenzione potrà essere fatta valere solo su un'abitazione per nucleo familiare. Il decreto, inoltre, determina l'abrogazione della disciplina del patent box e introduce un nuovo regime teso a semplificare e rendere più celere la fruizione del beneficio da parte dei contribuenti.
In materia R&S, vengono stralciate integralmente le sanzioni amministrative e gli interessi per le indebite compensazioni del credito ricerca e sviluppo, in relazione agli errati utilizzi dello stesso. Sul punto, riscontrata la buona fede del beneficiario del credito, sarà possibile avvalersi della procedura di riversamento spontaneo del credito d'imposta inviando richiesta all'Agenzia delle Entrate entro il 30 settembre 2022. È bene notare che la procedura non può essere utilizzata per il riversamento dei crediti il cui utilizzo in compensazione risulta già stato accertato con provvedimenti impositivi divenuti definitivi.

In merito alla disciplina Iva, il decreto prevede l'inclusione nel regime di esenzione di imposta di alcune categorie di operazioni poste in essere da enti associati. Viene, altresì esteso a ODV e APS con ricavi annui non superiori a 65 mila euro il regime di esclusione da Iva contemplato per il regime forfetario.
Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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