Così la società fiduciaria può rafforzare il patto di famiglia

Elio Macchia
Elio Macchia
4.4.2022
Tempo di lettura: 5'
Le imprese italiane sono per il 65% di tipo familiare e sono gestite nel 25,5% dei casi da imprenditori ultra-settantenni

Meno del 30% delle imprese italiane supera il terzo passaggio generazionale

Ecco uno strumento che può migliorare la situazione

Solo un terzo delle imprese familiari supera il terzo passaggio generazionale. Le ragioni che conducono alla loro estinzione sono diverse e difficilmente individuabili. Ma la problematica era stata avvertita a livello comunitario fin dal 1993 e la Commissione temeva in particolare la perdita dei posti di lavoro connessi.

Nel 1998, dunque la Commissione era ritornata sull'argomento evidenziando, nella Comunicazione 98/C 93/02, che “un altro modo per aumentare in pratica la continuità dell'impresa è il ricorso a patti d'impresa o ad accordi di famiglia”. In tale contesto, il legislatore italiano ha introdotto la Legge 14 febbraio 2006, n. 55, rubricata “Modifiche al codice civile in materia di patto di famiglia”. Con gli articoli 768 – bis e seguenti del codice civile, il legislatore disciplina l'istituto del Patto di Famiglia consentendo all'imprenditore di programmare la sua successione all'interno dell'azienda. Il Patto di Famiglia è il contratto con il quale un imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l'azienda o le proprie quote ad uno o più discendenti.

Colui a cui viene assegnata l'azienda o le partecipazioni deve provvedere a liquidare gli altri eredi con il pagamento di una somma di denaro o con l'attribuzione di altri beni corrispondenti al valore delle loro quote di legittima. Tale attribuzione può avvenire anche con un separato contratto in cui sia espressamente indicato il suo collegamento con il precedente. I beni e i valori ricevuti dai soggetti partecipanti al contratto non sono soggetti a collazione o all'azione di riduzione. Il Patto di Famiglia così stipulato può esser impugnato, entro un anno, solo per errore, violenza e dolo disciplinati dagli articoli 1427 e seguenti del codice civile. Nel momento in cui si apre la successione dell'imprenditore, se nel frattempo ci sono altri legittimari, questi ultimi possono chiedere ai beneficiari che abbiano partecipato al contratto la corresponsione della somma relativa alla propria quota di legittima. L'inosservanza di tale adempimento costituisce motivo di impugnazione del Patto di Famiglia.

Il contratto stipulato tra l'imprenditore e i legittimari può essere sciolto o modificato dagli stessi soggetti che lo hanno concluso. I trasferimenti di azienda o delle partecipazioni all'interno di un Patto di Famiglia sono esentati dall'applicazione dell'imposta di successione e donazione. La normativa, infatti, prevede che, nell'ipotesi in cui oggetto del trasferimento siano quote o azioni emesse dai soggetti di cui all'art. 73, comma 1, lettera a), t.u.i.r., l'esenzione spetti per il solo trasferimento di partecipazioni, che consente ai beneficiari di acquisire oppure integrare il controllo, ai sensi dell'art. 2359, primo comma, n.1, cod. civile e solo qualora i beneficiari si impegnino espressamente a proseguire nella gestione dell'azienda o a mantenere il controllo della società, per almeno cinque anni dopo il trasferimento. L'agevolazione si applica anche per i trasferimenti che consentano l'acquisizione o l'integrazione del controllo in regime di comproprietà, se i diritti dei comproprietari vengono esercitati da un rappresentante che disponga della maggioranza dei voti esercitabili in assemblea. Le società fiduciarie potrebbero essere coinvolte dall'imprenditore nella predisposizione del Patto di Famiglia. La società fiduciaria si caratterizza in quanto soggetto terzo, indipendente e professionale, che garantisce la corretta esecuzione di una serie di azioni per conto terzi e che possono essere definite anche in un secondo documento allegato al mandato fiduciario. La fiduciaria è il soggetto ideale per ricoprire il ruolo di rappresentante comune, come previsto nella circolare dell'agenzia delle entrate.

Il conferimento dell'incarico di rappresentante comune alla fiduciaria da parte dei discendenti può essere un'ottima soluzione per costituire il patto di famiglia e, nello stesso tempo, evitare di perdere l'agevolazione fiscale.

 

Articolo tratto dal numero del mensile We Wealth di marzo 2022
Opinione personale dell’autore
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo. WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Dopo aver prestato la propria attività professionale in uno studio tributario internazionale ha collaborato con Unione Fiduciaria S.p.A. nell’ambito della pianificazione successoria e degli strumenti di protezione del patrimonio. Dal 2016 è legal counsel nella società fiduciaria Crossfid S.p.A. e amministratore delegato di una Trust Company Italiana.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti