Brexit: quali sono le regole per viaggiare e lavorare in Uk?

Nicola Dimitri
25.8.2021
Tempo di lettura: 5'
In considerazione della Brexit, i soggetti che intendono spostarsi in Uk per motivi di lavoro o per motivi personali e familiari, devono prendere alcuni accorgimenti

Prima di decidere di andare a studiare a Londra, incontrare un familiare in Uk o lavorare nel Regno Unito è opportuno informarsi sui visti e sui permessi di volta in volta richiesti dal governo britannico

L’uscita del Regno Unito dall’Ue ha spinto il governo britannico ad individuare nuovi meccanismi per riprendere il controllo sui propri confini. Per tale ragione sono state introdotte delle regole specifiche tese a disciplinare gli spostamenti dei cittadini extra-Uk che si dirigono nel Regno Unito per motivi di lavoro o per ragioni personali; privilegiando i soggetti con più alte competenze quali scienziati, ingegneri, accademici e lavoratori altamente qualificati

Le conseguenze che dal punto di vista giuridico, politico ed economico, l'uscita del Regno Unito dall'Ue ha determinato su istituzioni, imprese private e singoli individui sono note.

Del resto la complessità del divorzio di Londra da Bruxelles si giustifica anche per la moltitudine di rapporti – commerciali e istituzionali – che hanno dovuto essere riscritti.

Ebbene, proprio in ragione di questa complessità, non sono andati esenti dagli effetti della Brexit neppure i cittadini europei (quindi anche italiani), stante il fatto che per varcare il confine Ue e raggiungere il Regno Unito sarà necessario tenere conto di nuove regole.
Ci sono diverse tipologie e categorie di visti da prendere in considerazione. Detti permessi mutano al mutare dello scopo che spinge un soggetto a spostarsi in Uk.

Occorre chiarire che la procedura denominata Standard Visitor visa non richiede alcun permesso formale al soggetto che decide di accedere in Uk.

In questi termini, le persone interessate ad arrivare nel Regno Unito per motivi di turismo o per fare visita a familiari o amici hanno il permesso di accedere senza dover ottenere uno specifico visto.

Inoltre, se si rientra nella figura dello standard visitor, è consentito anche l'esercizio di alcune attività di business (come partecipare a riunioni, conferenze, seminari; negoziare e stipulare contratti; partecipare a fiere commerciali senza vendere prodotti; reperire informazioni per il proprio lavoro all'estero), o lo svolgimento di un periodo di volontariato con enti di beneficienza.

Infine, nell'ambito dello Standard Visitor visa, è anche permesso trascorre in Uk un breve periodo di tempo per motivi di studio (non oltre i 6 mesi nell'arco di 1 anno) o per partecipare a programmi accademici di ricerca.

È bene evidenziare che questa tipologia di “visa” non è compatibile con lo svolgimento di lavoro (retribuito e non) presso società del Regno Unito, né è compatibile con lo svolgimento di lavoro autonomo.

La seconda categoria di permesso su cui è utile soffermarsi è quella denominata Permitted Paid Engagement Visitor visa. È il permesso idoneo per chi intende intraprendere attività retribuite a breve termine in Uk. Per poterlo ottenere è necessario ricevere una richiesta di lavoro o un invito da parte di un datore di lavoro con sede nel Regno Unito; altresì viene rilasciato se si dimostra di essere in contatto con un cliente residente in Uk che richiede una consulenza specifica e limitata nel tempo.
E invero, la Brexit e con essa le nuove regole sui permessi per lavorare in Uk hanno determinato un cambiamento significativo anche per i datori di lavoro; incidendo sul modo in cui conviene pianificare l'invio di dipendenti nel Regno Unito.

A tal riguardo è opportuno inquadrare la disciplina per i cd. Skilled workers, vale a dire per i lavoratori qualificati. Si tratta di un sistema a punti, ideato per favorire l'ingresso di soggetti altamente preparati e in grado di portare con il loro lavoro know how e valore aggiunto nel Regno Unito.

In questi termini, al lavoratore verrà rilasciato il visto solo al raggiungimento di 70 punti.

Nel dettaglio, il lavoratore potrà raggiungere detto punteggio se dimostra di integrare determinati requisiti, quali: aver ricevuto un'offerta di lavoro in Uk da un datore di lavoro sponsor autorizzato dall'Home Office; se l'offerta di lavoro riferisce ad una mansione particolarmente qualificante per la quale è richiesto almeno il diploma della scuola superiore; se il lavoratore dimostra di avere una conoscenza della lingua inglese non inferiore al B1, dunque di livello intermedio; se la retribuzione prevista per lo svolgimento della mansione è maggiore di 25 mila 600 sterline o, in ogni caso, superiore alla retribuzione media riconosciuta in Inghilterra per quella categoria di lavoro e lavoratore.

Diversa e più facile è la procedura di ingresso per i cd. Highly skilled workers. In questo caso, il governo britannico con il visto denominato Global Talent visa consente l'accesso in Uk anche senza una specifica offerta di lavoro, confidando sul fatto che il soggetto che arriva in territorio Uk sia già in possesso di una specifica quanto alta preparazione.

Infine, è appena il caso di segnalare il Visto Investor, vale a dire il permesso rilasciato ai cd. High Net Worth Individuals, dunque agli individui con patrimonio elevato che potrebbero investire sul territorio Uk.

Come riporta la stessa Italian Trade Agency, detti soggetti non solo possono liberamente lavorare, studiare e partecipare ad attività commerciali in Uk, ma possono anche essere accompagnati o raggiunti dai loro familiari. Nello specifico, il permesso rilasciato agli investitori è valido per 3 anni e 4 mesi (rinnovabile) e richiede un investimento di almeno 2 milioni di euro.
Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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