Bonus prima casa e separazione dei coniugi: quali implicazioni?

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Nicola Dimitri
1.10.2021
Tempo di lettura: 3'
Dopo la separazione l'ex coniuge non assegnatario dell'immobile acquistato in comunione legale fruendo dei benefici deve alienare le proprie quote per non decadere dall'agevolazione fiscale sulla nuova abitazione principale

Il contribuente che dopo la separazione acquista un nuovo immobile con l’agevolazione, per continuare ad avvalersene senza incorrere nella decadenza dal beneficio deve, entro un anno dalla data di acquisto del nuovo immobile, cedere le quote possedute sull’immobile acquistato in precedenza

L’ex coniuge non assegnatario, risulta titolare del 50% dell’immobile acquistato in costanza di matrimonio fruendo del beneficio

Il cd. bonus prima casa, e le agevolazioni fiscali ad esso correlate, introdotto dal legislatore per favorire l'acquisto di immobili da destinare ad abitazione principale, rappresenta un'ottima opportunità soprattutto per le giovani coppie di coniugi.
In effetti, detto bonus, a certe condizioni, prevede l'applicazione dell'imposta di registro nella misura del 2 per cento per i trasferimenti e la costituzione di diritti reali di godimento che hanno per oggetto case di abitazione (ad eccezione di quelle di categoria catastale A/1, A/8 e A/9).
La norma agevolativa, però, pena la decadenza dal beneficio, subordina la concessione dell'agevolazione 'prima casa', alla impossidenza di altra casa di abitazione acquistata con le agevolazioni in esame: meglio ancora, l'agevolazione è subordinata al fatto che l'acquirente, nell'atto di acquisto, dichiari di non essere titolare (neppure per quote, anche in regime di comunione legale) dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni.

E invero, la disciplina che governa il cd. bonus prima casa prevede una deroga alla decadenza, stabilendo che le agevolazioni potranno continuare a essere godute anche in mancanza delle suddette condizioni, a patto che l'immobile sia alienato entro un anno dalla dall'atto di acquisto.

In buona sostanza, come chiarito dall' dall'Agenzia delle entrate con la risposta ad interpello n. 634/2021, è consentito al contribuente fruire delle agevolazioni in esame in relazione all'acquisto di un nuovo immobile anche in assenza del requisito della 'novità' del godimento dell'agevolazione solo se l'immobile pre-posseduto venga alienato entro il termine di un anno dal nuovo acquisto agevolato. In mancanza di tale alienazione opera, infatti, la decadenza dal beneficio fruito per il secondo acquisto.
Ciò considerato, è bene chiedersi cosa accade nel caso in cui, dopo aver acquistato la prima casa in comunione legale, fruendo delle agevolazioni previste dal bonus, intervenga una separazione tra coniugi.

Più nel dettaglio, occorre comprendere cosa accade quando, a seguito della separazione tra i coniugi, il diritto di proprietà dell'abitazione principale, acquistata in comunione fruendo delle agevolazioni, venga attribuito solo a un contribuente.

Ebbene, ad avviso dell'Agenzia, l'immobile acquistato con le agevolazioni in costanza di matrimonio dai coniugi, a seguito della separazione non rappresenta, per il coniuge non assegnatario, un'abitazione inidonea a soddisfare le esigenze abitative e, proprio per questo, non consente, a quest'ultimo, di poter acquistare un altro immobile beneficiando delle agevolazioni.

Il coniuge non assegnatario, spiega l'Agenzia, per godere nuovamente delle agevolazioni sul nuovo immobile e evitare la decadenza dal beneficio fiscale in esame, dovrà alienare la quota del 50% detenuta sulla prima casa, e dovrà farlo entro un anno dal nuovo acquisto.

Altrimenti detto, poiché l'ex coniuge non assegnatario, risulta titolare del 50% dell'immobile acquistato in costanza di matrimonio fruendo del beneficio, ad avviso dell'Agenzia, dopo la separazione sarà tenuto a cedere la sua quota, per evitare di incorrere nella decadenza dal beneficio.

Nel caso di specie, si apprende che l'ex coniuge non assegnatario aveva acquistato un immobile con il bonus prima casa, impegnandosi ad alienare la quota (50%) pre-posseduta della ex casa familiare, entro un anno.
Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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