Il terreno come forma di investimento di lungo periodo

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Nicola Paronzini
31.3.2022
Tempo di lettura: 3'
Anche se il suo rendimento non è eccezionale, il terreno può avere comunque una resa se ben coltivato. Inoltre, qualora non si fosse agricoltori ma investitori, potrebbe trasformarsi in un investimento produttivo se fosse possibile rendere edificabile l'appezzamento acquistato
Premesso che la “terra” è da considerarsi un dei beni primari per l'uomo in quanto è possibile lavorarla, coltivarla per raccoglierne i frutti sia per consumo personale che per rivenderli, utilizzarla come pascolo e/o allevamento, utilizzarla come sedimento per attività secondaria direttamente collegata alla primaria (es. agriturismo), oggi comprare un terreno può essere visto in una visione di investimento.

Il terreno agricolo è un buon investimento nel lungo periodo: anche se il suo rendimento non è eccezionale, avrà comunque una resa se ben coltivato; inoltre può trasformarsi in investimento produttivo qualora non si sia agricoltori, ma investitori e si possa rendere edificabile l'appezzamento acquistato.

Per valutare il proprio investimento è importante, innanzitutto,  distinguere tra investimento per produzione o meno. È poi necessario conoscerne il valore, che potrà essere stabilito da periti che prenderanno in considerazione diversi fattori determinanti per la definizione dello stesso:

1. rendita catastale,
2. possibilità di avere acqua per irrigazione,
3. esposizione al sole,
4. costituzione chimica del terreno (importante per conoscere quale tipologia di coltivazione sia più appropriata),
5. vicinanza alle strade di comunicazione,
6. presenza di edifici rurali o meno.

Nel caso l'investitore fosse un imprenditore agricolo sarà molto importante individuare, anche a seconda delle zone rurali, quale tipologia di prodotto coltivare e su quale tipologia di metodo di coltura orientarsi (biologica, con o senza Ogm, “Km zero”) e quali metodologie di vendita attuare (diretta, online, attraverso distributori). Si può quindi dire che acquistare un terreno agricolo rappresenta un interessante investimento purché vengano scelte delle colture adatte alla tipologia di fondo che si acquista.

Si ricorda che i prezzi dei terreni agricoli possono variare molto in funzione della zona, della regione e delle caratteristiche proprie. Una buona valutazione, o un ragionato business plan, sono determinanti per capire quale sarà la destinazione d'uso del terreno.

Di fronte a un mercato finanziario con molta incertezza, i beni materiali come i terreni agricoli sono diventati una opzione interessante da tenere in considerazione. La popolazione sta aumentando molto rapidamente e, con questo aumento demografico, anche il fabbisogno di generi alimentari aumenta a pieno ritmo.
In quanto tale, i terreni agricoli, data la loro scarsità, incrementano automaticamente di valore su scala globale; infatti nei Paesi piccoli o altamente popolati, investire in terreni agricoli è un investimento strategico ai fini della sicurezza alimentare e dell'autosufficienza alimentare di fronte al mercato alimentare internazionale.
Alcuni istituti di ricerca hanno anche determinato il valore di un ettaro di terreno nelle varie zone d'Italia. Per il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) la media nazionale relativa al valore di un ettaro di terra è pari a 20.290 euro.

In particolare:

  • i terreni agricoli delle zone interne appenniniche e della Sicilia e Sardegna sono in fondo alla classifica di questi valori, non raggiungendo i 6mila euro;

  • nelle regioni del Sud, un ettaro di terreno agricolo in Basilicata vale in media 7.387 euro.

  • in Puglia, i valori medi sono pari a 13.644 euro, mentre nella vicina Campania il valore medio è pari a 17.910 euro/ha;

  • i valori fondiari medi dell'intera area del Centro Italia sono pari a 14.945 euro. In Toscana il valore medio di un ettaro è pari a 17.764 euro, mentre in fondo c'è l'Abruzzo con 11.001 euro;

  • Lazio e Molise si collocano nel centro di questo range di valori, rispettivamente 14.519 e 14.292 euro;

  • al Nord, invece, i valori decollano:
    -  in Emilia Romagna è di 31.152 euro/ha,
    - in Veneto si arriva ai 53.177 euro/ha;
    - in Trentino ai 54.169 euro/ha.
    - Infine, in Liguria, dove si raggiunge il valore massimo medio: 100mila euro per ettaro.

Opinione personale dell’autore
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Dottore commercialista, titolare dello studio Paronzini, amministratore di Pgn Services srl; già
professore a contratto (diritto del turismo) all'Università Iulm di Milano e (diritto del turismo e
diritto dei beni culturali) all'Upo, sedi di Novara e Domodossola. Attivo nel diritto tributario e in
materia contabile per pmi, agricoltura e terzo settore; revisore contabile, iscritto all’elenco nazionale
dei componenti dell’Organismo di valutazione della performance, abilitato per la consulenza nelle
crisi di sovraindebitamento.

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