Riparte il real estate, la nuova era del turismo “al sicuro”

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Dal 4 maggio, le agenzie immobiliari hanno iniziato a riaprire, ovviamente nel massimo rispetto delle misure precauzionali igienico-sanitarie e di sicurezza. Il lockdown ha fatto emergere nuove tendenze e un uso importante della tecnologia

Durante il lockdown non si sono potuti perfezionare circa 65mila contratti di locazione di varie tipologie e 20mila atti di compravendita

Si avranno dei grossi cambiamenti: crescerà la domanda di immobili di alta qualità e cambieranno le prospettive di investimento delle famiglie

Sono profondamente cambiati i desiderata dei potenziali acquirenti, alla ricerca di abitazioni possibilmente con balcone o, meglio ancora, giardino

Il mercato immobiliare inizia a rialzare la testa. Dopo un “congelamento” rapidissimo iniziale, soprattutto nelle prime due settimane di lockdown, il real estate si è adattato e ha cercato soluzioni per non bloccare proprio tutto. Gli atti notarili, con determinate condizioni e tempi più lunghi, sono ripresi; i servizi di trasloco, anche se con diverse cautele, sono permessi e alcune banche si stanno strutturando per fare perizie a distanza. In tutto questo, i mutui hanno continuato (anche se più a fatica) a essere erogati: con ottimi tassi. Naturalmente, tutti i vari processi legati all'acquisizione di una casa hanno subito un rallentamento, soprattutto le nuove pratiche che non erano già avviate.
Dal 4 maggio, però, come previsto dal decreto presentato dal governo lo scorso 27 aprile, le agenzie immobiliari hanno iniziato a riaprire, ovviamente con un senso di responsabilità e nel massimo rispetto delle misure precauzionali igienico-sanitarie e di sicurezza sia negli ambienti di lavoro che nello svolgimento delle attività a tutela dalla salute pubblica. Secondo stime della Consulta, durante il lockdown non si sono potuti perfezionare circa 65mila contratti di locazione di varie tipologie e 20mila atti di compravendita. We Wealth ha chiesto a Mario Franci, direttore commerciale e marketing di Casa.it, di fare un punto sulla situazione attuale del real estate italiano.
Come avete vissuto il periodo di lockdown?
Chiaramente a partire dal 9 marzo c'è stato un calo di traffico e di richieste di informazioni, che è stato più pronunciato nelle prime due settimane, forse per una specie di effetto shock, per poi riprendersi verso la fine del mese, dove il traffico organico è tornato ai livelli dello scorso anno. E il trend è proseguito ad aprile e nei primi giorni di maggio. Comunque, anche nei giorni di maggiore flessione, abbiamo visto un buon livello di attività negli annunci visitati e nelle ricerche salvate nei preferiti.
Questa “chiusura forzata a casa” ha modificato i gusti e le tendenze degli italiani in ambito real estate. Quali trend ha notato e quali modifiche si attende post-coronavirus?
Come ha sottolineato Mario Breglia, direttore di Scenari Immobiliari, sicuramente si avranno dei grossi cambiamenti: crescerà la domanda di immobili di alta qualità e cambieranno le prospettive di investimento delle famiglie, dovute al fatto che per settimane si è vissuto in case magari vecchie o senza balconi. Questo cambiamento nel mercato residenziale si inizia a notare anche nelle ricerche che vengono effettuate sul nostro sito. Dall'inizio dell'emergenza le persone cercano case più grandi: la ricerca di abitazioni nella fascia compresa tra i 150 e i 250mq è passata, infatti, mediamente dal 7 al 12% a Roma, Milano e Torino. Inoltre, sono profondamente cambiati i desiderata dei potenziali acquirenti, alla ricerca di abitazioni possibilmente con balcone o, meglio ancora, giardino. I filtri “casa con balcone, o con giardino, o con terrazzo” sono aumentati così dell'8% per una abitazione con il balcone, del 23% per una casa con il giardino e del 26% per una casa con il terrazzo. Anche sugli affitti si sta registrando un forte interesse per le case con piscina o con giardino: ad aprile sono, infatti, quadruplicate le ricerche di case in affitto con piscina in Sicilia, Liguria e Toscana, mentre quelle con giardino sono raddoppiate in Veneto, Campania e Lazio. I dati sono puntuali e riferiti a un periodo breve per una categoria di case sicuramente non auspicabile per il grande pubblico, ma sono altrettanto significativi, ci fanno ben sperare nella ripresa del mercato immobiliare e ci proiettano in una nuova era di turismo ‘al sicuro'.
Quali i settori più colpiti e quali quelli emergenti?
Sicuramente, quest'anno ci sarà un forte impatto sul comparto turistico (affitti brevi in particolare) e di acquisti case vacanze da parte di stranieri. Potremmo, anche, ipotizzare uno spostamento degli interessi residenziali verso immobili diversi (per mutate esigenze) e magari un po' meno metropoli-centrico, visto che la vita in città potrebbe essere più limitata, controbilanciata però dalla necessità di minori spostamenti. Gli spazi per uffici potrebbero vedere, nel medio periodo, nuovi formati e dimensioni se l'adozione del telelavoro diventasse una prassi diffusa.
Quanto ha influito la tecnologia nel periodo di chiusura delle filiali immobiliari e quali sono le attese dei clienti?
Molti nostri clienti sono fiduciosi: il mercato immobiliare ha la peculiarità di non essere mai fermo, perché la casa per gli italiani può essere definita come un bene essenziale. Vendere/acquistare un immobile è un processo complesso che richiede competenza professionale, etica, senso di responsabilità e continuità. Chi non si è fermato l'ha fatto cavalcando l'onda delle tecnologie al suo servizio per digitalizzare i processi: tool di marketing per rimanere in contatto con i clienti, visite in videocall, presenza sui social, servizi di acquisizione, etc. Gli strumenti tecnologici che sono stati adottati per l'emergenza diventeranno abitudine e quasi obbligo nel periodo successivo al lockdown.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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