Real estate globale sul podio: dalla medaglia d'argento a quella d'oro

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Nel settore real estate, i 28 Paesi della Ue dovrebbero chiudere l'anno con un fatturato a quota mille miliardi di euro, in crescita del'8,9% rispetto al 2020. In questo contesto, l'Italia è ben posizionata, ma soffre sui prezzi delle case che, a differenza degli altri Paesi, sono stagnanti. Il punto nel 29° Forum di Scenari Immobiliari

I principali cinque Paesi (Francia, Germania, Inghilterra, Italia e Spagna) dovrebbero chiudere il 2021 con un fatturato in crescita di circa il 10% rispetto al 2020

In Italia nel 2021, oltre il 50% delle famiglie ha dichiarato l’intenzione di cambiare casa nel prossimo biennio

Il real estate globale si prepara a chiudere il 2021 superando anche le più ottimistiche previsioni, in vista del prossimo anno in cui si avrà un'ulteriore crescita. In poche parole, in termini olimpionici, si passa “dalla medaglia d'argento a quella d'oro”. Inizia così il report “European outlook 2022 - real estate sul podio”, presentato da Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, in occasione del 29° forum a Santa Margherita Ligure, dal quale emerge che le previsioni per la fine dell'anno degli investimenti immobiliari nell'area Emea si collocano nella fascia fra i 250 e i 260 miliardi, in aumento dell'8-10% rispetto al 2020. E nel 2022 le stime indicano una crescita ulteriore degli investimenti che porterà i volumi di investimento oltre i 280 miliardi, avvicinandosi alla cifra record del 2019 di quasi 300 miliardi di euro.
In termini di fatturato, la media dei cinque principali Paesi (Francia, Germania, Inghilterra, Italia e Spagna) evidenzia una crescita di circa il 10% rispetto al 2020, che scende al 9,4% se si esclude la Gran Bretagna. Allargando ai 28 Paesi della Ue il fatturato dei mercati a fine 2021 dovrebbe toccare i mille miliardi di euro con un incremento rispetto all'anno precedente dell'8,9%. In questo contesto, l'Italia è ben posizionata (vedere immagine)
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Fatturato immobiliare europeo (valore dei beni scambiati): andamento e previsioni - Fonte: Scenari Immobiliari
Se si passa però ad analizzare i prezzi, lo scenario cambia. Nel comparto residenziale, Scenari Immobiliari prevede che a fine anno i prezzi delle case nei cinque Paesi più industrializzati registrino un aumento medio del 6,3%, mentre la stima per l'anno successivo è fissata al +7,7%. In pole position si trovano la Germania e l'Inghilterra, rispettivamente con valori in crescita dell'11,6% e dell'11,2%, sulla scia della forte richiesta di case. In Germania, infatti, l'anno dovrebbe chiudersi con compravendite di case in salita del 12,7% per un totale di oltre 350 mila abitazioni vendute, mentre in Inghilterra il boom del mercato residenziale è "on fire". Grazie all'estensione delle agevolazioni fiscali del governo per gli acquirenti di case (stamp duty holiday) e all'aumento della domanda da parte delle famiglie più ricche che hanno accumulato maggiori risparmi a seguito dei vari lockdown, le compravendite di abitazioni in Inghilterra chiuderanno con un incremento di quasi il 18%, dopo però il crollo di oltre 16 punti percentuali avvenuto nel 2020.

In Francia i prezzi dovrebbero salire quali del 6%, mentre fanalino di coda restano l'Italia (+0,1%) e la Spagna (+0,3%).
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Andamento dei prezzi medi nominali per mercato nei cinque principali Paesi europei - Fonte: Scenari Immobiliari
Nel nostro Paese, però, le attese sono positive. Gli italiani continuano ad adorare il mattone. Dal  rapporto “La nostra casa e la domanda del futuro” realizzato sempre da Scenari Immobiliari in collaborazione con Abitare Co, è emerso che in Italia nel 2021 oltre il 50% delle famiglie ha dichiarato l'intenzione di cambiare casa nel prossimo biennio. Pandemia e lockdown hanno inciso profondamente sul modo di vivere la casa: in un mercato, infatti, in cui la residenza è sempre stata disegnata per le famiglie, il cambiamento del loro tratto distintivo ha comportato la necessità di modificazione della casa stessa. Quale il fine ultimo? La domanda residenziale è caratterizzata per il 60% da un “desiderio di miglioramento abitativo”, per circa il 20% da necessità o passaggio dalla locazione, mentre per quasi il 15% è determinata da investimento, per sé o per i figli, componente in forte calo dal 2020.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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