NY, il mercato real estate di cui tutti vogliono far parte

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Rendimenti (apparentemente) bassi e tempi di rivendita più veloci rispetto a molte altre città del mondo portano a indicare come “safe” l'investimento immobiliare a NY. Come sta reagendo la piazza newyorkese alla crisi provocata dal covid?
New York, New York. La celebre canzone, portata al successo dall'indimenticabile Frank Sinatra e da Liza Minnelli, iniziava così:

Start spreading the news, I'm leaving today

I want to be a part of it, New York, New York

Nel 1977 venivano pronunciate per la prima volta queste “parole in musica” e mai come oggi le stesse si prestano a una relazione sul mercato immobiliare di NY. Qualcuno - sicuramente non il sottoscritto che ha sempre invitato alla prudenza - scriveva nei mesi scorsi che la pandemia aveva definitivamente affossato il mercato immobiliare della Grande Mela. Feci allora delle distinzioni tra mercato immobiliare “retail” e “residenziale”, ma, in ma in ogni caso, dichiarai che l'inevitabile quanto pesante flessione sarebbe stata momentanea. È certamente presto per cantare vittoria e i problemi legati alla pandemia sono ancora sotto gli occhi di tutti, ma i segnali incoraggianti ci sono e sono molto forti.
Nei primi 30 giorni del 2021 il numero delle unità vendute ha fatto segnare un importante balzo del 27% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Sicuramente questo dato è stato condizionato dalla diminuzione dei prezzi nei mesi precedenti, anche se le vendite di unità con prezzi superiori ai 5 milioni di dollari sono aumentate del 50% su base annuale.

Si tratta di dati senza dubbio importanti, ma è ancora presto per cantare vittoria, nonostante la presunta dipartita del mercato immobiliare di New York si stia allontanando come previsto dalle più autorevoli fonti.

Perché sta reagendo bene il settore immobiliare alla crisi provocata dal covid?

Innanzitutto perché NY rimane tra le metropoli fulcro mondiale di interessi economici e non solo ma, soprattutto, per la trasparenza del settore real estate (che permette quindi di avere sempre dati reali, certi e aggiornati) e per la crescita costante senza picchi ingiustificati, sia in termini di prezzi di acquisto e conseguente rendita da locazione.

Da tempo infatti l'investimento immobiliare viene definito “safe”: rendimenti (apparentemente) bassi e tempi di rivendita più veloci rispetto a molte altre città del mondo.

Anche sul fronte delle quotazioni possiamo notare segnali di tenuta e ripresa con l'indice S&P 500 real estate che in questi giorni ha superato 240 punti.
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Altri evidenti segnali di “tenuta”.

Il lento ritorno alla normalità lo possiamo notare anche dal numero dei contratti di locazione sottoscritti nel mese di febbraio 2021 che ha visto un +112,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno a fronte di una diminuzione di circa l'11% del prezzo degli affitti.

Tenete peraltro conto che ad oggi gli appartamenti disponibili per la locazione sono più del doppio rispetto al periodo pre-covid ma un numero che si sta riducendo a buon ritmo.

L'alto ritmo di vaccinazioni sta riportando fiducia nella popolazione che torna a voler vivere in città.

Nei mesi di gennaio febbraio notiamo infatti in tutte le fasce di prezzo un aumento del numero delle transazioni.
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Un allineamento e ritorno alla “normalità” è previsto già nei prossimi 12 mesi. Sarà importante capire che le redditività che il settore immobiliare può dare sono quelle del mercato immobiliare newyorchese o di quello londinese e non quelle di altri paesi che promettono… promettono senza poi riuscire a mantenere.
Nasce come agente immobiliare nel 1994. Dal 2015 con la società Luxury
& Tourism - di cui è fondatore e ceo - aiuta i clienti, soprattutto italiani, a
investire in immobili all’estero mediante il servizio di property finding.
Consulente esterno per società di sviluppo immobiliare internazionali

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