Mutui: il decreto Sostegni bis fa balzare le richieste degli under 35

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
12.10.2021
Tempo di lettura: 3'
Continua a crescere il segmento degli under 35 (+2,2%), che nel terzo trimestre 2021 arriva a rappresentare il 33,5% del totale delle richieste dei mutui, mentre la fascia compresa tra i 35-44 anni si attesta al 31,3%

Nel terzo trimestre 2021 si è registrato un calo del 22,6% delle richieste di mutui e surroghe rispetto allo scorso anno, ma i volumi hanno superato quelli pre-covid del 15%

A settembre è cresciuto del 5,8% l’importo medio richiesto, che ha sfiorato quota 139.500 euro, attestandosi vicino ai massimi storici

Nelle richieste dei mutui, continua a crescere il segmento degli under 35 (+2,2%), che nel terzo trimestre 2021 arriva a spiegare il 33,5% del totale, favorito dalle misure adottate dal governo nazionale con il decreto Sostegni bis, superando anche la fascia compresa tra i 35-44 anni che si attesta a una quota del 31,3%.
Nello stesso periodo, però, le richieste di mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane fanno registrare un calo tecnico del -22,6% rispetto al corrispondente periodo del 2020, durante il quale si erano concentrate le istruttorie rimaste inevase durante il lockdown primaverile. Ma c'è un elemento incoraggiante: l'importo medio sfiora i 139.500 euro (+5,8% rispetto al corrispondente periodo 2020) e si attesta vicino ai massimi storici. Si tratta, infatti, del terzo valore più elevato registrato negli ultimi dieci anni.
“Il terzo trimestre è stato caratterizzato da una fisiologica contrazione delle richieste di mutuo rispetto al corrispondente periodo del 2020, quando si erano registrati volumi anomali dovuti alla violenta impennata delle istruttorie presentate dalle famiglie dopo diversi mesi di attività ai minimi termini a causa dei provvedimenti restrittivi della primavera scorsa”,  ha dichiarato Simone Capecchi, executive director di Crif, commentando i dati emersi dall'analisi delle richieste registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di Crif, e aggiungendo  che “guardando al  dato complessivo relativo ai primi 9 mesi dell'anno, le richieste non solo sono risultate superiori a quelle dell'anno scorso ma sono anche decisamente superiori a quelle del 2019”.

Se ampliamo lo sguardo a tutto il mondo del credito italiano, gli occhi vanno su Experian, che nel nuovo Rapporto sul credito italiano – trends & insights, ha evidenziato per settembre 2021 dati decisamente positivi nel confronto con lo scorso mese e, più in generale, con lo scorso anno. “Il mese di settembre rappresenta tradizionalmente un nuovo inizio per la stagione del credito, con l'avvio di nuovi progetti come l'apertura di un mutuo o le richieste di prestiti. Non stupisce quindi la crescita in relazione al mese di agosto, ma è certo più significativo il confronto con il 2020 e il 2019, che si rivela tendenzialmente positivo”, ha dichiarato Armando Capone, chief commercial officer di Experian. Rispetto ad agosto 2021, infatti, i prestiti finalizzati sono saliti del 33,80%, i prestiti personali del 38,62% e i mutui del 33,19%. E gli indicatori sono positivi anche se confrontati con settembre 2020, un mese che aveva rappresentato un ritorno alla normalità prima della nuova ondata di contagi: rispetto allora, i prestiti finalizzato hanno registrato un incremento del 27,54%, i prestiti personali del 5,47% e i mutui del 27,76%. Se poi si guarda ancora più lontano, e si estende il confronto a settembre 2019, il prestito finalizzato si conferma ancora l'indicatore trainante e positivo, con un aumento del 38,19%, mentre i prestiti personali e i mutui hanno fatto registrare performance negative, rispettivamente di circa l'8% e il 5%.

“Il nostro Paese, sull'onda del generale clima di crescita degli indici della fiducia, sta affrontando una rinnovata fase espansiva, con la crescita del Pil prevista al 6% per il 2021, certificata di recente anche dalla Banca d'Italia”, ha aggiunto Maurizio Pimpinella, presidente Associazione prestatori servizi di pagamento (Apsp), che poi ha concluso dicendo: “Gli italiani hanno afferrato l'importanza del trend in corso e, supportati, dagli strumenti digitali stanno maturando nella consapevolezza contribuendo ad alimentare il potenziale circolo virtuoso anche nell'ambito del credito”.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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