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Mutui, Bce lascia i tassi invariati. Cosa scegliere tra fisso e variabile | WeWealth

Mutui, Bce lascia i tassi invariati. Cosa scegliere tra fisso e variabile

Rita Annunziata
26.10.2023
Tempo di lettura: 3'
La Bce lascia invariati i tassi di interesse. Ecco cosa dovrebbe monitorare chi ha già sottoscritto un finanziamento a tasso variabile; e quali sono invece le migliori opzioni per chi desidera accendere un mutuo adesso

Scegliendo il tasso fisso, la rata mensile ammonterebbe a 811 euro per tutta la vita del finanziamento con Crédit Agricole Italia. Optando per un mutuo a tasso variabile, la rata iniziale per un mutuo sottoscritto oggi si attesterebbe sugli 894 euro con Ing

Polo: “Per chi non è disposto a rischiare la soluzione più adatta potrebbe essere quella del tasso fisso, che ad oggi non solo garantisce la stabilità della rata, ma dati alla mano è più conveniente rispetto alla rata di partenza di un mutuo variabile”

Tasso fisso o variabile? Per chi è alle prese con l’accensione di un mutuo, è bene ricordare che non esiste in assoluto una scelta migliore di un’altra. Le componenti da valutare con attenzione sono diverse, a partire dalla propria propensione al rischio. Mentre la Bce annuncia la decisione di lasciare invariati i tassi di interesse, in occasione del meeting di Atene, Facile.it ha individuato per We Wealth quali sono le migliori offerte disponibili oggi; e cosa dovrebbe monitorare invece chi ha già sottoscritto un finanziamento a tasso variabile.


Ipotizziamo innanzitutto che l’importo del mutuo, della durata di 20 anni, sia di 140mila euro e che il valore dell’immobile sia di 200mila euro. Scegliendo il tasso fisso, la rata mensile ammonterebbe a 811 euro per tutta la vita del finanziamento, considerando le condizioni offerte da Crédit Agricole Italia. Optando per un mutuo a tasso variabile, la rata iniziale per un mutuo sottoscritto oggi si attesterebbe invece sugli 894 euro con Ing. Con il variabile con cap (ovvero un tetto massimo al tasso d’interesse che consente al mutuatario di conoscere anticipatamente la rata massima che potrebbe dover essere disposto a pagare, ndr) bisognerebbe essere disposti a sostenere una rata di 959 euro con Bper.

 

Tenendo conto poi che l’importo del mutuo, della durata di 30 anni, sia di 250mila euro e il valore dell’immobile sia di 500mila euro, la migliore opzione disponibile oggi è quella di Webank (1.173 euro per l’intera durata del finanziamento). Il miglior tasso variabile è offerto ancora una volta da Ing, con cui la rata iniziale ammonterebbe a 1.279 euro, mentre per il variabile con cap si parlerebbe di 1.408 euro con Chebanca!. Come anticipato in apertura, tuttavia, non esiste in assoluto una scelta migliore di un’altra in merito alla tipologia di tasso da sottoscrivere.


Tassi variabili più convenienti sul lungo periodo

In generale, per chi non è disposto a rischiare, la soluzione più adatta “potrebbe essere quella del tasso fisso, che ad oggi non solo garantisce la stabilità della rata, ma dati alla mano è più conveniente rispetto alla rata di partenza di un mutuo variabile”, spiega Andrea Polo, communication director di Facile.it. “Per chi invece è più incline al rischio e dispone di una capacità reddituale tale da far star tranquilli anche in caso di variazioni consistenti delle rate, la scelta migliore potrebbe essere quella di sottoscrivere un tasso variabile. Si tratta di fare una piccola scommessa, ovvero che a partire dal nuovo anno i tassi variabili comincino a frenare la loro ascesa e poi a scendere”. Sul lungo periodo, aggiunge infatti Polo, finora i tassi variabili si sono sempre dimostrati più convenienti. Bisogna però “avere le spalle larghe per i momenti di difficoltà dei mercati”, avverte l’esperto.


Passando a chi ha già sottoscritto un mutuo a tasso variabile, secondo Polo è bene ricordare che l’impatto dei rialzi è diverso per ciascun mutuatario, in quanto varia in base all’importo residuo del mutuo e al numero di rate ancora da pagare: più si è vicini alla fine del piano di ammortamento, minore sarà l’effetto sulle rate. “Guardando alle aspettative di mercato, l’Euribor dovrebbe iniziare gradualmente a scendere all’inizio del 2024”, spiega Polo. “Di conseguenza, i mutuatari alle prese con un finanziamento a tasso variabile dovrebbero veder calare, seppure lentamente, le proprie rate”. In ogni caso, suggerisce l’esperto, è importante innanzitutto stabilire il livello massimo oltre il quale la rata potrebbe diventare insostenibile per la propria situazione e, in secondo luogo, rivolgersi al proprio istituto di credito o a un consulente per individuare la soluzione più adatta alle proprie caratteristiche. “Mai fare in modo che la rata del finanziamento superi un quarto dell’introito mensile netto della famiglia”, avvisa Polo.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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