Mercato dei mutui: nel 2020, settore resiliente e attivo

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Il 2020 dovrebbe chiudersi attorno ai 52 miliardi di euro di mutui erogati, in aumento rispetto al 2019, anno in cui si sfioravano i 49 miliardi di euro. Gli istituti hanno continuato a erogare, anche se con tempi più lunghi rispetto alla media

Attualmente, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti e i tassi dei mutui molto bassi, permangono interessanti opportunità sia per chi vuole comprare un immobile a scopi abitativi, sia per chi vuole acquistare a titolo di investimento

Dopo quasi 10 anni di riduzioni continuative, dalla Bussola mutui di Crif e MutuiSupermarket è emerso un prezzo/mq degli immobili oggetto di garanzia di mutuo in aumento nel 2020 del 2,9% rispetto al 2019, nonostante un mercato immobiliare fortemente impattato dalla pandemia

In un contesto economico fortemente danneggiato dall'epidemia covid-19, che ha impattato pesantemente sul settore immobiliare, il mercato dei mutui ha saputo confermare una buona resilienza nel 2020. Lo dichiarano gli operatori di mercato e lo confermano i dati. “Grazie a un vero boom delle operazioni di mutuo con finalità di surroga - che sul canale online sono arrivate a spiegare oltre il 60% del totale operazioni intermediate nell'anno – nei 12 mesi, la domanda di nuovi mutui è cresciuta del 2,8%, trainando in territorio positivo le erogazioni di mutuo, che in base ai dati Banca d'Italia aumentano del 4,3% sui primi 9 mesi dell'anno, ha spiegato Stefano Rossini, amministratore e fondatore di MutuiSupermarket.it.
Stando ai numeri, secondo la Bussola mutui di Crif  e MutuiSupermarket del IV trimestre 2020, il mercato dei mutui ha dimostrato una buona resilienza, mettendo a segno un rialzo annuo di domanda di mutui del 2,8% annuo e un balzo nei primi 9 mesi del 4,3% delle erogazioni, grazie a tassi di interesse ai minimi storici e al conseguente boom delle operazioni con finalità di surroga.
Da rilevare, però, che nel corso del 2020 la rischiosità del credito alle famiglie ha invertito la tendenza evidenziata nelle più recenti rilevazioni ed è tornata a crescere, sotto la pressione dello shock economico e sanitario. Dopo aver raggiunto i livelli più bassi dell'ultimo decennio, prossimi all'1%, il tasso di default sui mutui nel terzo trimestre 2020 si è portato così all'1,4%, anche se complessivamente – spiegano gli esperti del settore -  la rischiosità del credito al dettaglio rimane a ogni modo su livelli ancora contenuti.

In ogni caso, il settore si è difeso molto bene. Anche Renato Landoni, presidente Kìron Partner, società di mediazione creditizia del gruppo Tecnocasa ha dichiarato che seppur sia complesso fare una previsione precisa di chiusura anno, il 2020 dovrebbe chiudersi attorno ai 52 miliardi di euro di mutui erogati, con una crescita migliorativa rispetto al 2019, anno in cui si sfioravano i 49 miliardi di euro. Questo significa anche che gli istituti hanno continuato ad erogare, anche se con tempi più lunghi rispetto alla media a causa delle attività per la riorganizzazione delle strutture nel rispetto delle norme anti covid-19. “Attualmente, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti ed i tassi dei mutui molto bassi, permangono interessanti opportunità sia per chi vuole comprare un immobile a scopi abitativi, sia per chi vuole acquistare a titolo di investimento”, ha proseguito Landoni.

Dopo quasi 10 anni di riduzioni continuative, dalla Bussola mutui di Crif  e MutuiSupermarket è emerso un prezzo/mq degli immobili oggetto di garanzia di mutuo in aumento nel 2020 del 2,9% rispetto al 2019, nonostante un mercato immobiliare fortemente impattato dalla pandemia (-14% compravendite residenziali sui primi 9 mesi).

Quanto al futuro, al momento risulta difficile fornire previsioni accurate sull'andamento del mercato durante i prossimi trimestri. La situazione attuale fa, infatti, pensare al 2021 come a un anno di transizione, con dinamiche attese in costante miglioramento al passare dei trimestri.  “La consapevolezza che prezzi degli immobili a livelli molto convenienti e tassi di interesse ai minimi non potranno rimanere a tempo indefinito spingerà quasi sicuramente privati e famiglie a riprendere in mano il tema acquisto casa con interesse crescente nel corso del 2021, di pari passo con il rientro dell'emergenza sanitaria e il risultante miglioramento delle proprie prospettive economiche e reddituali”, ha proseguito Rossini.

La chiusura del 2020 ha evidenziato un mercato immobiliare più resiliente di quanto non ci si attendesse. Il numero di compravendite, seppure in flessione, non ha ceduto quanto si era preconizzato in occasione del lockdown primaverile, i prezzi non hanno ceduto in maniera evidente, ma addirittura hanno mostrato indicazioni inflative, e il mercato dei mutui ha dimostrato una buona reattività alle brusche oscillazioni dovute all'emergenza sanitaria”, ha affermato Stefano Magnolfi, executive director di Crif Real Estate Services, che poi ha concluso dicendo: “Se questo può essere un quadro sintetico riferito al mercato delle abitazioni, non così è accaduto, invece, per il mercato degli immobili d'impresa, toccati quasi indistintamente da una stagnazione che ha colpito più duro soprattutto il segmento del commercio e degli immobili a destinazione turistica”.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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