La nuova coscienza green del mercato immobiliare italiano

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Il mercato immobiliare italiano è stato edificato prevalentemente tra gli anni '50 e '80. Si rendono necessari interventi di riqualificazione. L'abitare sostenibile è sempre più apprezzato anche alla luce del fatto che, oggi, il cliente è sempre più informato e selettivo quando si affaccia all'acquisto di immobili: anche in ottica green

In Italia, gli edifici residenziali in classe energetica F e G, quindi quelli più energivori, sono 9-11 milioni, pari al 75% dello stock complessivo

Rigenerare consente un minore consumo di suolo e una riduzione della carbon footprint degli edifici, che vengono dotati di nuovi comfort con costi di gestione inferiori

Dalle analisi di Tecnocasa risulta che a parità di metratura, di location e di tipologia immobiliare, per una soluzione media, un immobile nuovo in classe A1 costa mediamente tra il 25 e il 30% in più di uno usato in classe G

“Nel nostro Paese circa 2 milioni di edifici, su un totale di 12 milioni, sono in uno stato conservativo pessimo o mediocre. Inoltre, gli edifici residenziali in classe energetica F e G, quindi quelli più energivori, sono 9-11 milioni, pari al 75% dello stock complessivo”. A scattare la fotografia del patrimonio immobiliare italiano è Alessandro De Biasio, ad di Gabetti Lab, che precisa che l'avvio di un processo di ristrutturazione edilizia degli edifici, che non rispondono agli standard abitativi in termini di risparmio energetico, potrebbe determinare una notevole e positiva riduzione della CO2 e attenuare gli effetti del cambiamento climatico a cui le nostre città e i territori sono esposti. “Riqualificazione che diventa essenziale per raggiungere gli obiettivi sia di sostenibilità ambientale (anche per rispondere al piano della Ue sulla riduzione a lungo termine della CO2), sia di rilancio economico del comparto edile”, aggiunge De Biasio che spiega che un impatto positivo sia sulla riqualificazione degli edifici, sia sull'intera filiera dell'immobiliare è arrivato anche dagli incentivi del governo.
Ma quanti immobili in Italia potrebbero essere potenzialmente interessati dalla rigenerazione e perché rigenerare?
“Rigenerare consente anzitutto un minore consumo di suolo e una riduzione della carbon footprint degli edifici, che vengono dotati di nuovi comfort con costi di gestione inferiori. La dicotomia tra comfort e risparmio energetico si sta infatti assottigliando sempre più, convergendo verso un unico punto di consumo vicino allo zero”, risponde Stefano Rusconi, consigliere delegato di Impresa Rusconi.
Sugli immobili che potrebbero essere interessati a un progetto di rigenerazione si è pronunciata, invece, Francesca Zirnstein,  dg di Scenari Immobiliari, che dice: “Per quanto riguarda il settore residenziale, a livello di capoluoghi e di aree metropolitane stimiamo un totale di  circa  73mila edifici: circa 48.500 gli edifici (o parti importanti di essi ) da riqualificare nelle città capoluogo e circa 24.500 nei quattordici capoluoghi delle città metropolitane”. Da rilevare che una parte significativa di questo stock di immobili degradati si trova in contesti dov'è necessario e importante avviare progetti di rigenerazione. In questi casi, “non si tratta solo di avviare un processo edilizio (pur necessario), ma un percorso di ripresa delle attività economiche, sociali, anche legali”, prosegue Zirnstein.

In generale, oggi, il cliente è sempre più informato e selettivo quando si affaccia all'acquisto di immobili. Anche in ottica green. Tra immobili nuovi e immobili usati c'è però una notevole differenza di prezzo. “Dalle analisi del nostro ufficio studi risulta che a parità di metratura, di location e di tipologia immobiliare, per una soluzione media, un immobile nuovo in classe A1 costa mediamente tra il 25 e il 30% in più di uno usato in classe G”, illustra Fabiana Megliola, responsabile ufficio studi Gruppo Tecnocasa, che poi fornisce delle indicazioni sulle tendenze di acquisto degli italiani. “C'è un maggiore interesse per il nuovo, ancora di più dopo il lockdown. Le famiglie, forzate in casa spesso in smart working e con i figli in Dad, hanno avuto modo di apprezzare ancora di più l'importanza del risparmio energetico e della costruzione di immobili con criteri di efficienza energetica elevata”, precisa Megliola, aggiungendo che “sta emergendo una maggiore consapevolezza del valore del nuovo e del dover pagare qualcosa in più per acquistarlo”.

In generale, è cambiato il modo di progettare e di realizzare; inoltre, grande attenzione va al tema della sostenibilità economica. “Il tema della sostenibilità, anche per il mercato delle costruzioni, è oramai un paradigma dell'attività di tutti gli attori del processo edilizio: da chi progetta a chi gestisce - illustra Massimo Roj, ad di Progetto Cmr - Le aziende che realizzano prodotti, soluzioni tecniche e tecnologiche lavorano all'ottimizzazione costante delle loro proposte per un sempre minore impatto ambientale. Possiamo anche affermare che le competenze diffuse, anche nel settore delle imprese, consentono di costruire con una buona qualità e con elevate performance energetiche, per molti temi dell'architettura: dalle case agli uffici, dalle scuole al retail, dalla logistica all'hotellerie”.

Le soluzioni disponibili sul mercato permettono quindi di rispondere alle richieste dello stesso, anche in termini di sostenibilità del costo di produzione/costruzione. “In questo periodo post pandemico la variabile costi è però fortemente dipendente dalla scarsa disponibilità dei materiali. Questo problema rende complessa la pianificazione dei lavori e poco gestibile la fluttuazione dei prezzi”, aggiunge Roj, che poi prosegue indicando che se si fa riferimento al mercato residenziale, le amministrazioni – dal governo centrale ai comuni – stanno mettendo in campo ampie azioni per contenere i costi delle abitazioni di edilizia residenziale pubblica e sociale, per rispondere alla crisi degli alloggi e a una domanda crescente. Sul tema della sostenibilità economica si è pronunciato anche Rusconi, che concluso dicendo: “La sostenibilità economica è data dalla possibilità per il pianificatore urbano di acquisire aree a prezzi accessibili, oggi regolati da normative ad hoc e standard ambientali ben precisi”.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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