Industria turistica mondiale: perdita di 1.300 miliardi nel 2020

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Profondamente colpito anche il nostro Paese. La crisi derivante dalla pandemia è costata, infatti, al settore turistico italiano 28 miliardi, un punto e mezzo della ricchezza nazionale. Le attese sono positive

In Italia, nel 2020, nel mercato immobiliare alberghiero ci sono state solo 1,5 miliardi di transazioni, dopo un eccezionale 2019

Quanto al mercato della locazione breve, anche questo settore lo scorso anno ha registrato un calo dell’80%, ma è in corso una ripresa

Gli investimenti nell’alberghiero italiano dovrebbero triplicare nel prossimo triennio e toccare i 3 miliardi di euro nel 2023

L’Italia si conferma al 2° posto, dopo la Francia, nelle scelte internazionali per gli alberghi di alta gamma

Una perdita di 1300 miliardi di dollari, 11 volte superiore alla crisi economica del 2009. Questo l'impatto che ha registrato, nel 2020, l'industria turistica a livello mondiale, un settore che è stato profondamente affondato dalla pandemia. E l'Italia non è stata, purtroppo, da meno. La crisi derivante dalla pandemia è costata al settore turistico italiano 28 miliardi di euro, un punto e mezzo della ricchezza nazionale.
Inoltre, in Italia si sono persi circa 90mila posti di lavoro, con una forte componente femminile. Particolarmente penalizzate le città d'arte con cali di presenze fino all'84% di Firenze, a causa di una presenza di turisti stranieri che è scesa di oltre due terzi, sul suolo italiano, con danni soprattutto all'economia del Centro Italia.
Questo quanto si è appreso nel terzo Hospitality forum 2021 – il sistema Italia, organizzato a Milano da Castello sgr (importante investitore in questo segmento) e da Scenari Immobiliari, dal quale sono emerse però aspettative positive per il 2022.

Per quanto riguarda l'Italia, infatti, “il 2021 vede una ripresa debole, soprattutto sul versante degli stranieri. Ma è il momento per migliorare l'offerta e renderla più competitiva – ha spiegato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, in apertura dei lavori - Gli investimenti previsti nel Pnrr aumenteranno la rete infrastrutturale e permetteranno uno sviluppo importante nei prossimi anni”.

Secondo Breglia, infatti, "gli investimenti nell'alberghiero italiano dovrebbero triplicare nel prossimo triennio e toccare i 3 miliardi di euro nel 2023. Almeno secondo le intenzioni dei gestori, raccolte con un ampio sondaggio nelle scorse settimane. L'Italia si conferma al secondo posto, dopo la Francia, nelle scelte internazionali per gli alberghi di alta gamma”.

A essere stato travolto dalla crisi è stato tutto il settore, senza alcuna eccezione: dal mercato alberghiero a quello della locazione breve. In particolare, dal Rapporto 2021 sul mercato immobiliare alberghiero di Scenari Immobiliari è risultato che a livello europeo nel 2020 il mercato ha toccato il minimo del secolo con 12 miliardi di euro transati (-68% sul 2019), ma le notizie sono rosee. Secondo gli esperti, infatti, è in corso una ripresa che dovrebbe portare gli scambi a 19 miliardi di euro a fine 2021, anche se “solo nel 2023 si supererà l'anno record 2019 con oltre 40 miliari di euro di scambi”.

Nel 2020, nel mercato immobiliare alberghiero italiano ci sono state “solo 1,5 miliardi di transazioni, dopo un eccezionale 2019”, ha spiegato Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari, aggiungendo che la spinta degli investitori è però molte forte e si prospettano due anni di forti incrementi e di nuove aperture, non solo nelle città più importanti, ma anche nelle migliori località turistiche. “La vera sfida per il mercato italiano - ha poi aggiunto Zirnstein - non è solo la crescita degli hotel cinque stelle (ci stiamo avvicinando alla media europea) ma gli alberghi di livello a quattro stelle per intercettare la fascia di turisti più ampia e in crescita”.
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Il fatturato immobiliare alberghiero italiano - Fonte: Scenari Immobiliari
Quanto al mercato della locazione breve, anche questo settore lo scorso anno ha registrato un calo dell'80%, ma è in corso una ripresa che dovrebbe portare a circa 300mila contratti nel corso del 2021. Se si analizza poi peso delle case offerte per locazione breve sul totale delle case per zona, in pole si trovano le Cinque terre, dove quasi il 60% delle abitazioni sono sul mercato della locazione breve.

In generale, però, se è vero che si è bloccato il processo di crescita ininterrotto che durava da circa mezzo secolo, vero è anche che dovrebbe riprendersi rapidamente, perché c'è sia desiderio di muoversi da parte delle famiglie, sia voglia di innovare da parte degli operatori.

“Sulla base delle analisi condotte da Enit (Agenzia nazionale del turismo, ndr) il più probabile scenario per l'Italia configura un ritorno quasi completo dei flussi tra il 2022 e il 2023 - ha dichiarato Giorgio Palmucci, presidente di Enit, ribadendo che “la crisi covid ha determinato anche un rallentamento sulle dinamiche degli investimenti nel settore alberghiero, che pure nel 2019 avevano toccato i massimi degli ultimi anni” e che “nel 2020 il volume totale delle transazioni in Italia ha visto una riduzione ben superiore al 60% rispetto al 2019”, ma che “la prospettiva di medio-lungo periodo continua a mantenersi positiva e resta alta l'attenzione in particolare sulle top destination con Roma sempre al secondo posto dopo Venezia”.

Di avviso simile anche Giampiero Schiavo, amministratore delegato di Castello Sgr, che ha spiegato che i segnali che si colgono in questi primi mesi del 2021, sostenuti da una crescente domanda interna, sono incoraggianti e mostrano che l'intero settore alberghiero sta ripartendo e che la società vuole consolidare questo trend e puntare su un ulteriore sviluppo dell'offerta business e leisure.  “L'hospitality è un settore di massima importanza strategica per il nostro paese e il rilancio dell'Italia passa necessariamente dalla capacità di essere attrattivi sia per il pubblico leisure sia per quello business”, ha infine concluso Francesco Canzonieri, presidente di Castello Sgr.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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