I Millennial e i mutui: il sogno“casa” è ancora lontano

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In generale, se si analizza però tutta la popolazione, nel 1° trimestre 2020 la domanda di mutui per acquisto casa, si è attestata al 61% nel canale online, contro il 50% registrato degli ultimi tre mesi del 2020. In aumento anche l'importo medio richiesto

Causa pandemia, i principali istituti di credito hanno proceduto all’erogazione del credito con una cautela crescente, impattando in primis sui giovani

La banche hanno infatti limitato, se non arrestato, le nuove erogazioni di mutui ad alte percentuali di intervento, che sono la forma di mutuo casa a maggiore rischiosità

L'emergenza sanitaria spinge i tassi di interesse dei mutui ai minimi storici: 0,1% per il tasso fisso e 0,8% per il tasso variabile. Ma per i Millennial il sogno casa resta ancora lontano. “Per la fascia 25-35 anni, spesso parliamo di giovani e di giovani coppie che non dispongono di considerevoli risparmi da poter investire nell'acquisto della prima casa. In questi casi la soluzione ideale sarebbe ricorrere a un mutuo che va a finanziare oltre l'80% del valore di acquisto dell'immobile – i cosiddetti mutui ad alto Loan-to-value. Ma queste offerte sono progressivamente diminuite da fine 2018 ad oggi – ha dichiarato Stefano Rossini, amministratore e fondatore di MutuiSupermarket.it, interpellato da We Wealth sul target dei Millennial.
“Ciò – ha spiegato Rossini - è dovuto in parte all'esaurimento del Fondo di garanzia per i mutui prima casa Consap che andava a fornire alla banca che erogava il mutuo al 100% una garanzia sul 50% della quota capitale. In aggiunta, dall'inizio della pandemia, le banche hanno dovuto fare i conti anche con l'impatto della crisi economica, con l'aumento dei tassi di default sui mutui per privati e famiglie e con le incognite legate alla ripresa dei pagamenti al termine del periodo di sospensione dovuto all'applicazione delle moratorie sui mutui casa. Tutti questi elementi hanno spinto i principali istituti di credito a procedere all'erogazione del credito con una cautela crescente, impattando in primis sui giovani e limitando, se non arrestando, le nuove erogazioni di mutui ad alte percentuali di intervento, che chiaramente sono da sempre la forma di mutuo casa a maggiore rischiosità”.
Qualcosa, però, nei prossimi mesi dovrebbe muoversi. “Fortunatamente il governo ha recentemente indicato che un prossimo decreto si occuperà di agevolare l'acquisto dell'abitazione da parte degli under 35, probabilmente tramite il potenziamento del Fondo di garanzia per i mutui prima casa Consap e tramite nuovi incentivi fiscali”, ha illustrato  Rossini, che poi ha proseguito dicendo che “sicuramente questi nuovi interventi rappresenteranno risorse importanti per aiutare i giovani e le giovani coppie a contrarre un nuovo mutuo ad alto loan to value necessario alla realizzazione del proprio sogno di acquisto prima casa”.

Se si passa dai Millennial al resto della popolazione, però, le notizie sono più rosee. Dalla nuova edizione della Bussola mutui (il bollettino trimestrale firmato Crif e MutuiSupermarket.it che offre una panoramica aggiornata e completa delle tendenze in atto nel mercato italiano dei mutui residenziali e immobiliare) è emersa, nel primo trimestre 2021, una forte convenienza dei mutui a tasso fisso, che rappresentano la grandissima parte delle richieste soprattutto nel canale online: l'85% del totale. Inoltre, uno spiccato ritorno di interesse sul tema acquisto casa. In particolare, sul canale online le richieste finalizzate all'acquisto di una prima o una seconda casa si sono attestate nel primo trimestre 2021 al 61% del totale, contro il 50% registrato degli ultimi tre mesi del 2020. In aumento anche l'importo medio richiesto del mutuo, che ha raggiunto i 136.656 euro, il valore più elevato a partire dal 2013 ad oggi.

Intanto gli occhi vanno ai prossimi mesi. Il tema delle prestazioni energetiche della casa sarà – come dalle attese - fra i fattori che maggiormente condizioneranno il mercato nei prossimi anni? “Il superbonus 110%, che da subito ha suscitato un notevole interesse, si sta nei fatti rivelando ostico sul piano attuativo”, ha commentato Stefano Magnolfi, executive director di Crif Real Estate Services, che ha spiegato che a metà marzo si sono registrati investimenti per 800 milioni di euro a fronte degli 11 miliardi stanziati dal governo per questa misura. “Se non si dovessero realizzare le semplificazioni e le proroghe da tutti auspicate, si rischierebbe di sprecare un'occasione straordinaria per mettere mano al vetusto patrimonio immobiliare italiano”, ha concluso Magnolfi.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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