Fondi immobiliari: l'Italia ha una marcia in più

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
23.11.2021
Tempo di lettura: 3'
A livello mondiale, i fondi immobiliari e i reit sfiorano i 3.400 miliardi nel 2021 (+3,7%). L'Europa pesa il 40%, con 1.360 miliardi (+3,8%). L'Italia batte (quasi) tutti: si stima che l'anno si chiuda con un patrimonio di 105 miliardi (+4,8%) e che nel 2022 si oltrepassi quota 110 miliardi

Presentato l’aggiornamento del Rapporto 2021 “I fondi immobiliari in Italia e all’estero”, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con lo Studio Casadei

A livello di attrattività per gli investitori, complessivamente dall'inizio dell'anno si sono registrati investimenti in Italia nel settore immobiliare per 5,3 miliardi, in contrazione di circa il 7% rispetto allo stesso trimestre del 2020

Tremilaquattrocento miliardi di euro (+3,7%), 1.360 miliardi (+3,8%) e 105 miliardi. A tanto ammonta il patrimonio dei fondi immobiliari e reit nel 2021 rispettivamente a livello mondiale, europeo e italiano. In particolare, l'Italia, con un incremento del 4,8% sul 2020, è andata meglio rispetto alla media del resto del mondo. E le previsioni per il 2022 sono di un'ulteriore crescita, con il valore del patrimonio che supererà i 110 miliardi di euro e il numero di veicoli che salirà di trenta unità, rispetto ai 560 fondi attualmente attivi.
Lo si è appreso all'interno del Rapporto 2021 “I fondi immobiliari in Italia e all'estero”, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con lo Studio Casadei, che ne ha curato la parte di analisi finanziaria. Secondo lo studio, infatti, il comparto dei fondi immobiliari italiani continua a crescere in modo sostenuto: il suo peso sul resto dei veicoli europei ammonta a oltre l'11%.
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Fonte: Scenari Immobiliari
“In un 2021 che sta per concludersi con esiti superiori alle più ottimistiche previsioni e di fronte a un 2022 che si annuncia come un anno di ulteriore crescita per il real estate globale -registriamo un proseguimento del ciclo espansivo dei fondi immobiliari europei”, ha dichiarato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, spiegando che “nei principali otto Paesi analizzati (inclusa l'Inghilterra anche se non fa più parte della Ue, ndr) l'anno in corso dovrebbe concludersi con un patrimonio gestito di oltre 800 miliardi di euro, in crescita di quasi il 6% rispetti al 2020”.

Per quanto riguarda l'asset allocation, Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari, ha rilevato una crescita d'interesse per il residenziale e la logistica, “seppur detengano ancora un peso marginale sul patrimonio gestito – ha detto - Il core business dei veicoli italiani continua, infatti, a essere rappresentato dagli uffici che concentrano circa il 64% del totale, seguiti dal retail in lieve contrazione – pari a mezzo punto - e con un peso del 13,5%”.

Positive  le prospettive per il 2022 . “Sulla base delle indicazioni raccolte tra le sgr, c'è un cauto ottimismo, con incremento delle masse gestite e diversificazione dei portafogli rispetto alla composizione attuale”, ha spiegato Zirnstein.

A livello di attrattività per gli investitori, però, complessivamente dall'inizio dell'anno si sono registrati investimenti in Italia nel settore immobiliare per 5,3 miliardi, in contrazione di circa il 7% rispetto allo stesso trimestre del 2020. Le perplessità degli investitori, soprattutto in riferimento ad alcune asset class, inducono a stimare per fine anno un volume totale di 7,4 miliardi di euro, un dato rivisto ancora al ribasso di circa il 10% rispetto al 2020, esercizio in cui gli investimenti erano stati 8,2 miliardi.

Per quanto riguarda la provenienza dei capitali, dalla ricerca è emersa che la quota più rappresentativa è costituita da investitori cross border, Stati Uniti in testa, seguiti da altri paesi europei; mentre l'entità della componente domestica si conferma sotto il 25%. La geografia degli investimenti vede la concentrazione delle risorse impiegate nel nord Italia con Milano in prima posizione con un peso di circa il 30% sul totale e Roma intorno al 10.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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