Case all'asta, pesante fardello per lo stato

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
29.10.2018
Tempo di lettura: 2'
È di oltre 3 miliardi la stima della perdita di entrate statali legate alle aste, alle quali si aggiungono altri 2,6 miliardi di mancate imposte per sfiducia nel sistema. Il conto di Astasy

Nel 2017, sono stati 234.340 gli immobili messi all'asta, il che significa 642 immobili all'asta ogni giorno, pari a 27 ogni ora

Ma è il 2014 l'anno che ha registrato il maggior numero di pignoramenti trasformatisi in aste immobiliari (36.988 aste)

Il prezzo base d'asta di tutti gli immobili attualmente in procedura è di poco superiore ai 51 miliardi, a fronte però di un valore di mercato di quasi 130 miliardi

Sono quasi 375mila le famiglie italiane che hanno una casa all'asta. Questi i dati aggiornati a settembre 2018, rilevati da Astasy, società che partecipa all'azionariato NPLs RE Solutions del gruppo Gabetti, sul mercato immobiliare delle aste. Come illustrato da Astasy solo lo scorso anno sono stati 234.340 gli immobili messi all'asta, il che significa 642 immobili all'asta ogni giorno, par a 27 ogni ora. E nel 2018 il dato è in crescita. “Le case pubblicate all'asta al 1° settembre 2018 sono 203.000, il che significa un aumento pari al 19,3% rispetto alla media dell'anno precedente”, spiega la società, che ricorda però che è stato il 2014 l'anno con più pignoramenti trasformatisi in case all'asta (quasi 37 mila).

Ma quanto valgono gli immobili in asta e quale potrebbe essere il mancato introito per lo stato rispetto ai valori di mercato?
Stando a quando comunicato da Astacy, il prezzo base d'asta di tutti gli immobili attualmente in procedura è di poco superiore ai 51 miliardi, a fronte però di un valore di mercato di quasi 130 miliardi, con conseguente minori introiti per lo stato. Si stima infatti che la perdita di entrate dello stato sia di oltre 3 miliardi. Il motivo è semplice, “perché i beni vengono venduti a valori molto più bassi rispetto al loro reale valore di compravendita, e questo comporta minori tasse incassate sul valore del bene”, dichiara la società. Inoltre l'erario perde altri 2,6 miliardi di euro di entrate all'anno perché “il soggetto esecutato, oltre a smettere di pagare il mutuo, a causa della mancanza di liquidità e della sfiducia in tutto il sistema, smette anche di pagare qualsiasi imposta o tassa, appesantendo in negativo i conti dell'erario”, aggiunge Astasy che ha realizzato un case history sulla base degli oltre 2.700 Immobili in saldo e stralcio gestiti direttamente da Astasy. E non è tutto. Sono stati di 3,042 miliardi di euro i costi globali delle spese di giustizia nell'anno 2017, costi che pesano sui bilanci delle banche che hanno pignorato il bene a causa del mancato pagamento e che conseguentemente aumentano i costi di gestione.

Infine, gli istituti bancari coinvolti sono 387, mentre 9,5 sono invece gli anni medi che pesano su una famiglia a causa del mutuo non pagato e dell'asta successiva. Questo significa che, dall'ultima rata di mutuo non pagata fino al pignoramento, passano circa 4 anni e poi, dal pignoramento all'aggiudicazione del bene, passano di media altri 5 anni e mezzo.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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