L'industria europea degli Etf supera i mille miliardi

Sara Silano
Sara Silano
25.1.2021
Tempo di lettura: 3'
Nel 2020 i protagonisti sono stati i fondi sostenibili e i tematici. Gli azionari hanno catturato i maggiori flussi. Tra gli obbligazionari, sguardo rivolto alla Cina
L'industria europea degli Etf (Exchange traded fund) si è lasciata rapidamente alle spalle i timori legati alla diffusione del coronavirus. Dopo lo shock di marzo, sono tornati i flussi verso i fondi indicizzati e il settore ha chiuso il 2020 con una raccolta netta di 102,7 miliardi di euro, che ha portato il patrimonio gestito oltre la soglia dei mille miliardi (dati Morningstar al 31 dicembre).

Flussi netti negli Etf europei per trimestre (in miliardi di euro)

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Gli Etf più popolari


Tra i protagonisti assoluti dell'ultimo anno ci sono gli Etf sostenibili e i tematici. I primi hanno chiuso il 2020 con asset pari a 90,4 miliardi, in crescita del 137% rispetto al 2019. La loro quota sul totale gestito dagli strumenti passivi è passata in dodici mesi dal 4,2% all'8,6%. Il quarto trimestre è stato particolarmente significativo, dal momento che i replicanti sostenibili hanno attratto circa la metà dei flussi totali (20,8 su 44,4 miliardi).

Flussi netti e patrimonio in gestione degli Etf sostenibili (in miliardi di dollari)

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La raccolta dei tematici è stata da record per questa particolare tipologia di strumenti, che è specializzata su determinati trend sociali ed economici. Le sottoscrizioni nette sono state di 9,5 miliardi, portando il patrimonio gestito a 22,7 miliardi, più del doppio rispetto al 2019. Oltre la metà dei flussi si sono diretti verso i fondi specializzati sulle energie alternative e quelli sulla connettività informatica (cloud-computing, cybersecurity, ecc.).

Gli azionari riprendono il timone


Tra le principali attività finanziarie, gli Etf azionari sono stati i preferiti, con una raccolta netta di 53,3 miliardi, che ha portato il patrimonio a fine 2020 a 637,5 miliardi, in crescita del 12,2% rispetto al 2019. Le strategie indicizzate obbligazionarie, che avevano catturato di più l'interesse degli investitori l'anno precedente, si sono collocate dietro l'equity con flussi netti per 36,9 miliardi. Gli asset sono saliti del 14,9% a 268 miliardi.

Il 2020 è stato avaro di risultati per gli Etf strategic beta, comunemente conosciuti come smart beta. Il patrimonio è rimasto praticamente invariato rispetto al 2019 e la raccolta è stata positiva solo nell'ultimo trimestre dell'anno. Nel complesso rappresentano il 7% degli asset totali dei replicanti europei.

Come leggere i dati


Innanzitutto, il trend favorevole per gli investimenti sostenibili non è una novità degli ultimi mesi, ma il covid-19, insieme ai cambiamenti normativi in Europa e all'elezione di Joe Biden a presidente degli Stati Uniti, ha accresciuto l'interesse verso le tematiche ambientali, sociali e di governance.

In secondo luogo, il successo dei tematici non deve far perdere di vista i rischi. Possiamo ottenere molto se scegliamo il giusto fondo nel momento appropriato, ma le ricerche Morningstar condotte in passato mostrano che serve cautela, perché molti strumenti di questo tipo hanno avuto difficoltà a sopravvivere e battere i mercati azionari globali nel lungo periodo.

In terzo luogo, gli Etf azionari continuano a detenere la più larga fetta del patrimonio gestito in modo passivo (64%). Seguono gli obbligazionari (25%), che però hanno tassi di crescita maggiori. Nell'ultimo trimestre dell'anno, gli investitori hanno mostrato una chiara preferenza per l'equity, sulla scia delle buone notizie sull'approvazione dei vaccini, il che indica, comunque, che l'evoluzione della pandemia continuerà ad influenzare la propensione o avversione al rischio degli operatori e risparmiatori.

Infine, nel reddito fisso gli investitori hanno guardato fuori dai paesi sviluppati, in particolare alle emissioni cinesi in yuan e a quelle dei mercati emergenti. Inoltre, a fine anno hanno cominciato ad assumere posizioni sugli Etf che danno una protezione dall'inflazione, segno che c'è una riconsiderazione del tema per anni finito in secondo piano.
Opinione personale dell’autore
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È editorial manager di Morningstar e specialista sui temi della sostenibilità. Laureata in Scienze della comunicazione, indirizzo giornalistico all'Università di Torino, è in Morningstar dal 2003. In precedenza, ha lavorato in Bloomberg Investimenti e Bloomberg News. Silano ha 20 anni di esperienza nell'analisi dell’industria finanziaria. Nel 2018 ha vinto il State Street Press Awards.

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