Legg Mason, investire nelle infrastrutture RARE

Teresa Scarale
Teresa Scarale
28.5.2019
Tempo di lettura: 3'
Sul finire del ciclo, il colosso americano del risparmio gestito Legg Mason punta sugli investimenti in infrastrutture. Asset adatti alla fase attuale e destinati ad accrescere il proprio valore nel tempo. A patto di saper leggere oltre il rumore delle analisi affrettate

L'incremento atteso degli asset  infrastrutturali globali è del 124%, per un totale di 110.000 miliardi di dollari Usa entro il 2030

Le intenzioni del fondo, che includerà dalle 30 alle 60 società internazionali, sono di offrire agli investitori sia una fonte di reddito che di crescita, con esposizione tanto sui mercati sviluppati che su quelli emergenti

Una parte importante del fondo è costituita da Atlantia, oggi con valutazioni decisamente interessanti

Su quali asset puntare nella fase matura del ciclo economico? Legg Mason sceglie di puntare sugli investimenti in infrastrutture RARE (Risk Adjusted Return to Equity), reputati un ottimo scudo contro l'inflazione. Gli investimenti "pesanti" inoltre si caratterizzano per la bassa correlazione con l'azionario globale. Nelle parole di Matteo Lenardon, deputy country head Italy, Legg Mason, "un prodotto del genere nell'ultimo trimestre dell'anno scorso è stato in grado di proteggere il portafoglio rispetto ad altre soluzioni, proprio per la sua capacità di essere agnostico rispetto agli indici, che sempre racchiudono in sé un pezzettino di bias. Questa differenza è importante proprio perché in questa fase del ciclo economico può essere decisiva per generare reddito".

Legg Mason RARE Infrastructure Value Fund


E' questo il nome del fondo presentato il 27/5/2019 a Milano. Il prodotto mira a conseguire una crescita stabile nel lungo termine, grazie all'investimento in società internazionali quotate e attive nell'ambito dei progetti infrastrutturali. Quindi gas, elettricità, risorse idriche, pedaggi austostradali, aeroporti, ferrovie, telecomunicazioni. RARE è un'affiliata dell'asset manager americano, nata nel 2006 e specializzata proprio in questa tipologia di asset, con 3,6 miliardi di dollari investiti.

Perché scegliere le infrastrutture


Il settore si inserisce nei cosiddetti megatrend, ossia in quei fenomeni profondi del cambiamento forieri di impatti radicali sulla società e il suo benessere. Questo comparto è infatti parte di una tendenza di crescita di lungo periodo, "con un incremento atteso degli asset globali del 124%, per un totale di 110.000 miliardi di dollari Usa entro il 2030". Il dichiarato punto di forza di RARE è che  è "composta da specialisti delle infrastrutture che gestiscono fondi, non da gestori di fondi che gestiscono infrastrutture".

Un'esposizione diversificata


Le intenzioni del fondo, che includerà dalle 30 alle 60 società internazionali, sono di offrire agli investitori sia una fonte di reddito che di crescita, con esposizione tanto sui mercati sviluppati che su quelli emergenti. Il focus è sia su asset di enti regolamentati, come vettoriamento e distribuzione di gas/elettricità e gestione delle acque e delle acque reflue che su asset cosiddetti "user pays". Questi ultimi sono ad esempio gli aeroporti, le ferrovie, i porti, i pedaggi autostradali: si tratta di società maggiormente orientate alla crescita.

Proseguendo poi con la competitività (e il rischio) si arriva ad un'esposizione su società legate alla produzione e alla fornitura di energia, alla logistica, ai servizi di telecomunicazione. Vi sono però anche asset scarsamente rischiosi come l'edilizia abitativa, la salute pubblica, le infrastrutture dedicate all'istruzione, carceri e stadi, gli asset regolamentati. Una parte importante del fondo è costituita da Atlantia, ora impegnata nella ricostruzione del ponte di Genova.
caporedattore

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