Etf, occhi puntati sui rischi sistemici

Livia Caivano
Livia Caivano
16.7.2019
Tempo di lettura: 3'
L'European Systemic Risk Board in un report analizza le possibili conseguenze della crescita del mercato Etf. Volatilità, spinte ai prezzi dei titoli e cambiamento dell'approccio dei consumatori sono alcune di queste

Gli Etf possono aumentare il rischio sistemico attraverso quattro canali principali: maggiore volatilità e co-movimento dei prezzi dei titoli, specialmente in periodi di tensione del mercato

Disaccoppiamento dei prezzi dell'Etf da quelli dei titoli costituenti in periodi di stress

Induzione degli investitori ad assumere ampie esposizioni correlate, che potrebbero causare contagio in caso di forti ribassi dei prezzi dell'Etf

Materializzazione dei rischi operativi in un importante fornitore di Etf, che potrebbe generare vendite diffuse a causa dell'altissimo livello di concentrazione del settore

Un report pubblicato dall'Esrb, l'European Systemic Risk Board, valuta possibili canali attraverso i quali gli Etf possono influire sul rischio sistemico. La crescente disponibilità di Etf, si legge nel report, può influenzare il comportamento degli investitori, “consentendo loro di perseguire nuove strategie per cercare il rendimento, gestire i rischi e accedere a nuove classi di attività”. Questi cambiamenti nel comportamento degli investitori possono a loro volta influire sul funzionamento dei mercati finanziari, specie durante periodi di stress del mercato.

Problema volatilità


Gli Etf, sostiene la Esrb, sono associati a un maggiore co-movimento dei prezzi delle attività: le azioni tendono a spostarsi di più con i rispettivi indici una volta che sono inclusi nei portafogli di questi prodotti. Questo aumento reciproco dei prezzi delle attività può porre problemi di stabilità sistemica, perchè rende più probabile che più investitori affrontino perdite simultaneamente, portando quindi potenzialmente a ondate di insolvenze e vendite sincronizzate.

In secondo luogo, il report sostiene che gli Etf siano associati ad una maggiore volatilità dei prezzi dei titoli costituenti: l'elevata liquidità e il continuo trading dei prodotti passivi consentono agli investitori di assumere ampie posizioni direzionali a breve termine su interi panieri di attività. Lo srotolamento di queste posizioni nel mercato dell'Etf potrebbe allora causare problemi condizionando sia correlazione dei prezzi dei singoli titoli con l'indice che la volatilità dell'indice stesso. Questo può diventare problematico, specialmente in periodi di stress finanziario, quando le azioni degli Etf tendono a diventare meno liquide, in particolare nel caso di sottostanti illiquidi.

Infine, il meccanismo di arbitraggio tra gli Etf e i loro titoli costituenti può operare in modo imperfetto: i prezzi dei prodotti passivi possono discostarsi significativamente da quelli dei titoli costituenti, specialmente ad alte frequenze, per attività illiquide e durante periodi di stress finanziario. In queste situazioni, il flusso degli ordini potrebbe avere un forte impatto negativo sui prezzi dell'Etf, che potrebbe portare gli investitori a perdere la fiducia nella trasformazione della liquidità fornita dagli Etf e impegnarsi in vendite potenzialmente destabilizzanti. Tuttavia, mentre la parziale scomposizione dell'arbitrato potrebbe esacerbare le fluttuazioni dei prezzi dell'Etf, potrebbe anche ridurre l'instabilità dei prezzi dei titoli costituenti. Pertanto, un'amplificazione delle oscillazioni dei prezzi della gestione passiva può, in linea di principio, creare un rischio sistemico nella misura in cui gli istituti finanziari soggetti a leva detengono posizioni materiali in Etf sui loro bilanci, mentre può accadere il contrario se tali istituti finanziari sono esposti principalmente al rischio derivante da titoli costituenti.

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