Quando innovazione vuol dire disruption: Foorban, Satispay e Tesla per Amundi al SdR 2018

Teresa Scarale
Teresa Scarale
11.4.2018
Tempo di lettura: 3'
Alla fine sono sempre l'intuizone e la rottura degli schemi a scalare i mercati. Come capire oggi quali saranno i grandi di domani? L'asset manager che sa capirlo è destinato a vincere.

Chi rompe lo status quo per innovare è il vero latore del progresso umano. Foorban, Tesla e Satispay sono tre esempi di “disruptive player” o meglio tre “distruttori creatori” per rendere merito a Schumpeter.

Alberto Dalmasso di Satispay, Stefano Cavaleri di Foorban e Giovanni Fornaro di Tesla: tre protagonisti della distruzione innovatrice.

L'illuminante osservazione di Dalmasso.

Innovare senza paura di rompere gli schemi. E Foorban, Tesla e Satispay innovatori lo sono stati, perché schumpeterianamente capaci di distruggere modelli radicati in settori considerati ormai maturi. Le tre realtà sono state rappresentate al Salone rispettivamente da Stefano Cavaleri, Giovanni Fornaro e Alberto Dalmasso, con la moderazione di Paolo Proli di Amundi. Generalmente, l'innovazione viene associata a fenomeni quali la tecnologia, la digitalizzazione, l'automazione. Non a torto. Ma ne esiste un'accezione più sottile, quella che da alcuni viene chiamata disruption. Si tratta di un'azione dirompente, atta a ripensare tutte le regole del gioco esistenti e a creare una nuova normalità, più vantaggiosa della precedente. La vita quotidiana, o almeno parti rilevanti di essa, semplicemente, migliorano.

 

Il modello premium food delivery di Foorban


Sicurezza, efficienza, rapidità, semplicità possono essere solo alcuni dei vantaggi derivati dalla distruzione creatrice di questi nuovi modelli di business. Stefano Cavaleri, classe 1986, cofondatore e Ceo di Foorban, il primo ristorante interamente digitale, ne è convinto. Nato con l'obiettivo di “rendere semplice mangiare bene a qualsiasi cittadino moderno”, Foorban è un vero e proprio servizio di food tech. Un ristorante bio digitale e integrato: si ordina online; cucinano direttamente loro di Foorban; loro consegnano velocemente (e in bici). Un modello di premium food delivery, basato sul controllo di tutto il processo. “Entro il 2024 il 60% degli ordini di food verrà fatto online” dice Cavaleri, aggiungendo che “il cliente tipo di Foorban è un businessman dai 25 ai 50 anni il quale vuole mangiare un pasto sano e non la solita piadina che poi fa venire sonno”.

 

il futuro per Tesla


La palla passa quindi a Giovanni Fornaro di Tesla, Enterprise Sales Lead per il Sud Europa. Occupandosi di sviluppare flotte aziendali Tesla, Fornaro racconta come si rivoluziona il settore automobilistico con la creazione di vetture elettriche che “non conoscono il concetto di obsolescenza”, alimentate da batterie a lunga durata. Fornaro vede il futuro di Tesla “sempre più verticalizzato, sempre più online, sempre più virtuale”.


Digital sharing da Satispay


Chiude la conferenza il digital sharing in materia di pagamenti, ossia Satispay di Alberto Dalmasso. Un'app indipendente da banche e carte di credito, la quale consente di trasferire denaro ai propri contatti e pagare nei negozi “con la stessa semplicità e immediatezza di un messaggio WhatsApp”. Classe 1984, Ceo e fondatore di Satispay nel 2013, Alberto Dalmasso ha creduto nella sua intuizione. “Non si tratta di chissà quale idea, semplicemente Satispay è nato da un bisogno di comodità. Perché, mi chiedevo, bisogna sempre perdere tempo a prelevare contante per le piccole spese?”. Gratuito per utenti privati, Satispay sta stravolgendo le abitudini di pagamento di un numero sempre crescente di persone: “gli utenti privati aumentano di 900 unità al giorno e quelli business di 160 al giorno”. Ad oggi, i privati sono 300.000 e le aziende 30.000. La conclusione di Dalmasso è illuminante: “a partire dai primi anni 2000 le banche hanno iniziato ad esternalizzare i servizi di IT, considerandoli un centro di costo. Mentre in realtà (con tutti i  dati  sui clienti   che quei servizi  generavano, ndr), si trattava di un asset”.
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Marina Abramovic. Count on Us (Tesla), 2003. Fonte: Artsy.
Caporedattore della sezione Pleasure Asset di We Wealth. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline economiche e sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia e mercati dell’arte. È in We Wealth dalla sua fondazione

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