Pagamenti digitali vs contanti: tutte le novità in arrivo nel 2022

Rita Annunziata
18.11.2021
Tempo di lettura: 5'
Dall'abbassamento del tetto del contante all'addio al cashback. Fino ai tax credit sull'acquisto, il noleggio e l'utilizzo dei Pos. Ecco tutte le novità in arrivo (o già in campo) per esercenti e consumatori

La legge di bilancio 2022 ha abolito definitivamente il cashback. E le risorse stanziate (pari a 1,5 miliardi di euro) saranno dirottate verso altri interventi

Dal 1° gennaio 2022 il tetto per i pagamenti in contanti scivolerà dagli attuali 2mila a 1.000 euro. E per i trasgressori sono previste sanzioni salatissime

Potenziati i crediti d’imposta sulle commissioni pagate dagli esercenti per l’utilizzo dei Pos tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022, che salgono dal 30 al 100%

Dal 1° gennaio 2022 il tetto per i pagamenti in contanti scivolerà dagli attuali 2mila a 1.000 euro. Per i trasgressori sono previste sanzioni salatissime, che oscillano da un minimo di 1.000 a un massimo di 15mila euro. Ma non è l'unica novità che esercenti e consumatori dovrebbero segnare in calendario. E che potrebbe dare un ulteriore boost ai pagamenti digitali, pronti a sfondare il tetto dei 311 miliardi di euro entro la fine dell'anno. Nelle stime raccolte da Ivano Asaro, direttore dell'Osservatorio innovative payments del Politecnico di Milano intervistato da We Wealth.

Il bilancio


Nei primi sei mesi del 2021, racconta, il valore del transato con carta ha raggiunto i 145,6 miliardi di euro, registrando una crescita del +23,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del +15% rispetto al 2019. Una crescita sulla quale ha inciso anche l'iniziativa cashback. “Nonostante diverse discussioni a riguardo, considerato che è stato prima sospeso e poi definitivamente annullato dalla Manovra 2022, numeri alla mano non possiamo negare che abbia influito sulle transazioni digitali. Ma, soprattutto, sullo spostare i pagamenti verso scontrini medio-bassi”. Stando ai dati dell'osservatorio, infatti, il 53% delle transazioni registrate in riferimento al cashback riguardava importi inferiori ai 20 euro, a fronte del 42% del totale dei pagamenti. Rispetto a quanto abbia influito invece sulla lotta all'evasione, aggiunge Asaro, il dibattito resta aperto. “Personalmente, fin da quando è nato, non ho mai pensato che fosse la soluzione migliore in tal senso. Ma è servito sicuramente ad avvicinare le persone ai pagamenti digitali. E chi ha utilizzato questi strumenti, soprattutto quelli più innovativi come i pagamenti con smartphone, difficilmente torna indietro. Anzi, probabilmente li utilizzerà sempre più di frequente”.

Gli incentivi


Ma, come anticipato, la legge di bilancio 2022 ha abolito definitivamente il cashback. E le risorse stanziate (pari a 1,5 miliardi di euro) saranno dirottate verso altri interventi. A questo si aggiunge dal 1° gennaio 2022 l'abbassamento della soglia dei pagamenti in contanti a 1.000 euro. Con sanzioni da un minimo di 1.000 euro per le trasgressioni in generale, 5mila euro per le violazioni di importo superiore a 250mila euro, e tra i 3mila e i 15mila euro per chi non comunica le eventuali irregolarità essendo tenuto a farlo. Senza dimenticare il potenziamento dei crediti d'imposta sulle commissioni pagate dagli esercenti per l'utilizzo dei Pos tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022, che salgono dal 30 al 100%. E i tax credit sull'acquisto, il noleggio e l'utilizzo di dispositivi Pos base o per i Pos “evoluti”, per un limite massimo di spesa compreso tra i 160 e i 320 euro per ciascun beneficiario. Resta infine attiva la lotteria degli scontrini anche se, secondo Asaro, ha avuto al momento un successo “più contenuto” rispetto al cashback.

Lo scenario


“Dati europei relativi al 2020 mostrano che nella classifica del numero di transazioni annuali pro capite con carta non solo siamo ancora indietro ma abbiamo perso un ulteriore posizione rispetto all'anno precedente, scivolando al 25° posto (su 27)”, ricorda Asaro. “Ma si tratta di un dato che probabilmente vedremo cambiare nel 2021-2022. Stimiamo intanto che a fine anno i pagamenti digitali raggiungeranno un valore di transato tra i 301 e i 311 miliardi di euro, con una crescita tra il +12,5% e il +16% rispetto al 2020”. Dal punto di vista infrastrutturale, aggiunge l'esperto, l'Italia infatti è uno dei paesi più avanti in Europa. “Siamo quarti per numero di Pos attivi per numero di abitanti e noni in classifica per numero di carte che ogni italiano ha in tasca. C'è piuttosto un problema di utilizzo. Più che sanzioni, occorrono incentivi. Non solo per i consumatori ma anche per gli esercenti”.

E i contanti?


Intanto, la quantità di banconote in circolazione resta elevata. Una situazione che, secondo un recente approfondimento dell'Economist analizzato da Il Post, sembrerebbe connessa all'attività di gruppi criminali e organizzazioni illecite. Ma le autorità finanziarie, scrive l'Economist, non starebbero facendo abbastanza per arginare il problema. La Banca centrale europea, ricorda intanto Asaro, ha recentemente allontanato l'idea di eliminare completamente il contante al fine di assicurare ai consumatori una certa libertà di scelta. “È un tema complicato”, osserva. “Ma, numeri alla mano, ci sono evidenze che i consumatori fanno sempre più a meno del contante. A fine anno arriveremo al 36-37% dei pagamenti con carte e wallet e, di conseguenza, al 63-64% di quelli in contanti. Un dato in calo da diversi anni (nel 2018 era al 74%, nel 2019 al 71%, nel 2020 al 67%). Se veramente i pagamenti elettronici cresceranno come ci aspettiamo, questa percentuale crollerà ulteriormente”, spiega Asaro. Poi conclude: “Credo sia un fenomeno inevitabile e inarrestabile. È chiaro che non mi aspetto si arrivi mai al 2% come in Svezia, e nemmeno al 5 o al 10%, ma ci sarà un calo evidente. Anche perché si parla tanto di smart city, di pubblica amministrazione evoluta, ma molti di questi servizi non potrebbero esistere se non basati sui pagamenti elettronici. Se il Paese sta tentando di andare in questa direzione, una loro impennata è inevitabile”.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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