Pagamenti digitali sui 268 mld, attesa la spinta del cashback

Rita Annunziata
11.3.2021
Tempo di lettura: 3'
Nel 2020 i pagamenti digitali hanno sfiorato i 268 miliardi di euro. Cresce la penetrazione rispetto al contante. Il device preferito degli italiani è lo smartphone, con il mobile commerce che raggiunge quota 15,65 miliardi. Positivo anche l'impatto del cashback

Il comparto dell'acquisto di prodotti online ha segnato nel 2020 un boost del 31%, in contrapposizione al crollo del -47% della categoria dei servizi

Le transazioni in modalità contactless con carta salgono del 29%, raggiungendo gli 81,5 miliardi di euro. Una crescita che potrebbe beneficiare anche della Psd2

Alessandro Perego: “Alcuni di questi nuovi comportamenti si dimostreranno strutturali e ci accompagneranno, in un modo o nell'altro, per diverso tempo”

Sapevate che nell'anno della crisi, nonostante un calo generalizzato dei consumi di circa il 13%, i pagamenti digitali hanno raggiunto un numero di transazioni pari a 5,2 miliardi? Si parla di una crescita di quattro punti percentuali della penetrazione sul totale transato rispetto al 2019, per un valore complessivo di 268 miliardi di euro. Una cifra che restituisce la fotografia di un'Italia che, sulla scia anche dei recenti incentivi legati al piano cashless, potrebbe prepararsi a dire addio ai contanti. Anche se forse non del tutto.
Secondo la nuova edizione dell'Osservatorio innovative payments della School of management del Politecnico di Milano, presentata in occasione dell'evento Innovative payments: da alternativa a necessità, il comparto dell'acquisto di prodotti online ha segnato nel 2020 un boost del 31%, in contrapposizione al crollo del -47% della categoria dei servizi (legato principalmente alla crisi del turismo e dei viaggi). Il device preferito degli italiani è lo smartphone, con il mobile commerce che raggiunge quota 15,65 miliardi di euro (in crescita del +22%). A salire in tal senso sono anche le transazioni per il pagamento di bollette, bollettini e ricariche telefoniche, che superano gli 1,15 miliardi (+30%).

Boom di transazioni contactless: +29% sul 2019


La riapertura successiva al periodo di lockdown, poi, non ha riportato i cittadini sulla strada del contante, anzi, ha finito per dare un'ulteriore spinta ai pagamenti “senza contatto” (complici anche i timori legati al contagio). “Nonostante mesi di chiusure in cui non sono stati di fatto utilizzabili, gli acquisti in modalità contactless con carta nel corso del 2020 salgono del 29% in termini di valore transato, raggiungendo gli 81,5 miliardi di euro”, spiega Valeria Portale, direttore dell'Osservatorio innovative payments. Una crescita, secondo l'esperta, che potrebbe beneficiare in futuro anche della nuova soglia introdotta dalla Psd2 (50 euro), sotto la quale è possibile effettuare transazioni senza passare la propria carta all'operatore in cassa e senza dover toccare il pos per digitare il pin, ma “che per il momento è ancora in fase di rilascio per la maggior parte degli attori italiani”.
Ancora più rilevante è la crescita dei pagamenti tramite smartphone o wearable in negozio, che lievitano del +80% circa rispetto al 2019 superando i 3,4 miliardi di euro. “Prima del lockdown di marzo 2020, nonostante tassi di crescita promettenti, i pagamenti digitali non erano ancora permeati completamente nella quotidianità degli italiani”, racconta Alessandro Perego, responsabile scientifico degli Osservatori digital innovation del Politecnico di Milano. “Secondo i dati della Banca centrale europea, infatti, l'Italia nel 2019 si posizionava al 24° posto su 27 nella classifica continentale delle transazioni con carta pro-capite, seguita solo da Germania, Romania e Bulgaria, tutti paesi con crescite superiori alla nostra”. A confermarlo anche Portale, che sottolinea come il gap più ampio risulti essere quello con il Nord Europa, che viaggia sulle 350 transazioni pro-capite (contro le 77 dell'Italia e le 141 della media del continente). Ma non tutto sembrerebbe perduto.

L'impatto del cashback e della lotteria degli scontrini


“Oltre alla pandemia, che ha cambiato le nostre priorità e il nostro modo di rapportarci con gli altri, così come quello di effettuare acquisti, nel corso di quest'anno sono entrate in gioco anche alcune iniziative di incentivo del governo, che hanno acceso i riflettori su queste tematiche e stanno portando, direttamente o indirettamente, sempre più persone a preferire i pagamenti elettronici. Molto probabilmente alcuni di questi nuovi comportamenti si dimostreranno strutturali e ci accompagneranno, in un modo o nell'altro, per diverso tempo”, spiega Perego. L'ultimo mese dell'anno, infatti, ha visto entrare in scena il cashback di Stato, uno dei provvedimenti del “Piano Italia Cashless” introdotto dal precedente esecutivo e ora sotto la lente del premier Draghi.
“Il piano, pur con delle limitazioni, rappresenta un segnale positivo: in un quadro europeo che vede l'Italia tra i paesi meno avanzati in termini di pagamenti digitali, è degno di nota che finalmente queste tematiche siano giunte al centro del dibattito politico”, interviene Ivano Asaro, anch'egli direttore dell'Osservatorio innovative payments. Poi conclude: “Il 2020, pur nella sua drammaticità, potrebbe davvero aver segnato un punto di svolta per il settore dei pagamenti digitali. Già nel passato dalle nostre ricerche è emerso come le persone che provano a utilizzare i pagamenti più innovativi, come lo smartphone, poi difficilmente li abbandonano. Questo aspetto, unito alla volontà di mantenere le distanze e limitare i contatti da parte degli italiani e a un paese che, seppur lentamente, si muove verso una digitalizzazione più marcata, può rappresentare un'importante base per un'accelerazione definitiva per i pagamenti digitali nel prossimo biennio”.

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